6 Maggio 1856: nasce Sigmund Freud

S. Freud padre della psicanalisi

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L’ umorismo è il più potente meccanismo di difesa.

permette un risparmio di energia psichica e con una battuta blocchiamo l’ irrompere di emozioni spiacevoli

S. Freud

Sigmund Freud nacque il 6 maggio 1856, da una modesta famiglia israelitica, a Freiberg (Moravia). A Vienna dove la famiglia si era trasferita quattro anni dopo la sua nascita, si iscrisse dapprima alla facoltà di Scienze, dedicandosi con alcuni successi alla ricerca pura e, successivamente, a causa di problemi economici, a Medicina. Nel 1881 si laurea e quattro anni dopo ebbe la libera docenza in neuropatologia ed una borsa di studio.

Dalla collaborazione con il dottor Joseph Breuer che durò sino al 1895, Freud ricavò alcune acquisizioni che resteranno essenziali per la terapia dell’isteria e di altre nevrosi. I risultati di questo lavoro comune furono pubblicati nell’opera Studi dell’isteria apparsa nel 1895. A partire dal 1895 Freud iniziò la propria autoanalisi che si concluse nel 1900. Freud che aveva conseguito la libera docenza nel 1885 ottiene la carica di professore straordinario all’università di Vienna nel 1902 e, in seguito, nel 1920, di professore ordinano. Tali riconoscimenti erano dovuti al suo prestigio di neuropatologo, infatti in quegli anni la psicoanalisi era ancora fraintesa o ritenuta scandalosa ed oggetto di accuse e di polemiche, tuttavia aveva iniziato, sia pure lentamente, a diffondersi.

 In quegli anni Freud aveva pubblicato alcuni importanti lavori: Psicopatologia della vita quotidiana (1901), Tre saggi sulla sessualità (1905), Il motto di spirito e la sua relazione con l’inconscio 1905).

Nel febbraio del 1923 Freud avvertì i primi sintomi di un male che si rivelò un cancro alla mascella ma mantenne fino alla fine la sua straordinaria vitalità; continuò il lavoro di analista e di scrittore. Aveva continuamente accanto, in un rapporto sempre più stretto, la figlia Anna, cui era legato, dice Jones, da una reciproca, profonda, silenziosa comprensione e simpatia. Morirà dopo il suo trasferimento a Londra nel 1939.

S. Freud ed una delle sue riflessioni più conosciute

Nonostante gli scismi (si è sopra accennato solo a quelli di Alfred Adler e Carl G. Jung) e nonostante critiche provenienti da prospettive politiche, o morali oppure religiose, o anche da altre direzioni dell’indagine psicologica ovvero da concezioni epistemologiche quali quelle delineate poco fa, nonostante, dunque, scismi e critiche, la psicoanalisi – questa scienza nuova creata da Freud – era destinata ad esercitare nel giro di pochi decenni un influsso sempre più massiccio sull’immagine dell’uomo e delle sue attività psichiche e dei suoi prodotti culturali.


Freud: quando il genio è di famiglia
Sigmund Freud e l’interpretazione dei sogni: 120 anni fa nasceva una nuova teoria


Non c’è “fatto umano” che non sia stato toccato e “sconvolto” dalla dottrina psicoanalitica

Il bambino diventa un “perverso polimorfo”; il “peccaminoso” sesso della tradizione viene posto in primo piano per spiegare la vita normale e soprattutto le malattie mentali; l’io e il suo sviluppo vengono inquadrati in una nuova teoria; le malattie mentali vengono affrontate con tecniche terapeutiche prima impensate; fatti come i sogni, i lapsus, le dimenticanze, ecc. – generalmente visti come fatti, sì, strani, ma irrilevanti per la comprensione dell’uomo – si tramutano in crepe attraverso cui scrutare il profondo dell’animo umano; fenomeni quali l’arte, la morale, la religione e la stessa educazione vengono illuminati da una luce che molti ancora oggi dichiarano “sconvolgente”.

Il costume esce murato dall’incontro con la teoria psicoanalitica e gli stessi termini fondamentali della teoria psicoanalitica (“complesso edipico”, “rimozione”, “censura”, “sublimazione”, “inconscio”, “superio”, “transfert”, ecc.) sono ormai pezzi integrati nel linguaggio ordinario e, nel bene o nel male e con più o meno cautela, più o meno a proposito, costituiscono attrezzi interpretativi del più ampio svolgersi della vita.

L’ipnotismo svela delle forze e fa intravedere un mondo nel quale Freud immette le sue sonde intellettuali: quale poteva essere la ragione per la quale i pazienti avevano dimenticato tanti fatti della loro vita interiore ed esteriore e potevano invece ricordarli, quando si applicava loro la tecnica sopra descritta?

L’osservazione dei malati trattati dava una risposta da cui si dipana la psicanalisi: “Tutte le cose dimenticate avevano avuto, per un qualche motivo, un carattere penoso per il soggetto, in quanto erano state considerate temibili, dolorose, vergognose per le aspirazioni della sua personalità”.

E per rendere di nuovo cosciente ciò che era stato dimenticato, era necessario vincere nel paziente una resistenza mediante una continua opera di esortazione e di incoraggiamento. Con la continua osservazione, Freud si accorgerà che tale resistenza dovrà essere vinta diversamente (attraverso la tecnica della associazione libera), ma intanto era nata la teoria della rimozione.

In ogni essere umano operano tendenze, forze o pulsioni che spesso entrano in conflitto.

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