Atalanta – Bologna 1-0. Si vince anche senza il Papu

9’ giornata di serie A, si affrontano Atalanta e Bologna. Bergamaschi che in campionato sono ancora fermi a 9 punti, ma che sono reduci da una vittoria in Europa League. Rossoblù che vogliono continuare la striscia positiva centrando la quarta vittoria consecutiva.

Prima di iniziare la partita viene osservato un minuto di silenzio in ricordo di Marino Perani, giocatore che con il Bologna vinse lo scudetto nel 1964. Padroni di casa che giocano decisamente meglio degli ospiti, senza però rendersi mai pericolosi in modo decisivo. L’occasione più ghiotta capita sui piedi di Petagna, l’attaccante si fa rimontare da Krafth che riesce a sbilanciarlo al momento della conclusione, pallone che termina alto. Proprio allo scadere della prima frazione di gara, il Bologna ha la possibilità di portarsi in vantaggio con Verdi. L’attaccante della nazionale riceve in area un bel filtrante di Pulgar, ma in vece che tirare preferisce passarla a Palacio, che però non arriva all’appuntamento con il gol.

Nella ripresa la musica non cambia, Atalanta sempre più padrona del campo, mentre il Bologna gioca a tratti puntando sulle ripartenze. Prima Spinazzola calcia a lato, poi De Roon da fuori lascia partire un tiro fortissimo, ma il pallone esce sfiorando il palo alla destra del portiere rossoblù. La pressione dei padroni di casa si fa più insistente, fino a quando Freuler pesca il neo entrato Cornelius che tira e batte Mirante, 1-0. Risultato che resta invariato fino alla fine del match, anche se i bergamaschi hanno più volte l’occasione di raddoppiare. Per il Bologna da segnalare solo l’espulsione per doppio giallo di Gonzalez.

Atalanta (4-3-2-1): Berisha 6; Masiello 6, Caldara 5,5, Palomino 6,5; Castagne 6, De Roon 6, Freuler 6, Spinazzola 5,5 (78′ Gosens); Cristante 6 (51′ Cornelius 7), Ilicic 6; Petagna 5,5 (66′ Kurtic 6).

A disposizione: Gollini, Rossi, Orsolini, Vido, Melegoni, Mancini, Haas, Hateboer, Bastoni.

Allenatore: Gasperini.

Bologna (4-3-3): Mirante 6; Torosidis 6 (25′ Krafth 5), Gonzalez 5,5, Helander 6, Masina 5; Poli 6, Pulgar 6, Donsah 6; Verdi 5, Palacio 6,5 (72′ Destro), Di Francesco 6 (59′ De Maio 6).

A disposizione: Da Costa, Ravaglia, Nagy, Petkovic, Krejci, Crisetig, Valencia, Maietta, Falletti.

Allenatore: Donadoni.

Genoa-Bologna 0-1. Instancabile Palacio

7′ giornata di Serie A. Al Marassi gli uomini di Juric si giocano tutto, qualsiasi risultato diverso da una vittoria potrebbe compromettere la sua panchina. Ospiti che vogliono dare continuità alle buone prestazioni delle precedenti partite.

PRIMO TEMPO: prima frazione di gara che vede il Genoa attuare un pressing molto aggressivo, a volte anche troppo e non a caso arrivano i primi cartellini. La prima vittima è il giovane Pellegri, che dopo 20 minuti rischia addirittura il doppio giallo, ma l’arbitro Rocchi lo grazia. La prima azione davvero pericolosa è per i rossoblù emiliani, Palacio in velocità sguscia a Rossettini e crossa per Petkovic, l’attaccante croato però si fa parare il tiro da Perin. Le azioni offensive del Genoa si racchiudono tutte in una conclusione da fuori di Veloso, ma Mirante si fa trovare pronto e fa suo il pallone. Lo spettacolo però è poco ed i primi 45’ minuti si chiudono in parità senza grosse emozioni.

SECONDO TEMPO: Padroni di casa che ripartono molto aggressivi, ma il primo squillo arriva dagli ospiti grazie ad un tiro da fuori di Verdi. La sua conclusione viene deviata, ma un attento Perin non si fa fregare e devia in calcio d’angolo. Il pubblico di casa inizia a spazientirsi, mentre Palladino prova a prendere per mano i suoi compagni e reagire. Proprio dall’attaccante genoano nascono una serie di situazioni pericolose, azioni però sciupate da Ricci e Galabinov. A metà ripresa sale in cattedra Antonio Mirante, il portiere del Bologna effettua un paio di parate strepitose, prima sull’amico Palladino poi su Veloso. Il Genoa sta spingendo, ma proprio nel suo momento migliore arriva il gol del vantaggio per gli emiliani. Pulgar lancia rasoterra Destro, l’attaccante però fa il velo eludendo l’intervento del difensore. Rodrigo Palacio raccoglie la palla e a tutta velocità si lancia a rete, resiste ad una carica di Laxalt e d’esterno batte Perin. Padroni di casa che continuano a cercare il pareggio senza successo.

 Genoa: Perin 6,5; Biraschi 5,5 (76′ Pandev 5,5), Rossettini 6, Zukanovic 6; Rosi 5,5 (61′ Lazovic 6), Cofie 6, Veloso 6,5, Laxalt 5; Ricci 6, Pellegri 5 (46′ Galabinov 5,5), Palladino 6.

Panchina: Lamanna, Gentiletti, Bertolacci, Centurion, Brlek, Rigoni, Salcedo.

All.: Juric

Bologna: Mirante 7; Krafth 5,5 (71′ Torosidis 6), Gonzalez 6,5, Helander 6,5, Mbaye 6; Donsah 6, Pulgar 6,5,  Poli 6 (80′ De Maio s.v); Verdi 6, Petkovic 6 (60′ Destro 5,5), Palacio 7.

Panchina: Da Costa, Nagy, Taider, Crisetig, Maietta, Masina, Orji.

