Antonella Polimeni, il nuovo volto della Sapienza vittima di glass cliff?

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Antonella Polimeni
Antonella Polimeni

Per la prima volta nella storia, la prestigiosa università La Sapienza ha un volto rosa: Antonella Polimeni. Un traguardo in bilico tra la vittoria sul glass ceiling e una sconfitta da parte del glass cliff.

Chi è la nuova rettrice della Sapienza?

Si chiama Antonella Polimeni ed è la nuova rettrice de La Sapienza. Polimeni, già preside della Facoltà di Medicina, è la prima donna insignita di questo ruolo nella prestigiosa università della capitale. La donna si è rivelata un perfetto incastro per un ruolo che sembra calzarle a pennello. La grande conoscenza della realtà che andrà a presiedere, infatti, deriva da una lunga “storia d’amore” con la Sapienza: da studentessa ha ricoperto il ruolo di rappresentante; in seguito, è stata componente del nucleo di valutazione e consigliere di amministrazione.

Del suo corposo programma elettorale di 34 pagine, Antonella Polimeni dice: “La mia intenzione è di approntare una squadra di governo competente, compatta ed affiatata rappresentativa dell’Ateneo. La Sapienza, con i suoi 700 anni di storia “viva”, crescerà ulteriormente se saprà percepire la ricchezza del suo pluralismo e, se posso dire, della sua biodiversità, grazie alla forza della sua unità nel rispetto delle specificità e delle autonomie”.

Antonella Polimeni, vittima del glass cliff

L’incarico della Polimeni, che durerà fino al 2026, ha un valore aggiunto: lei è, infatti, la prima donna eletta dall’Università. Un traguardo importante, che cavalca l’onda delle discussioni, ultimamente sempre più animate, sul glass ceiling, ovvero l’impossibilità da parte delle donne a ricoprire ruoli di rilievo. Il caso della Polimeni, però, sembra tutto l’opposto. La sua elezione, avvenuta in un momento alquanto delicato, non è da ricordare solo per l’esito ma anche per la modalità di svolgimento. Per la prima volta, infatti, il voto ha seguito una procedura digitale a causa della pandemia di Covid19.

Cosa vuol dire questo rispetto alla vittoria della Polimeni? Essere rettrice nell’era del virus non sarà un lavoro facile: si tratterà di un percorso tortuoso, minato dalle difficoltà che la pandemia presenterà nel corso dei prossimi mesi, se non anni. Se, il glass ceiling indica la difficoltà delle donne ad accedere a ruoli di prestigio, in questo caso, sembra prevalere il glass cliff, letteralamente “scogliera di cristallo”. Questo termine, in opposizione con il precedente, si verifica quando, in un momento di particolare crisi, con elevati rischi di impopolarità e fallimento, vengono chiamate a dirigere le donne. Perchè? “Ufficialmente” perché le aziende riconoscono alle donne una maggiore empatia; “ufficiosamente” perché, qualora le cose andassero male, la colpa sarebbe proprio delle donne, prossime ad un “meritato” e valido licenziamento.

Polimeni vs glass cliff

Il termine glass cliff è stato coniato nel 2004 dai professori britannici Michelle K. Ryan e Alexander Haslam dell’Università di Exeter. Un esempio del concetto di scogliera di cristallo ci è dato dal tentativo di glass cliff dell’elezione di Margaret Tatcher a premier britannico in UK durante un grave periodo di crisi. La “lady di ferro”, però, ha smentito chi pensava di poterle imputare il fallimento del Regno Unito.

Antonella Polimeni, dal canto suo, sembra essere agguerrita e pronta a gestire nel migliore dei modi il ruolo del quale è stata insignita. “Le università giocano un ruolo strategico nella battaglia al Covid19. Essere la prima donna al vertice de La Sapienza dopo 700 anni è un bel segnale, una vittoria oltre che un onore. C’è stata unità nel voto, ma la vittoria à una vittoria per tutte le studentesse, le ricercatrice, le professoresse e per tutte le operatrici sanitarie impegnate negli ospedali universitari e che si stanno impegnando senza sosta nella lotta al virus“. queste le sue parole.

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