Olmert offende Netanyahu: cosa dice il bue all’asino

Scuse pubbliche e 300 mila dollari oppure un processo per diffamazione

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Netanyahu minaccia una causa per diffamazione contro il suo predecessore Ehud Olmert. L’ex Premier ha espresso giudizi al vetriolo nei confronti del leader di Likud e della sua famiglia. In precedenza, Olmert si era sfogato in un editoriale affidato al Jerusalem Post, nel quale accusava Netanyahu di essere la rovina della democrazia israeliana.

Cos’ha detto Olmert?

Il primo ministro Benjamin Netanyahu minaccia di citare in giudizio il suo predecessore, Ehud Olmert. La settimana scorsa, l’ex Premier era tornato sull’argomento Bibi in un’intervista a Democrat TV. In quell’occasione, Olmert aveva mosso pesanti critiche al suo successore, prima di aggiungere: “Ciò che è irreparabile è la malattia mentale del primo ministro, di sua moglie e di suo figlio“. Immediata la reazione del Premier per tramite del suo legale, Yossi Cohen. Stando a quanto riferisce Channel 12, l’avvocato di famiglia ha inviato una lettera a Olmert chiedendo all’ex Premier di scusarsi pubblicamente entro una settimana e di pagare un milione di shekel a titolo di risarcimento. Poco più di 300 mila dollari. In alternativa avrebbe affrontato una causa per diffamazione.

La lettera a Olmert

È difficile eguagliare il livello di malvagità, malignità e perfidia dei tuoi commenti, che includono calunnie premeditate e gravi volte a umiliare e denigrare i miei clienti, rendendoli motivo di scherno e disprezzo agli occhi del pubblico e danneggiando la loro immagine“, scriveva Cohen nella lettera. “Solo una persona carica di risentimento che manca di buon senso sarebbe in grado di fare tali insulti che non hanno nulla a che fare con la realtà“, proseguiva. Negli ultimi anni, Olmert ha criticato Netanyahu e il suo governo, fino a dire che il Premier sia responsabile del decadimento della democrazia israeliana.

La risposta

Dal canto suo, Olmert non ha mostrato segni di cedimento, anzi. A Channel 13 l’ex Premier ha osservato che sia “Il momento di dire a questa famiglia: è abbastanza“. E ancora. “In circostanze normali qualsiasi psichiatra con una coscienza sana ti direbbe che hanno bisogno di essere ricoverati in ospedale. Sono persone malate“. Eppure, non si capisce il perché di tanto risentimento. Cane non mangia cane, è così?


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La carriera politica di Olmert

In effetti, dal 2006 al 2009 Olmert aveva occupato la stessa carica che ora Netanyahu sta difendendo con le unghie e con i denti. Ma procediamo con ordine. Nato nel 1945 vicino a Binyamina, in territorio palestinese passato a Israele, dopo la laurea in giurisprudenza Olmert seguì l’esempio del padre. Il quale era un esponente dell’ala destra iscritto al partito Herut, il precursore del Likud. Così, quando fu eletto nel 1973 Olmert divenne il più giovane parlamentare israeliano. Proprio al Likud, allora guidato da Menachem Begin. Alla Knesset, il giovane e integerrimo avvocato ci mise poco a far carriera, affermandosi per l’impegno alla lotta alla criminalità organizzata e alla corruzione nello sport. Benché la svolta avvenne nel 1983, quando Yitzak Shamir sostituì Begin come leader del partito e divenne Premier.

La parentesi al governo

Cinque anni dopo, nel 1988, Olmert divenne ministro senza portafoglio e il responsabile dei rapporti con gli arabi israeliani. Fino al 1990, anno in cui assunse l’incarico di Ministro della Salute. Tuttavia, la sua prima esperienza al Dicastero durò poco. Tanto che nel 1993 Olmert abbandonò la scena politica nazionale per diventare sindaco di Gerusalemme. Poi riconfermato nel 1998. Ma nel 2003 tornò in politica dopo la chiamata dell’allora Primo Ministro Ariel Sharon. Il leader di Kadima lo volle al fianco come suo vice e Ministro del Commercio e dell’industria. In quel periodo, Olmert divenne uno dei più stretti consiglieri di Sharon, nonché il principale fautore della politica di ritirarsi da alcuni dei territori occupati da Israele e rimuovere “i coloni” ebrei in quelle zone. Ad esempio, nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania.


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Olmert diventa Premier

All’inizio del 2006 si presentò la sua occasione. Più precisamente a gennaio, dopo che Sharon venne colpito da un grave ictus. Allora, Olmert assunse l’incarico di Premier ad interim poi confermato alle elezioni di marzo, alle quali vinse il Kadima. Il partito centrista che Sharon aveva fondato nel 2005 staccandosi dal Likud. Alla guida del suo governo di coalizione, Olmert aveva promesso che avrebbe perseguito la linea politica del suo predecessore. Tra cui il disimpegno dalle aree occupate e il definire i confini tra israeliani e palestinesi entro il 2010. Tuttavia, la vittoria inaspettata di Ḥamās alle elezioni palestinesi nel 2006 e la sua conquista della Striscia di Gaza l’anno seguente hanno dirottato questi piani. Soprattutto, hanno compromesso le relazioni israelo-palestinesi.