All.: Donadoni

Sassuolo – Bologna 0-1. Rossoblù che espugnano il Mapei Stadium

Mapei Stadium che alla 6’ giornata di Serie A ospita il derby Emiliano tra Sassuolo e Bologna. Neroverdi a caccia dei tre punti, visto che nelle ultime 4 partite hanno collezionato 3 sconfitte ed una sola vittoria. Esame importante per i rossoblù, che negli ultimi match di campionato hanno sfoggiato prestazioni convincenti con Napoli, Fiorentina ed Inter, raccogliendo però un solo punto. A sostegno della squadra più di 2000 tifosi.

PRIMO TEMPO: padroni di casa che i primi minuti partono decisamente meglio. Sulle fasce Lirola e Adjapong sgusciano a Masina e Mbaye con troppa facilità, ma fortunatamente per gli uomini di Donadoni, i cross non avranno nessun seguito. L’occasione più ghiotta capita sui piedi di Matri, che si presenta a tu per tu con Da Costa a pochi metri dalla porta, l’ex Cagliari però calcia male addosso al portiere del Bologna. Il resto della prima frazione di gara è poca cosa, squadre che vanno al riposo sullo 0-0.

SECONDO  TEMPO: ripresa che vede i rossoblù entrare sul terreno di gioco con un altro atteggiamento. Passano pochi secondi e Donsah lanciato in velocità verso l’area di rigore mette una palla sul secondo palo dove è in agguato Palacio, ma l’attaccante argentino manca l’appuntamento col gol. Sempre Donsah (tra i migliori del Bologna) si accentra e calcia da fuori area, Consigli respinge in calcio d’angolo. Nei minuti che seguono, Berardi prova di beffare Da Costa con un pallonetto, ma il portiere devia in angolo, mentre capitan Magnanelli viene espulso per somma di ammonizioni, Sassuolo in dieci. La partita entra in una fase di studio, poche emozioni e girandola di sostituzioni. È l’89’, quando Petkovic (subentrato a Verdi), mette in porta Palacio con un passaggio filtrante, l’attaccante ex Inter calcia però addosso a Consigli, sulla respinta corta però ci si avventa il 19enne del Bologna Orji Okwonkwo che fa esplodere di gioia il settore ospiti. Nei 4 minuti di recupero, gli uomini di Bucchi hanno sia l’occasione di pareggiare che la fortuna  di sventare lo 0-2.

 

Sassuolo: Consigli 6,5; Letschert 6, Cannavaro 5,5, Acerbi 5,5; Lirola 6,5, Missiroli 6,5, Magnanelli 5, Duncan 6 (60′ Sensi 6), Adjapong 6,5; Berardi 5 (79′ Biondini sv), Matri 5 (70′ Falcinelli 6).

All. Bucchi.

Panchina: Pegolo, Politano, Peluso, Mazzitelli, Gazzola, Goldaniga, Rogério, Ragusa
Bologna: Da Costa 6,5; De Maio 5,5 (85′ Orji 7), Gonzalez 6,5, Helander 6; Mbaye 5,5, Masina 5, Donsah 6,5, Pulgar 6, Poli 6 (83′ Taider sv); Verdi 5,5 (70′ Petkovic 6,5), Palacio 6,5.

All. Donadoni.

Panchina: Santurro, Krafth, Maietta, Torosidis, Crisetig, Nagy, Destro, Di Francesco

Fiorentina – Bologna 2-1. Viola che si aggiudicano il derby dell’Appennino

4’ giornata di serie A che vede andare in scena il Derby dell’Appennino. Partita che si conclude con la seconda vittoria consecutiva della Fiorentina, mentre il Bologna esce dal campo ancora sconfitto nonostante la buona prestazione.

Primo tempo: primo 45 minuti equilibrati, con i padroni di casa che si rendono pericolosi con un colpo di testa di Thereau su calcio piazzato. La prima occasione dei rossoblù avviene grazie ad un passaggio filtrante di Verdi che pesca molto bene il movimento nello spazio di Palacio, quest’ultimo però calcia a lato. Non succedono più grandi cose fino alla fine della prima frazione di gara, da segnalare solo qualche fallo con conseguente cartellino giallo.

Secondo tempo: Partono forte i viola, che grazie a Chiesa trovano il gol del vantaggio. Il giovane attaccante della Fiorentina stoppa bene il pallone e accentrandosi calcia velocemente in porta sul palo lontano, Mirante non può arrivarci e 1-0.  Passa un solo minuto e Rodrigo Palacio scambiando molto bene con Taider, si presenta davanti a Sportiello. La sua conclusione è potente e fulminea, il portiere non può nulla. Parità ristabilita. Fiorentina che alza il ritmo e si propone nella metà campo rossoblù con più insistenza. Al minuto 59’ Biraghi batte un calcio d’angolo con una traiettoria ad uscire sul secondo palo, in area spunta senza marcature il centrale difensivo Pezzella, che di testa batte Mirante e riporta i viola in vantaggio. Bologna che non ci sta e cerca il pareggio, anche se l’occasione più ghiotta gli capita nei minuti finali, quando l’inesauribile Palacio centra il palo.

 

FIORENTINA: Sportiello; Bruno Gaspar, Pezzella, Astori, Biraghi; Veretout, Badelj; Benassi (46’ Gil Dias), Thereau (78’ Vitor Hugo), Chiesa (83′ Eysseric); Simeone.

BOLOGNA: Mirante; Krafth, Gonzalez, Helander, Masina (76’ Mbaye); Taider, Poli (73’ Petkovic); Verdi, Pulgar, Di Francesco (80’ Okwonkwo); Palacio.

ARBITRO: Valeri

MARCATORI: 51’ Chiesa, 52’ Palacio, 59’ Pezzella

Bologna – Napoli 0-3 risultato che va molto stretto ai rossoblù

Al Renato Dall’Ara di Bologna va in scena il posticipo della 3’ giornata del campionato italiano di Serie A, si affrontano Bologna e Napoli. Padroni di casa che vogliono riscattare l’umiliazione subita un anno fa per 7-1 davanti al proprio pubblico, mentre gli azzurri di Sarri in caso di vittoria hanno l’occasione per rimanere in testa con Juventus ed Inter.

