Hezbollah e Israele sull’orlo della guerra? Sale la tensione

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Se Hezbollah attaccherà Israele ne subirà le conseguenze. Questo l’avvertimento del ministro della Difesa Benny Gantz a seguito della visita al Comando settentrionale delle IDF. Mentre il Libano lamenta la presenza costante di droni israeliani che invadono il suo spazio aereo, Hezbollah continua a rifornirsi di armi e carburante dell’Iran in vista di un possibile tracollo del paese. Che ci siano le premesse per una guerra?

Tensioni tra Hezbollah e Israele?

L’IDF è in uno stato di prontezza attraverso l’intero confine settentrionale ed è certamente preparato in modo ottimale sul fronte libanese“. Lo ha detto martedì il ministro della Difesa israeliano Benny Gantz a seguito di un tour al Comando settentrionale delle IDF. Nel bel mezzo delle tensioni regionali, il ministro ha chiarito che le forze dello Stato ebraico saranno pronte a rispondere a qualsiasi attacco che Hezbollah potrà fare. “Siamo consapevoli dei tentativi di Hezbollah di sfidarci, anche attraverso nuove tattiche, e siamo pronti ad affrontare qualsiasi minaccia“, ha precisato Gantz senza rilasciare ulteriori dettagli. Piuttosto, ha avvertito: “Se Hezbollah sfida l’IDF e lo Stato di Israele, subirà conseguenze molto ma molto gravi e spero che non lo faccia. Che ci provi“. Durante il sopralluogo il ministro era accompagnato da alti ufficiali delle IDF israeliane.

La posizione di Israele

Il ministro ha assistito a una sessione di addestramento delle forze israeliane che simulava un combattimento sul suolo libanese e ha presieduto a una riunione per valutare le dinamiche in corso. Dopodiché ha visitato un tunnel sotterraneo scavato da Hezbollah che le IDF avevano sigillato nell’inverno 2018-19, durante l’operazione Northern Shield. Assieme a lui anche il Capo di Stato Maggiore Generale, Tomer Bar; il Comandante del Comando Nord, Magg. Gen. Amir Baram; e il Comandante della 91a Divisione, Brig. Gen. Shlomi Binder. Alla fine, Gantz ha ribadito che Israele farà di tutto per impedire all’Iran, che finanzia Hezbollah in Libano, di oltrepassare le soglie del nucleare.

Un monito a Teheran

Riferendosi al ruolo che ha la Repubblica islamica nel sostenere il gruppo terroristico, il ministro ha dichiarato: “L’Iran, con la sua attività regionale sovversiva, continua a sostenere Hezbollah e altre organizzazioni terroristiche mentre cerca anche di ottenere capacità nucleari militari, cosa che non può essere consentita“. E ancora. “Lo Stato di Israele continuerà a lavorare con i suoi partner in generale e con gli Stati Uniti specificamente per non consentire all’Iran di oltrepassare la soglia nucleare“. Questi suoi commenti sono giunti proprio mentre iniziano i negoziati, seppur indiretti, per far rientrare gli Usa nel Jcpoa del 2015. L’accordo originario prevedeva una limitazione del programma nucleare iraniano in cambio di un alleggerimento delle sanzioni che l’amministrazione Biden sta cercando di ridiscutere.


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Rischio guerra tra Hezbollah e Israele?

Dei toni per nulla rassicuranti quelli del ministro della Difesa israeliano, che potrebbero preannunciare una ripresa delle ostilità con il Libano. Ma per Gantz la minaccia è concreta. “Hezbollah ha oggi centinaia di migliaia di missili e razzi situati nel cuore dei quartieri residenziali, deliberatamente mirati a danneggiare i cittadini israeliani“, ha spiegato il ministro. Del resto, lui stesso non è nuovo a simili avvertimenti. Come riporta il Times of Israel, già a febbraio il ministro della Difesa aveva avvertito il gruppo terroristico di Hezbollah che sarebbe annientato nel caso in cui Israele sia coinvolto in una guerra in Libano. Durante una cerimonia per onorare i soldati caduti, Gantz aveva detto: “Se dobbiamo andare in battaglia, il Libano tremerà e Hezbollah sarà ferito a morte“.

Israele a Hezbollah

Se ci saranno giorni di combattimenti sui vari fronti, saranno difficili per il fronte interno israeliano, ma sarà ancor più terribile per i nostri nemici“, aveva promesso Gantz. “Soprattutto per Hezbollah e Hamas, che stanno costruendo capacità offensive dall’interno delle aree civili e commettendo crimini di guerra“, aveva concluso. In precedenza, anche il capo di stato maggiore delle IDF, il tenente gen. Aviv Kochavi, aveva ricalcato tale risolutezza. Durante una ​​visita ufficiale in Francia, Kochavi aveva riferito al presidente francese Emmanuel Macron che il Libano era stato “preso in ostaggio” dal gruppo terroristico Hezbollah. A ben vedere, questa è stata la reazione alle provocazioni dell’esponente del partito sciita libanese Hezbollah, Hassan Nasrallah.