Tensioni con Hezbollah

Più precisamente, le tensioni divamparono nel 2006 in seguito al rapimento di due soldati israeliani da parte di Hezbollah. In risposta, Olmert avviò una massiccia operazione militare nel Sud del Libano. Il tutto allo scopo di ottenere il rilascio dei soldati israeliani e sradicare il gruppo militante sciita che lì aveva eletto la sua sede. Ma la guerra di 34 giorni che ne seguì non portò a nulla, anzi. Nel conflitto persero la vita più di 1.000 libanesi e oltre 150 israeliani. Un risultato che minò l’immagine di Olmert sia sul piano interno sia internazionale, e determinò la costituzione di una Commissione di inchiesta: la Winograd. Nel gennaio 2008 ne uscì un rapporto molto critico nei confronti dei vertici della leadership politica e militare israeliana, ma non così negativo nei confronti di Olmert. Almeno, non quanto lui stesso si aspettava.


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Le accuse a Olmert

Ad ogni modo, la carriera politica di Olmert stava volgendo al termine e quelle ne erano le avvisaglie. Il colpo definitivo furono le indagini penali nei suoi confronti. Pur professando la sua innocenza, Olmert si dimise prima che venissero formalizzate le accuse di corruzione a suo carico. Il 31 marzo 2009 Israele aveva un nuovo Primo Ministro: Benjamin Netanyahu. Ad agosto di quell’anno, e dopo una lunga indagine, Olmert venne rinviato a giudizio per tutti e tre i capi d’accusa. Nel 2012 fu prosciolto dalle due accuse più gravi, sebbene fu ritenuto colpevole di “violazione della fiducia”. Un reato minore per il quale fu condannato a un anno di reclusione. Ma l’esecuzione della pena fu sospesa nel settembre 2012.

I processi

Quello stesso anno, Olmert fu indagato per un caso di corruzione riguardante il complesso di appartamenti Holyland. Un’accusa per la quale fu condannato a sei anni di reclusione nel 2014. Poi ridotta a 18 mesi. Nel 2021, Netanyahu è sotto processo per frode, violazione della fiducia e corruzione. Come Olmert, nega la sua colpevolezza. Ma a differenza del suo predecessore, si rifiuta di dimettersi dall’incarico fino all’esito del giudizio. Che sia questo il motivo di tanto risentimento? Il 12 febbraio 2021 sul Jerusalem Post, quotidiano con cui collabora, Olmert scriveva: “Questa settimana, il processo al primo ministro Benjamin Netanyahu è iniziato come previsto“. “I casi 1000, 2000 e 4000 stanno finalmente raggiungendo la fase in cui tre giudici a Gerusalemme decideranno la sorte del primo ministro, nel bene e nel male“.


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Il risentimento di Olmert?

In effetti, l’ex Premier ha denunciato un eccesso di zelo da parte dei giudici nei riguardi di Netanyahu. Un garantismo di cui lui non ha beneficiato. Per sua stessa ammissione, quando fu processato: “I pubblici ministeri hanno ignorato questo diritto e hanno insistito per avere una testimonianza preliminare prima del rinvio a giudizio, cosa senza precedenti nella storia giuridica di Israele fino ad allora“. Del resto, che si tratti di vendetta lo conferma in prosieguo: “Questo diritto indelebile, che è uno dei cardini della legge israeliana, non mi è stato concesso dai media nella più ampia definizione possibile di media”. “E, cosa più importante, non ho mai ricevuto questo privilegio dalla persona che ora è sotto processo, l’attuale primo ministro che all’epoca era il leader dell’opposizione“.

Olmert contro Netanyahu

Al contrario, Netanyahu “Ha chiesto che mi dimettessi immediatamente dalla mia posizione poiché, secondo lui, un primo ministro indagato non può svolgere adeguatamente il suo ruolo, e c’era la preoccupazione che le decisioni che avrei preso potessero essere influenzate dalla situazione legale e dal mio desiderio naturale di difendermi“. Dopo qualche riga Olmert si rivela: “Bibi Netanyahu è un criminale, un truffatore senza inibizioni“. Non solo. Per l’ex Premier il suo successore è molto di più. Rappresenta un affronto alla democrazia israeliana. “Mai, nella breve storia di Israele, c’è stato qualcuno che fosse disposto a frantumare le fondamenta della gloriosa democrazia che è stata creata qui“. Il bue lo dice all’asino?


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