PRIMO TEMPO: da segnalare il vergognoso comportamento di un tifoso del Napoli che mentre si osservava un minuto di silenzio ha urlato “forza Napoli”. Emiliani che in occasione della partita presentano la maglia nuova da trasferta. Bologna che parte davvero forte e si dimostra in grado di arginare il tridente offensivo del Napoli. Il protagonista è Simone Verdi, l’attaccante rossoblù si rende pericoloso con un diagonale di mancino che beffa Reina ma termina di pochi centimetri a lato, poi con una punizione velenosa dal limite dell’area impegna il portiere spagnolo che respinge sulla traversa. Con Hamsik in ombra, marcato stretto da Poli, è Mertens che prova a pungere, ma il centrale svedese Helander lo ferma con le cattive, finendo sul taccuino di Giacomelli come primo ammonito del match. Poco più tardi il Bologna segna con Masina, gol che però viene annullato giustamente per fuorigioco. Primo tempo che termina con un tiro innocuo di Insigne che però non impensierisce Mirante.

SECONDO TEMPO: ripresa che inizia ancora una volta con il Bologna pericoloso. È sempre Verdi che illumina le azioni dei rossoblù, sprecate poi da Mattia Destro. Alla prima vera azione pericolosa è però il Napoli a passare in vantaggio. Minuto 66’, Insigne rientra sul destro e crossa benissimo sul secondo palo per l’inserimento di Callejon che di testa batte Mirante. Ingenuità di Masina che manca l’impatto col pallone facendosi sgusciare da dietro l’attaccante spagnolo. Mentalmente il Bologna crolla e non riesce più a ripartire, prende il sopravvento la squadra di Sarri che ne approfitta per siglare il 2-0. Questa volta è Pulgar a compiere un errore grossolano, tentando di smarcare Mertens al limite della propria area di rigore. Il belga ringrazia e segna. La terza rete la sigla Zielinski.

Sulla carta Napoli nettamente superiore al Bologna. Partenopei che però hanno faticato molto a sbloccare la partita, ci sono voluti due errori dei rossoblù. Hamsik in ombra, ma Mertens è una certezza, sempre decisivo. Nel Bologna da segnalare l’ottima prestazione di Poli e Rodrigo Palacio, l’attaccante arrivato dall’Inter ha corso per 77 minuti al servizio della squadra, sia in fase offensiva che in fase difensiva.

BOLOGNA (4-2-3-1): Mirante; Krafth, Maietta (58’ De Maio), Helander, Masina; Pulgar, Poli; Verdi, Palacio (77’ Petkovic), Di Francesco; Destro (73’ Krejci).

Allenatore: Donadoni

NAPOLI (4-3-3): Reina; Hysaj, Chiriches (43’ Albiol), Koulibaly, Ghoulam; Allan, Jorginho (77’ Diawara), Hamsik (62’ Zielinski); Callejon, Mertens, Insigne.

Allenatore: Sarri

ARBITRO: Giacomelli

MARCATORI: 66’ Callejon, 83’ Mertens, 88’ Zielinski.

Bologna – Torino 1-1 Pari giusto al Renato Dall’Ara.

Dopo l’umiliazione subita in Coppa Italia contro il Cittadella, il Bologna deve davanti al proprio pubblico reagire e dimostrare il suo vero valore. Molto chiaro lo striscione esposto in curva Andrea Costa ad inizio partita (vedi foto). Torino che dopo le dichiarazioni in settimana di Mihajlovic si presenta formato Europa.

Primo tempo: Prima giornata di serie A che si apre con un minuto di silenzio in memoria delle vittime dell’attacco terroristico a Barcellona. Il primo squillo è dei granata. Zappacosta si libera molto bene di Masina e crossa per Belotti, l’attaccante arriva prima sulla palla anticipando De Maio, colpo di testa però che termina di poco a lato. Bologna che non si fa intimidire dalla distrazione iniziale ed inizia a giocare decisamente meglio rispetto al Torino. Poli recupera diversi palloni, Verdi tenta una conclusione da fuori e i centrali di difesa non fanno arrivare un pallone al Gallo. La prima azione veramente pericolosa avviene grazie ad un cross tagliente dalla destra di Torosidis sul quale arriva primo Di Francesco, pallone che però si stampa sul palo. Passano pochi minuti e proprio l’attaccante rossoblù riceve in area un cross perfetto di Verdi, stoppa molto bene e batte Sirigu con una bella conclusione di sinistro. La reazione del toro non si fa attendere. Dopo soli 7 minuti Adam Ljajic supera due avversari e tira da fuori area, la risposta di Mirante non è perfetta ed il pallone finisce in rete.

Secondo tempo: Come ad inizio partita è il Gallo che si rende protagonista di una buona azione, girandosi veloce fuori dall’area, il suo diretto marcatore De Maio è costretto al fallo. Calcio di punizione dai 25 metri, si incarica della battuta Ljajic. Il serbo calcia molto bene a scavalcare la barriera, ma questa volta Mirante compie un vero e proprio miracolo e respinge in angolo. La partita diventa noiosa, con il Torino che conduce un fitto possesso palla, senza però mai graffiare i rossoblù. Una volta sfogati, torna pericoloso il Bologna con Di Francesco. Il giovane attaccante raccoglie una sponda di Destro e una volta entrato in area calcia a lato. Mentre pochi minuti dopo tira di poco alto sopra all’incrocio dei pali un tiro dalla distanza. Donadoni capisce che è il momento di battere il ferro ed inserisce Krejci e il nuovo acquisto Palacio, passando così a 4 punte. Bologna che domina gli ultimi minuti di gara, anche se al Torino viene annullato un gol per fuorigioco. Avendo però l’arbitro fischiato prima che avvenisse il gol, non ci sono gli estremi per richiedere la VAR. Gol che nell’analisi post partita si rivelerà poi regolare, chiamata errata del guardalinee e Mihajlovic su tutte le furie.

