sabato, Aprile 13, 2024

Sessualità e terapia sessuologica

La sessualità, per lungo tempo, è stata ritenuta un bisogno vitale. In seguito, è diventata un desiderio. Essa ha scopi diversi, nuovi oggetti sessuali e nuove fonti pulsionali. E’ necessario conoscerne gli aspetti e gli approcci. Come pure conoscere le disfunzioni sessuali per essere pronti ad utilizzare validi ed efficaci strumenti di intervento con l’individuo e la coppia in terapia sessuologica.

Cos’è la sessualità in vista della terapia sessuologica

La sessualità, per lungo tempo, è stata ritenuta un bisogno vitale. In seguito, è diventata un desiderio. Essa ha scopi diversi, nuovi oggetti sessuali e nuove fonti pulsionali. E’ necessario conoscerne gli aspetti e gli approcci. Come pure conoscere le disfunzioni sessuali per essere pronti ad utilizzare validi ed efficaci strumenti di intervento con l’individuo e la coppia nella terapia sessuologica.

La sessualità è costituita dalla persona, esprime la persona, rendendola capace di amare e entrare in unità profonda con gli altri. Essa non può essere allora ridotta al semplice rapporto sessuale e alla pura genitalità: è una funzione umana carica di significati e simbolismi.

La ricerca di sensazioni gradevoli e del raggiungimento del piacere diventa l’obiettivo di uomini e donne, che originano la fonte pulsionale in parti del corpo anche diverse dalla regione genitale. Per questo, la sessualità non può essere separata dalla sfera psichica.

Immaginario e simbolo nella sessualità

La sessualità è un luogo simbolico che contiene l’unione di due corpi o due organi genitali insieme al passato sessuale ed emozionale dei protagonisti, la loro genitalità, affettività, i valori, la cultura, comprendendo: corpo, relazione ed immaginario erotico. L’immaginario erotico è una facoltà umana di autosoddisfarsi e autoerotizzarsi attraverso la creazione di immagini e di fantasmi. L’attività fantasmatica ha un ruolo fondamentale nella vita sessuale perché coincide con gli aspetti dell’immaginario.

La sessualità si è arricchita di significati simbolici. Riscopriamo, allora, il simbolo, che è connesso a metonimie e metafore.

Il linguaggio, nella sua accezione più generale, può essere inteso come un “sistema simbolico di comunicazione”, ossia come un sistema in cui l’informazione che passa tra un emittente ed un destinatario è codificata in modo simbolico. La sessualità, allora, è una funzione umana carica di significati e simbolismi. E’ un luogo simbolico che contiene l’unione di due corpi o di due organi genitali, insieme al passato sessuale ed emozionale dei protagonisti, la loro genitalità, affettività. Come pure i valori, la cultura. Comprende il corpo, la psiche, la relazione e l’immaginario erotico.
Quest’ultimo rappresenta la capacità dell’individuo di eccitarsi mentalmente attraverso la creazione di fantasie sessuali. Dunque evocando immagini, pensieri e scene sessuali utili a entrare in contatto con le proprie sensazioni, pulsioni e desideri. Permette di abbassare la soglia delle inibizioni. Rompe gli schemi ripetitivi della vita reale. E’ un ausilio alla sessualità.

Metonimie e metafore in sessuologia

La metonimia: è uno scambio di nome. È sostituzione di un termine con un altro che ha con il primo una relazione di vicinanza, attuando una sorta di trasferimento di significato. E’ il desiderio che insegue altro.

La metafora: ciò che è sconosciuto o che appare indefinito, può essere concettualizzato nei termini di qualcosa di conosciuto o di più concreto.

Tutti questi elementi possono trovare ampio utilizzo nella pratica terapeutica, con pazienti che hanno disagi e specifiche problematiche nella sessualità, sia a livello conscio che inconscio.

Le disfunzioni sessuali

A proposito di disagi e specifiche problematiche, esistono le disfunzioni sessuali. Sono femminili e maschili. Si distinguono in: disturbi del desiderio, dell’eccitazione e dell’orgasmo.