Hezbollah a Israele

Il segretario di Hezbollah aveva minacciato di bombardare le città israeliane in risposta a qualsiasi attacco delle IDF in Libano. “Non cerchiamo una lotta con Israele, ma se inizia una guerra, combatteremo“, ha spiegato Nasrallah a Channel 13. Prima di aggiungere che: “Nessuno può garantire che pochi giorni di combattimento tra noi e Israele non porteranno a una guerra più ampia“. E ancora. “Stiamo seguendo (gli eventi) e soppesando le nostre decisioni“. Di certo, “Non accetteremo qualcosa che metterà in pericolo il nostro Paese“, ha assicurato. La dichiarazione era seguita a un’esercitazione a sorpresa dell’aviazione militare israeliana. Durata tre giorni, l’operazione simulava uno scenario di guerra su vasta scala contro il gruppo terroristico libanese. Tra cui la capacità di sferrare falsi attacchi a circa 3.000 obiettivi in ​​un solo giorno, come riferisce il rapporto militare.


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Un’esercitazione non gradita

Ma l’esercitazione ha anche simulato gli attacchi di Hezbollah contro Israele, incluso il lancio di missili da crociera e altre munizioni avanzate. Nonché lanci di razzi standard, anche massicci, contro obiettivi sia militari che civili nello Stato ebraico. Lo aveva riferito ai giornalisti israeliani un alto ufficiale dell’aeronautica militare. L’esercitazione a sorpresa si è tenuta proprio mentre si assisteva all’ennesima ondata di tensioni tra Israele e il gruppo terroristico. In quel caso alimentata dal risentimento per la morte di un militante di Hezbollah in Siria, avventa l’estate scorsa durante un raid aereo attribuito alle IDF. Pertanto, l’esercito israeliano crede che Hezbollah abbia ancora di intenzione di vendicarsi. Se non altro per dissuadere le autorità sioniste da futuri attacchi.

Rancore tra Hezbollah e Israele

Israele ha combattuto due campagne in Libano: la prima nel 1982 contro i terroristi palestinesi che avevano stabilito una base operativa nel paese; mentre la seconda nel 2006 contro Hezbollah. Negli ultimi mesi, le autorità libanesi hanno lamentato la presenza regolare di droni di sorveglianza israeliani nel loro spazio aereo. Dal canto loro, le forze israeliane sostengono che tali incursioni siano necessarie per monitorare le attività illegali di Hezbollah, che il governo libanese dovrebbe tenere sotto controllo. Intanto, il gruppo terroristico filo-iraniano ha riferito che si sta preparando a un possibile collasso del paese dei cedri, stritolato da una crisi economica e politica senza precedenti. Ad esempio, facendo scorta di rifornimenti tra cui il carburante dell’Iran. Il tutto in violazione delle sanzioni internazionali.


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Hezbollah si espande

Secondo fonti di Reuters, i preparativi includerebbero l’emissione di tessere annonarie per le scorte di cibo e di medicine. Oltre che l’organizzazione delle importazioni e dello stoccaggio del carburante dell’Iran. Da quanto riferito, il piano dovrebbe salvaguardare le comunità sciite dominate da Hezbollah da un’eventuale crisi nazionale ed espandere oltremodo la sua influenza nella società libanese. In parte, il gruppo terroristico ha già raggiunto questo risultato, complice l’aggravarsi della situazione economica negli ultimi mesi. Intervenendo laddove lo stato e le banche hanno fallito, Hezbollah rappresenta un’ancora di salvezza per molte famiglie. In particolare tramite l’Associazione al-Qard al-Hasan, il suo braccio finanziario. Se ufficialmente si presenta come un ente di beneficenza senza scopo di lucro, ufficiosamente questo è uno degli strumenti con cui Hezbollah rafforza il suo sostegno tra la popolazione sciita del paese. E attrae consensi.

La crisi in Libano

La crisi economica e finanziaria del Libano è la peggiore della storia moderna, solo aggravata dall’instabilità politica. Basti pensare che nel 2020 l’economia ha registrato una contrazione del 19%, mentre il valore della lira libanese è precipitato. Decine di migliaia di persone hanno perso il lavoro e quasi la metà della popolazione vive in condizioni di povertà. Ciò che è peggio, è che la crisi ha provocato una fiducia generalizzata negli oltre 6 milioni di cittadini che non sono più disposti a investire nell’economia. Tanto che per il governatore della banca centrale libanese, Riad Salameh, almeno 10 miliardi di dollari in risparmi privati sarebbero inutilizzati. In questo contesto, i cittadini cercano di raccogliere valuta forte e liquidità. Nonostante da oltre un anno le banche abbiano congelato i depositi in dollari dei risparmiatori e molti istituti non concedano più prestiti.

Hezbollah sul territorio

Ma se la maggior parte degli istituti di credito ha chiuso i battenti lo stesso non può dirsi per Hezbollah. O meglio per l’associazione al-Qard al-Hasan, che concede piccoli prestiti in dollari. Senza interessi. Il che ha consentito alle famiglie di far fronte alle spese quotidiane e pagare le rette scolastiche ai figli. Fino ad aprire una piccola impresa. Anzi, chi volesse potrebbe addirittura aprire dei conti di risparmio presso l’ente. Per di più, Hezbollah fornisce ai suoi affiliati scuole e ospedali a basso costo, oltre a distribuire combustibile per il riscaldamento a chi no se lo può permettere. Nel frattempo, il gruppo terroristico continua a pagare i suoi combattenti e i dipendenti delle sue istituzioni in dollari USA. La valuta più forte su scala mondiale. Ma tutto questo che prezzo avrà?


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