Buona prestazione per i rossoblù, che hanno dimostrato di avere le capacità e la determinazione per non ripetere prestazioni penose come quella contro il Cittadella (costata l’eliminazione dalla Coppa Italia). Toro che sulla carta si presenta superiore al Bologna, ma escludendo il possesso palla dimostra di avere ancora limiti su cui lavorare.

 

Bologna (4-3-3): Mirante; Torosidis, De Maio, Maietta, Masina; Poli (70′ Donsah), Pulgar, Taider (81′ Krejci); Verdi (81′ Palacio), Destro, Di Francesco. All. Donadoni

Torino (4-2-3-1): Sirigu; Zappacosta, N’Koulou, Moretti, Molinaro; Acquah, Obi (75′ Rincon); Falque, Ljajic, Berenguer; Belotti. All. Mihajlovic

Marcatori: 27′ Di Francesco, 34′ Ljajic

Ammoniti: 48′ De Maio, 60′ Pulgar, 92′ Rincon

CALCIOMERCATO: Bologna, quasi fatta per Bradaric

Indiscrezioni danno il Bologna molto vicino al 25enne centrocampista croato Filip Bradaric, che si sarebbe dichiarato disponibile a trasferirsi sotto le due torri. Nei prossimi giorni Bologna e Rijeka (club croato) potrebbero incontrarsi e chiudere il trasferimento a 5 milioni di euro, al giocatore un contratto di 5 anni a circa 500 mila euro più bonus.

Filip Bradaric: mediano classe 1992 che grazie ai suoi 185 centimetri di altezza presenta una buona struttura fisica e una buona capacità di dettare i tempi di gioco. Negli anni è sempre stato considerato un ottimo prospetto, arrivando a conquistarsi non solo la maglia della Nazionale under 19 e 21, ma anche quella maggiore. Il campionato appena concluso l’ha disputato con la maglia del Rijeka, dove ha messo a segno 2 gol e 4 assist e vincendo il campionato.

Il Bologna di Roberto Donadoni potrebbe essere innestato da giocatori non solo in grado di poter giocare con il 4-3-3, ma anche con i 4-2-3-1. Con Viviani di ritorno a Verona, Taider non ancora sicuro di rimanere e la quasi bocciatura di Donsah, il giovane croato assieme a Pulgar potrebbe rivelarsi un buon rinforzo per la mediana rossoblù.

John Terry: Captain, Leader, Legend

“Non sarò mai in grado di tradurre in parole l’amore che ho per voi tifosi. Il supporto che mi avete sempre dato, sia a me che alla squadra, è fenomenale. Siete stati determinanti per il mio successo e per quello della squadra. Indossare la fascia da capitano è stato senza dubbio uno dei più grandi successi della mia vita. Spero solo di essere stato in grado di ripagarvi con il mio impegno e la fedeltà durante tutta la mia carriera e non vedo l’ora di tornare in questo grande club in qualche modo in futuro. Il viaggio non è ancora finito”.

Con queste parole John Terry saluta coloro che l’hanno accompagnato in 22 anni di “servizio” a Chelsea: i compagni, lo staff, il presidente Abramovich e soprattutto tutti i tifosi, coloro che non a caso l’hanno battezzato leader e leggenda della propria squadra del cuore sostenendolo per tutti questi anni. Si porterà per sempre nel cuore 5 Premier League, 5 coppe d’Inghilterra, 3 coppe di Lega, 1 Europa League, 1 Champions League e 2 supercoppe d’Inghilterra. In totale 689 presenze e 65 gol, numeri che per un difensore centrale non sono niente male. Era il 1995, quando il quindicenne John passa dalle giovanili del West Ham a quelle del Chelsea. Successivamente, esattamente 3 anni dopo, arriva l’esordio con la prima squadra guidata da Gianluca Vialli, la partita era contro l’Aston Villa e valida per la coppa di Lega. Pochi mesi dopo esordisce anche in Premier League, più precisamente contro il Southampton. Nella seconda parte della stagione 1999/2000 viene ceduto in prestito al Nottingham Forest dove colleziona soltanto 6 presenze. L’anno successivo diventerà titolare nella difesa dei blues guidati da Claudio Ranieri. Durante una nota trasmissione domenicale condotta da Paolo Di Canio, viene trasmesso un video in cui vi era Gianluca Vialli che elogiava John (suo ex calciatore) e raccontava di aver ancora oggi un rimpianto, quello di non averlo fatto esordire prima.

La carriera calcistica di Terry è stata ricca di successi e vittorie, ma a volte ci si scorda dei momenti difficili che ha dovuto fronteggiare, come la sconfitta a Mosca nella finale di Champions League del 2008 ai rigori contro il Manchester United. Decisivo il suo errore dagli undici metri, dove il capitano blu scivolò al momento della conclusione centrando il palo. Non dimentichiamoci della Champions 2012, dove il Chelsea vinse in finale contro il Bayern Monaco, dove purtroppo John non giocò perché aveva rimediato la squalifica in semifinale. Alzò la coppa è vero, ma fu costretto a mangiarsi le mani per 120 minuti a bordo campo, guardando i propri compagni senza poter contribuire alla lotta come suo solito fare. Da quella notte sono passati altri 5 anni e lui ha continuato sempre a giocare dando il suo contributo. Nel 2016 con l’arrivo di Antonio Conte non ha più trovato spazio. Il Manager italiano ha subito chiarito la situazione e John da grande uomo ha deciso di rimanere un altro campionato dando quello che poteva come Leader all’interno dello spogliatoio.

Per chi ama la Premier League, o meglio, il calcio d’oltremanica, sa quanto un giocatore tenga al proprio club. Purtroppo negli ultimi anni si sta perdendo sempre più la devozione ed il senso di appartenenza alla propria famiglia calcistica. Quando questi uomini decidono di appendere gli scarpini al chiodo o provare nuove esperienze calcistiche (ad esempio in America), mi immagino un grande albero che perde foglie una dopo l’altra. Purtroppo però l’albero che un tempo era verde e rigoglioso è ormai spoglio.

