Gestione “mono-genere”: la task force tiene a 1 metro di distanza le donne

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Task force: 20 esperti, un team creato per la gestione dell’emergenza Coronavirus, 0 donne. Com’è possibile? Una domanda semplice su cui gravano giudizi, stereotipi, circostanze delle quali, in maniera più o meno cosciente, siamo tutti testimoni. I 20 esperti del Comitato Tecnico Scientifico sono tutti uomini: una gestione “mono-genere” che tiene a molto più di 1 metro di distanza le donne.

Le donne chiamate a contribuire ma non a gestire

Le donne sono in prima linea nell’emergenza. I due terzi dei lavoratori nel sistema sanitario, infatti, sono proprio donne; così come sono state delle donne ad isolare per prime il virus in Europa. Insomma, le donne sono le benvenute a contribuire ma non a partecipare alla gestione dell’emergenza. Innegabile che la presenza femminile all’interno del team avrebbe fatto spazio ad una diversa visione dei problemi, offrendo così un diverso approccio alla loro soluzione. Pensiamo, ad esempio, alla fallimentare gestione del problematico fenomeno della violenza di genere in aumento in questi giorni a causa del lockdown.

Il fenomeno del “glass ceiling”

L’evento è facilmente iscrivibile all’interno del cosiddetto fenomeno del “glass ceiling”: le donne vorrebbero fare carriera ma una serie di ostacoli invisibili impedisce loro di salire a posizioni apicali. Un esempio di questi è rappresentato dalla convinzione che le donne siano poco adatte al comando perché ritenute troppo emotive e quindi inadeguate alla leadership. Si tratterebbe, insomma, di barriere artificiali che, molto spesso, sono le stesse donne ad imporsi. Di fatti, la maggior parte delle discriminazioni sul lavoro avvengono a livello inconscio: le stesse donne finiscono per essere meno ambiziose e percepirsi meno meritevoli di ricoprire posizioni di prestigio e rilievo. Riconoscere e affrontare questi pregiudizi è la base per una cultura inclusiva in cui tutti possono contribuire, così come sarebbe dovuto accadere nella lotta contro il virus.

La risposta di Borrelli alle polemiche sulla Task Force

“I membri del Comitato Tecnico Scientifico vengono individuati in base alla carica. Se queste cariche fossero state ricoperte da donne avremmo avuto una componente femminile adeguatamente rappresentata”, le parole di Angelo Borrelli, in risposta alla domanda sull’assenza totale di donne tra gli esperti del Comitato Tecnico Scientifico. Facile ritrovare il fenomeno del “soffitto di cristallo” nella sua opinione. Di fatti, se la risposta di Borrelli mira a giustificarsi sottolineando come non ci fossero donne tra le cariche rilevanti a cui fare riferimento per formare il Comitato, la vera domanda che dovremmo porci è: perché non ci sono donne ad occupare quelle posizioni? La risposta, questa volta, non può di certo fare leva su una mancanza di competenze.