Lettera aperta a Susanna Tamaro che si ritira dalla vita pubblica

Susanna Tamaro si ritira dalla vita pubblica dando la colpa alla sindrome di cui è affetta l'Asperger. Un collettivo di autistici adulti, pur comprendendone i motivi, risponde: l'autismo però non è una malattia.

0
1137
Susanna Tamaro
Susanna Tamaro, 25 anni del best seller
Il best seller di Susanna Tamaro compie 25 anni

Susanna Tamaro è la scrittrice assunta all’olimpo degli scrittori dopo che nel 1992 ha pubblicato il best seller “Va dove ti porta il cuore”, un successo da 15 milioni di copie, tradotto in molte lingue e riproposto in un film nel nel 1996 sotto la regia di Cristina Comencini. Il libro scritto con semplice candore è un inno alla semplicità e al potere di essere sé stessi, sempre.

Succede che durante la festa del suo 62 compleanno, festeggiata in grande stile durante l’evento a lei dedicato ad Orvieto “Buon compleanno Susanna”, lei faccia una rivelazione che da qualche giorno sta scuotendo il mondo delle notizie italiane: intende ritirarsi dalla vita pubblica.

Festa a Orvieto per il compleanno di Susanna il 12 Dicembre

Nulla di strano, se non si pensa che la scrittrice triestina già da qualche anno in realtà vive ritirata in un piccolo paesino umbro, vedendola molto poco su palcoscenici e talk show domenicali. Le sue ultime uscite risalgono all’epoca della sua più che meritata scia di riconoscimenti per “Va dove di porta il cuore”.

Il motivo per cui si ritira è, a detta sua, il suo essere neurodiversa, cosa che, con il passare degli anni, la stanca, stressa e rende atroce, più che in gioventù per lo meno, il dover partecipare ad eventi mondani, viaggi e incontri di lavoro.

Susanna, infatti, ha negli anni ricevuto una diagnosi di autismo ad alto funzionamento, o Asperger per chi abbia maggior famigliarità con questo termine. Diagnosi già nota ai giorni nostri per essere la stessa di Greta Thunberg – leggi di lei Greta Thunberg è la persona dell’anno secondo il Times e Temple Gradin – leggi Buon Compleanno Temple Grandin.

Avere tale diagnosi significa avere un funzionamento mentale atipico rispetto alla media delle altre persone, definite a funzionamento tipico. Si ha una ipersensibilità agli stimoli sensoriali, luci, suoni, confusione e la tendenza ad abbisognare di momenti di solitudine per ricaricarsi. La mente autistica è precisa, abitudinaria, sensibile a ciò che non le appartiene, e, in generale, rende difficile lo scambio quotidiano con il mondo, sopratutto allorché esso diventi troppo invadente o stressante.

Si parla molto di autismo in questi anni, molte delle persone che non ne hanno diretta conoscenza sono portate a credere che l’autismo sia solo quello che veniva mostrato in film come Rain Man o Codice Mercury, molte lo associano a deficit cognitivi o, al contrario, intelligenza superiore alla norma, al mutismo selettivo o a altri tipi di deficit importanti a prescindere. In realtà l’autismo è un modo atipico di funzionare, che come per tutti può o non può accompagnarsi a forme di deficit o, al contrario, plus dotazioni.

L’autismo cioè non né una malattia, né una sindrome di cui si è affetti.

Tutto questo lo chiariamo perché il modo in cui Susanna ha annunciato la sua uscita, o per lo meno il modo in cui essa è stata descritta dai media, è stato definendolo in termini di malattia, cosa che ha sollevato il desiderio di alcune puntualizzazioni da parte di chi, come lei, l’autismo lo vive tutti giorni.

Stiamo parlando di un collettivo di autistici adulti che da qualche anno si occupa di divulgazione, advocacy e cultura autistica – di loro abbiamo già parlato nel nostro articolo Autcamp 2019: il laboratorio della cultura autistica – e che oggi ha pubblicato una lettera aperta a Susanna di cui pubblichiamo sotto alcuni stralci.

La lettera aperta a Susanna Tamaro si può leggere integralmente al link: la lettera a Susanna Tamaro qui.

Gentile signora Tamaro, siamo persone di diversa età, provenienza, condizione sociale, non rassegnate al consueto stigma relativo a quello che lei definisce “sindrome neurologica”, insieme, ma anche singolarmente, ci occupiamo di neurodiversità da un punto di vista socio-culturale

Incipit della lettera https://autiewiki.info/2019/12/14/lettera-aperta-a-susanna-tamaro/

Il collettivo dal nome Neuro(a)tipici è formato da persone autistiche adulte che si incontrano per produrre materiali di autismo etico, supporto alla diagnosi e per gettare le basi di quella che è definibile come la cultura autistica. Ultimamente una delle persone che partecipa al collettivo, Fabrizio Acanfora, ha vinto con il suo libro Eccentrico il premio divulgazione scientifica 2019 (leggi qui).

Ciò che maggiormente li caratterizza è il non parlare mai di autismo in termini di malattia e possibili cure, ma solo di autismo come fenomeno culturale, come realtà del proprio essere, cercando di definirne i contorni culturali e l’essenza, in modo da costituire un polo di incontro, scambio e confronto affinché nessuno si senta solo, o, alieno.

Sappiamo bene di che parla, conosciamo personalmente la sensazione di esaurimento di energie fisiche e mentali che comporta vivere in mezzo al mondo se si è autistici, quindi comprendiamo meglio di chiunque altro il suo bisogno di ritiro che, di certo, sarebbe meno incombente se la società si aprisse alle esigenze di una vita neurodiversa, ad esempio occupandosi di barriere sensoriali.

https://autiewiki.info/2019/12/14/lettera-aperta-a-susanna-tamaro/

Speriamo che la lettera venga letta da Susanna, che dice di rispondere sempre molto volentieri ai suoi lettori come faceva Herman Hesse, e che voglia rispondere. Saremo felici di pubblicare.

Leggi altri articoli sull’autismo dello stesso autore:

Autismo: riconfermato il ruolo prevalente della genetica

Autismo: genitori alla ribalta

Autismo: scoprire i primi segni

Commenti