Bologna-Pescara 3-1. Undicesimo gol per Destro

Circa 21 mila spettatori sugli spalti del Dall’Ara per seguire Bologna-Pescara, partita valida per la 36° giornata di serie A. Rossoblù che devono cancellare la pessima sconfitta maturata ad Empoli, mentre gli Abruzzesi vogliono mettere in mostra i propri giovani nonostante la retrocessione già certa. Donadoni decide di fare esperimenti e prova per il 4-2-3-1, con Di Francesco, Krejci e Verdi alle Spalle di Destro, con un centrocampo composto da soli due uomini. Zeman si presenta con il solito 4-3-3 offensivo a caccia di reti.

PRIMO TEMPO: Bologna che va subito in gol all’ottavo minuto grazie Mattia Destro. L’attaccante insacca di testa su cross di Di Francesco. Nell’azione del gol, il portiere avversario in uscita colpisce con un pugno il bomber rossoblù, costretto a giocare per tutta la partita con una vistosa fasciatura alla testa. Il Pescara non ci sta e con Bahebeck prova a farsi sentire, il giovane attaccante in prestito dal PSG tenta un’azione solitaria ma tira a lato. Poco dopo arriva il gol del pareggio, ospiti che battono velocemente una punizione sulla trequarti in direzione di Mitrita, l’attacante pesca molto bene in area Bahebeck che sfugge a Maietta e questa volta non sbaglia. Il Bologna vuole tornare davanti e prova con Verdi la conclusione dai 25 metri, traiettoria velenosa che però viene controllata e respinta da Fiorillo.

SECONDO TEMPO: Ripresa che inizia così come era iniziato il primo tempo, ovvero con il Bologna che va in gol. Torosidis tenta un tiro da fuori area, la palla viene deviata e si impenna, il più veloce è Di Francesco che devia in gol. Pescara che si rende pericoloso nelle ripartenze, costringendo Mirante a compiere alcuni interventi difensivi importanti. La partita viene chiusa definitivamente al 91’ quando il gioiello del Bologna Okwonkwo scappa in velocità per poi servire Destro al centro dell’area e 3-1 rossoblù, via la maglietta e corsa sotto la curva, undicesima rete stagionale per l’attaccante ascolano. C’è ancora qualche minuto per far salire in cattedra Mirante, il portiere del Bologna tiene salvo il risultato con due interventi decisivi.

Bologna (4-2-3-1): Mirante, Mbaye, Maietta (57’ Krafth), Helander, Torosidis, Donsah (75’ Pulgar), Taider, Di Francesco, Verdi, Krejci (73’ Okwonkwo), Destro.

Allenatore: Donadoni

Pescara (4-3-3): Fiorillo, Zampano, Fornasier, Bovo, Biraghi, Coulibaly (54’ Milicevic), Brugman, Memushaj, Caprari, Bahebeck (73’ Gilardino), Mitrita (53’Muric).

Allenatore: Zeman
Arbitro: Di Martino di Teramo
Reti: 8′ e 91’ Destro, 24′ Bahebeck, 48’ Di Francesco
Note: ammoniti Bovo, Coulibaly, Donsah.

Setlist Joshua Tree Tour 2017, gli U2 partono da Vancouver.

Adam accende una sigaretta magica mentre discute con Larry su quale t-shirt indossare, The Edge pizzica le corde della sua chitarra ad un ritmo rilassante, mentre Bono scrutando da sotto gli occhiali la sua Band si passa una mano tra i capelli pensando alla loro grande storia. L’ennesima sfida, l’ennesima dimostrazione che la musica unisce tutti e ti fa emozionare. Mi piace immaginarli così. Mentre aspettano l’inizio dell’ennesimo concerto e tour di successo.

Vancouver 12 maggio 2017, si parte dal Canada, meta scelta dalla band irlandese per dare inizio al loro Joshua Tree Tour 2017. Una delle cose più attese dai fan di tutto il mondo era la scaletta musicale. In questi mesi sono girati tanti rumors, ma finalmente abbiamo la setlist completa della prima serata.

  • Sunday Bloody Sunday
  • New Year’s Day
  • A Sort Of Homecoming
  • MLK
  • Pride
  • Where The Streets Have No Name
  • I Still Haven’t Found What I’m Looking For
  • With or Without You
  • Bullet The Blue Sky
  • Running To Stand Still
  • Red Hill Mining Town
  • In God’s Country
  • Trip Through Your Wires
  • One Tree Hill
  • Exit
  • Mothers Of The Disappeared
  • Beautiful Day
  • Elevation
  • Ultraviolet
  • One
  • Miss Sarajevo
  • Little Things That Give You Away

Oltre ad aver cantato l’intero The Joshua Tree sono stati aggiunti in scaletta altri pezzi pregiati della band irlandese, come Sunday Bloody Sunday e Pride, brani che non ci si stanca mai di ascoltare, brani che hanno fatto la storia della musica. C’è stato spazio anche per le più recenti Miss Sarajevo, Elevation, Beautiful Day e One. Quando partecipate ad un concerto degli U2 potete star certi che si tratterà di un Beautiful Day, alla prima nota della canzone ve ne ricorderete. One invece è uno di quei pezzi capace di emozionarti e trascinare l’intero popolo musicale. Fan di tutto il mondo pazientate, in pochi mesi potrete rivederli anche voi sul palco e rivivere 30 anni di storia in due ore musicali intense. A Roma noi ci saremo, inizia il conto alla rovescia.

Blerim Dzemaili, Bologna ti ringrazia!

Difficile entrare nel cuore dei tifosi in una sola stagione, ma non impossibile se ti chiami Blerim Dzemaili. Il calciatore Svizzero lascia Bologna con un rendimento che parla chiaro: 31 presenze in campionato, 8 gol e 3 assist, statistiche non da tutti i centrocampisti, a meno che non ti chiami Hamsik o Nainggolan. Blerim sotto le due torri ha ritrovato quella serenità e quella continuità che gli mancava da qualche stagione, guadagnandosi il ruolo di leader dei rossoblù in campo. Si può considerare un vero trascinatore, oltre i gol realizzati in questa stagione resta la consapevolezza che a fine partita usciva dal campo dopo aver dato tutto, impossibile accusarlo del contrario. Vittoria o sconfitta lui lasciava il terreno di gioco a testa alta. Si lascia alle spalle anche tante polemiche e pressioni da chi lo avrebbe voluto a Bologna anche l’anno prossimo, ma come tutti sanno, il suo trasferimento in Canada al Montreal Impact era cosa già programmata e discussa al suo arrivo a Casteldebole.