Sia nelle donne che negli uomini, può verificarsi il disturbo del desiderio. Esso può essere: disturbo da desiderio sessuale ipoattivo, disturbo da avversione sessuale e disturbo da desiderio sessuale inibito.

Nelle donne, il disturbo dell’eccitazione si può presentare come disfunzione sessuale generale. I disturbi dell’orgasmo si traducono in anorgasmia. Poi, ci sono vaginismo e dispareunia.

Negli uomini, i disturbi dell’eccitazione sono le disfunzioni erettili. I disturbi dell’orgasmo corrispondono a: eiaculazione precoce, eiaculazione ritardata, aneiaculazione senza orgasmo, eiaculazione retrograda e orgasmo aneiaculatorio, eiaculazione anestetica.

Chiaramente, il sessuologo deve collaborare con medici specialisti. Ad esempio, l’andrologo, l’urologo e il ginecologo. In tal modo si può pensare ad un approccio terapeutico integrato.

La terapia sessuologica e sessualità

La terapia sessuologica mira a risolvere lo stato di confusione e disagio, come pure di sofferenza. Consente di contenere l’ansia che si manifesta nella richiesta sessuale.

E’ necessario conoscere gli aspetti fisici e psicologici del paziente. Analizzare in profondità la richiesta della persona che si ha di fronte. O la coppia che arriva in terapia con un disturbo.

Utilizzo del simbolo, delle metonimie e delle metafore nella terapia sessuologica

Il simbolo è una forma di pensiero non facilmente inquadrabile concettualmente. Ma i suoi contenuti servono a ritrovare il proprio sé nel processo di individuazione. Dunque, è un valido supporto in terapia. Infatti, il processo simbolico è un’esperienza, un vivere nell’immagine e dell’immagine con carattere di realtà.

E’ necessario comprendere e sviscerare il significato dell’atto o del gesto che esprime sessualità. Si dà attenzione a atteggiamenti e fantasie da cui l’atto sessuale è accompagnato.

Si vuole analizzare e valutare la modalità dell’individuo di simbolizzare la realtà, anche sessuale. Qual è la capacità di iniziare e mantenere relazioni. Di sopportare le reazioni odio/amore per lo stesso oggetto e dello stesso oggetto.

Altresì, metonimia e metafora diventano strumenti psicoterapeutici di

condivisione esperienziale con i pazienti. Ciò per favorire il miglioramento delle funzioni metacognitive. E far emergere lo stato problematico dell’aspetto sessuale.

Sono specchi che riflettono le immagini dell’individuo, della vita e delle relazioni con gli altri. Permettono una migliore comprensione di se stessi. Altresì, consentono di produrre alternative per un cambiamento costruttivo.

Il loro utilizzo in terapia fornisce una nuova prospettiva per ricondurre a soluzioni precedentemente trascurate. In tal modo, si può riconoscere il proprio atteggiamento verso il problema o il sintomo.

Conclusioni

Va forse riattualizzata l’equazione di Sigmund Freud che “per far convenientemente l’amore bisogna essere in 4”. Cioè ognuno duplica se stesso a livello di identificazione di ruoli. Ciò che ogni partner ricava dai propri sensi, sommato a quanto deriva dalla fusione con l’altro.

https://www.periodicodaily.com/6-maggio-1856-nasce-sigmund-freud/

Questo va portato in terapia, per analizzare il mondo erotico interno della persona di fantasmi e sogni di cui si compone l’immaginario sessuale, con la finalità di comprendere la natura discordanze e conflittualità dei disordini sessuali.

Donatella Palazzo
Donatella Palazzo
Psicologa individuale, familiare e di coppia, e scrittrice. Sessoanalista (Istituto Italiano di Sessoanalisi e Dinamiche Sessuali). Specialista delle Risorse umane. Progettista in ambito sociale e scolastico. Membro dello Staff della Casa Editrice Noitrè. L'attività comprende, tra l'altro, la valutazione dei contributi di prossima pubblicazione, l'organizzazione degli eventi da presentare al pubblico e altro in ambito culturale.

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