Professionalità, corsa, forza, intelligenza, buon tiro e tempi di inserimento perfetti, tutte caratteristiche che danno vita al centrocampista che tutti gli allenatori vorrebbero avere. Fondamentale in fase difensiva ma altrettanto utile in fase offensiva. Con i suoi 8 gol e i mille palloni recuperati ha potuto regalare al Bologna tanti punti fondamentali nel raggiungimento dell’obbiettivo salvezza.

A poche ore dalla chiusura del mercato della MLS si conclude definitivamente il suo trasferimento alla squadra canadese di Joey Saputo. Per lo svizzero e famiglia si tratta di una scelta di vita nuova e voluta. “Ho fatto questa scelta perché voglio fare qualcosa di nuovo. Il Montreal è arrivato al momento giusto, io e la mia famiglia vogliamo provare una nuova esperienza. Seguo la MLS da due o tre anni ed è un calcio che mi piace. Ringrazio i tifosi, sono stato benissimo. Insieme a Napoli è stata la più bella esperienza che abbia mai vissuto nel calcio”. Queste sono state le parole di Dzemaili nell’ultima intervista registrata pochi giorni prima di patire per il Canada. Non ci resta che dire:”in bocca al lupo Blerim per la tua nuova esperienza, Bologna ti ringrazia”.

 

Empoli – Bologna 3-1. Diluvio al Castellani

 

Empoli in cerca di punti salvezza, tallonato in classifica dal Crotone, le due squadre sono separate da solo 4 punti. I padroni di casa per evitare la retrocessione hanno un solo risultato nel mirino, la vittoria. Bologna che nel giorno in cui saluta Blerim Dzemaili (in partenza per Montreal) si presenta ad Empoli con 800 tifosi al seguito e una vittoria per 4-0 contro l’Udinese nella precedente giornata di campionato.

PRIMO TEMPO: Calvarese fischia l’inizio della partita ed in contemporanea comincia anche a piovere. Padroni di casa che partono forte e dopo 5 minuti si portano in vantaggio sugli sviluppi di un calcio di punizione. Pallone che spiove in area di rigore dove Costa in contrasto di testa con Mbaye devia il pallone nella zona del capitano Croce, libero da marcatura l’attaccante dell’Empoli segna indisturbato.

Bologna che non ci sta e reagisce subito molto bene. All’11’ il cileno Pulgar apre molto bene per Verdi, che dopo aver domato la palla non ci pensa due volte e punta il suo diretto avversario accentrandosi. Dopo aver fintato un paio di volte il tiro, trova con il mancino un gran angolo e batte Skorupski.

Empoli che sembra avere più voglia e motivazioni e lo dimostra continuando a spingere sul pedale dell’acceleratore, costringendo Mirante a compiere due veri e propri miracoli. Proprio a pochi minuti dallo scadere del primo tempo l’Empoli torna in vantaggio con l’ex della Fiorentina Pasqual. Il terzino toscano riceve palla e dopo aver fatto un paio di metri (ancora una volta indisturbato) calcia molto bene togliendo le ragnatele dal sette, si può definire il gol della domenica.

SECONDO TEMPO: La ripresa comincia così come era finita la prima metà di gioco, ovvero con il Bologna nullo e l’Empoli alla ricerca del gol che chiuderebbe il match. Non passano neanche due minuti e su calcio d’angolo avviene l’ennesima disattenzione difensiva rossoblù, la palla rimbalza pazza in area dove arriva prima l’ex Costa che batte Mirante per la terza volta.

La partita continua senza una minima reazione da parte degli ospiti, che sotto la pioggia incessante continuano a subire gli attacchi dell’Empoli, l’unico che riesce ad arginarli è Mirante. L’unico pericolo che il Bologna crea nella ripresa avviene a pochi minuti dalla fine della partita, quando un deludente Destro tenta un tiro da fuori area, parato senza grossi patemi da Skorupski.

Empoli che vince senza faticare troppo mantenendo il distacco accumulato in classifica nei confronti del Crotone, per i toscani salvezza non ancora matematica ma sempre più vicina. Bologna che propone un’altra prestazione grigia e offensiva nei confronti dei circa 800 tifosi che sotto il diluvio hanno seguito la squadra e cantato per più di due ore. Una delle poche note positive rimane la crescita di Simone Verdi.

Empoli (4-3-1-2): Skorupski, Laurini (64’  Veseli), Bellusci, Costa, Pasqual, Mauri (88’ Jakupovic), Diousse, Croce, El Kaddouri, Pucciarelli, Thiam ( 75’ Maccarone)

Allenatore: Martusciello

Bologna (4-3-3): Mirante, Krafth, Gastaldello (67’ Masina) , Maietta, Mbaye, Taider (50’ Petkovic), Donsah, Pulgar, Krejci (74’ Okwonkwo) Destro, Verdi

Allenatore: Donadoni

Arbitro: Calvarese

Marcatori: 5′ Croce, 11′ Verdi, 38′ Pasqual, 47’ Costa

Ammoniti: Krejci, Gastaldello, Pasqual

 

35° giornata di Premier League: il Tottenham si aggiudica il North London Derby

Nell’ attesissimo derby del nord di Londra, il Tottenham non sbaglia la partita e zittisce Wenger e company. Quest’anno i tifosi dell’Arsenal dovranno rinunciare al Totteringham’s day, ovvero una giornata di festa dove si celebra la miglior posizione in classifica rispetto ai cugini. Ci sono voluti 21 anni, ma i tifosi degli Spurs possono finalmente prendersi una rivincita nei confronti degli odiati vicini. Nonostante un rigore un po’ dubbio su Harry Keane, i padroni di casa hanno meritato la vittoria grazie anche all’ennesima rete di Dele Alli.

Non sbaglia neanche il Chelsea di Conte, che sul difficile campo dell’Everton segna tre gol e mantiene i 4 punti di vantaggio sul Tottenham. Nonostante i blues abbiano un calendario più favorevole, ci si aspetta un finale di stagione entusiasmante.

Manchester United e Manchester City continuano ad andare di pari passo, entrambe pareggiano e rimane il distacco di 1 solo punto tra le due. I Red Revils pareggiano in casa con un rigore regalato contro i gallessi dello Swansea (che lottano per la salvezza), mentre i Citizens si trovano sotto per due volte riuscendo comunque a recuperare, prima con un rigore di Aguero e poi con Gabriel Jesus. Il Leicester City da quando è stato esonerato Ranieri continua a vincere, avvicinandosi alla salvezza. Ricordiamo che non sono stati i giocatori ad aver cacciato l’allenatore italiano……… 

In un’altra sfida salvezza della giornata, il Burnley espugna Selhurst Park per 2 reti a 0, superando in classifica di un punto proprio il Crystal Palace. Il già retrocesso Sunderland continua la sua avventura in Premier League in maniera negativa, cedendo tre punti in casa anche al Bournemouth di Eddie Howe.

Questa sera alle 21.00 il Monday night con il Watford di Mazzarri che ospita il Liverpool. Gli uomini di Klopp cercheranno di mantenere il vantaggio nei confronti delle due squadre di Manchester, mentre i padroni di casa vogliono chiudere la pratica salvezza definitivamente.

35° giornata di Premier League

West Brombwich Albion – Leicester City  0-1

Stoke City – West Ham United  0-0

Crystal Palace – Burnley  0-2

Southampton – Hull City  0-0

Sunderland – Bournemouth  0-1

Manchester United – Swansea City  1-1

Everton – Chelsea  0-3

Middlesbrough – Manchester City  2-2

Tottenham – Arsenal  2-0

Watford – Liverpool  questa sera ore 21.00

CLASSIFICA: Chelsea 81, Tottenham 77, Liverpool 66, Manchester City 66, Manchester United 65, Arsenal 60, Everton 58, West Brombwich Albion 44, Southampton 41, Bournemouth 41, Leicester City 40, Stoke City 40, Watford 40, Burnley 39, West Ham United 39, Crystal Palace 38, Hull City 34, Swansea City 32, Middlesbrough 28, Sunderland 21.

 

Bologna che ritrova Destro e affonda l’Udinese 4-0

Bologna e Udinese si sfidano al Dall’Ara nella 34° giornata di serie A. Emergenza a centrocampo per Mister Donadoni che deve fare a meno dell’infortunato Nagy e degli squalificati Dzemaili e Pulgar, scelte quindi obbligate che ricadranno su Viviani, Donsah e Taider. Gli ospiti di Gigi del Neri invece non hanno particolari assenze, si presentano quindi a Bologna con l’11 titolare. Il colpo d’occhio è molto bello, sole e stadio interamente rossoblù con circa 22 mila persone, da Udine una buon seguito di tifosi nel settore ospiti.

PRIMO TEMPO: Padroni di casa che partono molto forte sfruttando una ripartenza in velocità sull’asse Taider-Donsah, il ghanese sgroppa sulla fascia destra ed al momento giusto mette palla al centro dove sta arrivando Mattia Destro, il 10 del Bologna calcia in porta e fa 1-0. Siamo soltanto al 2° minuto. Passano soltanto 2 minuti e rossoblù che sfiorano con Taider il raddoppio, Karnezis para il suo tiro e palla che sulla ribattuta arriva sui piedi di Krejci che segna, gol però che viene annullato per fuorigioco. Con il passare del tempo il match cala di ritmo, anche se i padroni di casa giocano meglio, mentre l’Udinese fatica ad entrare in partita. Al 29° la prima occasione per i friulani, Maietta allontana da pochi passa dalla riga di porta un colpo di testa di Jankto. A pochi minuti dallo scadere del primo tempo, secondo debole squillo dell’Udinese, De Paul conclude da fuori area ma Mirante respinge in angolo senza troppe difficoltà. L’arbitro Celi concede 1 minuto di recupero, lo sfrutta molto bene il ceco Krejci, l’ala del Bologna addomestica un pallone complicato e serve Taider in area di rigore, l’algerino batte Karnezis per la seconda volta e festeggia le 100 reti con la maglia rossoblù.

SECONDO TEMPO: A parte qualche sostituzione la musica non cambia, Bologna che rimane più incisivo e fa la partita. Al 59° Verdi pesca molto bene Destro che controlla e si presenta davanti a Karnezis. La prima conclusione viene parata, ma sulla ribattuta non perdona e fa 3-0, nono gol in campionato e pubblico definitivamente riconquistato. Passano soltanto 10 minuti e Simone Verdi archivia definitivamente la pratica segnando la rete del 4-0. Prende palla al limite dell’area, finta la conclusione un paio di volte e tira, sfortunato Danilo che in traiettoria devia leggermente il pallone a Karnezis. Udinese che ora è proprio allo sbando, mentre il Bologna ha più che ma la partita in pugno. Al 78° viene annullato per fuorigioco il gol della tripletta a Destro. Un peccato vista la bellezza del gol. Verdi col mancino crossa in area dove l’attaccante rossoblù va altissimo e in girata di testa batte l’1 friulano sul palo lontano. Il primo vero pericolo per Mirante arriva all’ 84°, quando Zapata colpisce di testa al centro dell’area, ma il portiere di casa para in tuffo. Celi fischia la fine senza recupero

Bologna che ha fornito una prestazione veramente convincente. Si è visto il miglior Destro della stagione, il ceco Krejci a tutto campo instancabile su tutti i palloni e una difesa solida che ha fronteggiato il possente Zapata senza cedere mai terreno, anche nei contrasti di fisico. Una nota di merito anche ad Mbaye, il terzino rossoblù sempre pulito negli interventi e con i tempi giusti. Udinese fuori fase, forse il gol dopo 2 minuti li ha mentalmente spaesati, ancora di più il gol allo scadere del primo tempo. Tra gli uomini di Del Neri l’unico ad aver giocato in maniera convincente è stato Hallfredsson, l’islandese ha provato di dettare i tempi alla squadra nei momenti di difficoltà, ma l’impressione era quella che giocasse da solo.

BOLOGNA (4-3-3): Mirante, Maietta, Gastaldello (87° Oikonomou), Torosidis (52° Krafth), Mbaye, Viviani (75° Petkovic), Taider, Donsah, Verdi, Krejci, Destro.

Allenatore: Donadoni

UDINESE (4-3-3): Karnezis, Angella, Danilo, Felipe, Widmer, Badu, Hallfredsson, Jankto (45° Matos), De Paul (45° Perica), Thereau (60° Kums), Zapata.

Allenatore: Del Neri

Ammoniti: Hallfredsson, Viviani, Zapata, Danilo

Derby di Manchester : pareggio che lascia aperta la lotta per l’Europa

Giovedì sera anomalo ma gradito agli amanti del calcio inglese, visto che alle 21 (ora italiana) va in scena l’attesissimo derby di Manchester, più precisamente il 156°. Red devils che devono fare a meno dell’infortunato Ibrahimovic, vittima di un infortunio nella partita di Europa League contro l’Anderlecht. Mourinho che si affida alla velocità del tridente Mkhitaryan, Rashford e Martial, con gli inserimenti in area di rigore da parte di Fellaini (194 cm), per cercare di colmare la mancanza di centimetri dovuta all’assenza dello Svedese. Pep che deve fare a meno di Silva, decide di schierare un 4-2-3-1, modulo che consente ad Aguero di fare il suo gioco, ovvero prendere palla con le spalle alla porta per poi scaricarla su Sterling o Sané, per poi fiondarsi ai 200 all’ora in area di rigore. City che ha 64 punti in classifica e l’obiettivo di chiudere al meglio il campionato, vista l’esclusione da Fa Cup e Champions League, mentre lo United si trova dietro di una posizione a 63 punti e ancora in corsa per l’Europa League.

MANCHESTER CITY (4-2-3-1): Bravo, Company, Otamendi, Zabaleta, Kolarov, Yaya Toure, Fernandinho, De Bruyne, Sterling, Sané, Aguero.

Manager: Guardiola

MANCHESTER UNITED (4-3-3): De Gea, Bailly, Blind, Darmian, Valencia, Carrick, Fellaini, Herrera, Mkhitaryan, Rashford, Martial.

Manager: Mourinho

PRIMO TEMPO: Etihad Stadium tutto esaurito, colpo d’occhio molo bello, con i tifosi di casa che sventolano bandiere azzurre. Ci sono tutti i presupposti per vivere un bel derby inglese. Squadre che entrano in campo sulle note di “blue moon”. Match che inizia su buoni ritmi, soliti contrasti duri e voglia di vincere da entrambi gli schieramenti, l’arbitro Atkinson lascia molto correre e questo non fa altro che infiammare la partita. Il primo squillo viene dagli ospiti, palla pericolosa sul secondo palo a cercare Fellaini, che però viene anticipato. Al 9’ Bailly svirgola il pallone di testa favorendo l’azione offensive del City, De Bruyne non ci pensa due volte e dalla destra mette in area una palla molto pericolosa per Aguero, l’argentino arriva prima di tutti ma colpisce il palo esterno. Uno dei più attivi per i padroni di casa è come sempre il 21enne Sané, che con la sua velocità e dribbling prova a mettere in difficoltà la difesa dei rossi. Al 24’ Martial si libera del suo diretto marcatore e mette un cross in area di rigore, Bravo respinge in maniera un po’ goffa sui piedi di Mkhitaryan, l’armeno calcia forte ma il portiere del City para rimediando all’errore grossolano commeso. I  Citizens al minuto 31’ rispondono sempre con Aguero, l’attaccante riceve palla da fuori area e prova la conclusione, De Gea in tuffo para senza grossi problemi. Altra occasione per i padroni di casa al 37’, che da qualche minuto dominano la partita, l’ex Lazio Kolarov da fuori area tira col mancino e De Gea che deve respingere in calcio d’angolo. Al 45’ palla gol clamorosa per Herrera, che sugli sviluppi di un calcio di punizione si fa trovare sul secondo palo ma conclude fuori a pochi passi dalla porta. Primo tempo che termina senza altre emozioni, da segnalare solo qualche calcione di Otamendi e un po’ di scintille a centrocampo.

SECONDO TEMPO: Nessun cambio, le squadre rientrano in campo così come l’avevano abbandonato per la pausa. Citizens che, come nel primo tempo, continuano a tenere il pallino del gioco, con lo United che si limita a coprire bene ogni zona del campo aspettando la ripartenza giusta. La prima vera occasione della ripresa arriva dai piedi di De Bruyne, il belga si libera molto bene e conclude in porta da fuori area, palla che subisce una deviazione e termina sull’esterno della rete. City che continua a premere e schiacciare i red devils, che però si difendono ordinati. Al 66’, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, colpo di testa di Otamendi che termina alto di poco sopra la traversa. Minuto 83’, l’irascibile Fellaini si fa prima ammonire per un fallo da dietro su Aguero, trenta secondi più tardi decide di rifilare una testata sempre all’argentino e rosso diretto.

La lavagna luminosa segna 6’ minuti di recupero. Al 91’ Gabriel Jesus (entrato da pochi minuti) illde i propri tifosi e segna, gol annullato però per giusto fuorigioco. Occasione ghiottissima per Aguero, l’attaccante si fa trovare sul secondo palo, dopo aver fatto un taglio meraviglioso, ma nonostante De Gea fosse battuto, la conclusione al volo era tutt’altro che facile e calcia fuori dallo specchio della porta, tutto questo al minuto 96’. Dopo 7 minuti di recupero Atkinson mette fine al derby. Mancheser City che rimane di un punto davanti al Manchester United.