E’ del 17 luglio 2019 la pubblicazione del giornale JAMA Psychiatry di uno studio condotto da un gruppo di emeriti ricercatori universitari di diverse nazionalità sulle cause dell’autismo. Una questione medica, che però, ultimamente, si è trasformata in politica ed etica, svegliando argomenti delicati ed importanti come il diritto a decidere per la propria salute e quello medico di tutelare, invece, la salute di tutti, in primis dei più deboli, con i vaccini.

Malattie mortali e dimenticate, sconfitte dalla scienza molti anni fa, di cui ormai non rimane più traccia se non in vecchie ed ingiallite fotografie, rischiano di tornare nelle nostre vite, in quanto debellate talmente bene da essere scomparse dalla memoria e dai timori della maggior parte di noi.

L’autismo, questa quasi sconosciuta caratteristica della mente umana, è stata assunta, volente o nolente, a simbolo di questa diatriba come la peggior patologia che possono causare i vaccini, peggiore persino delle malattie che essi prevengono. Autismo è diventato simbolo di paura nelle menti delle madri allorchè debbano decidere se proteggere o meno i loro figli da mengite, poliomelite, tetano e morbillo.

Tuttavia, la cosa che a mio avviso deve fare ancora più paura è il discredito alla scienza, che sta permeando gran parte della società e che rischia di ritorcercisi contro.

Eppure, ad onta di tutto ciò, la ricerca va avanti, gli studiosi di tutto il mondo continuano a condurre ricerche su campioni sempre più ampi di persone, alla ricerca della verità, quella più lontana possibile dalle opinioni personali: la verità oggettiva.

Lo studio di cui si parla ha preso in considerazione i registri di salute pubblica di più di 2 milioni di persone nate tra il 1998 e il 2011 in cinque paesi: Danimarca, Finlandia, Svezia, Israele e Australia occidentale. Sono stati analizzati più di 22000 casi di autismo, cercando nelle loro famiglie, fino al terzo grado altre diagnosi simili.

Ciò che è stato dimostrato contando i dati è che la maggiore causa è da riportarsi alla ereditarietà genetica. Altri fattori investigati, i cosiddetti ambientali o legati al ruolo materno, hanno scoperto avere un peso minimo o addirittura non esistente, come nel caso delle madri, pur accusate di freddezza patologica dagli psicologi della prima metà del ‘900 e ora scagionate da molte recenti ricerche.

Invitiamo, quindi, tutti a leggere le ricerche scientifiche e a farsi un opinione propria basata sui fatti e non sui timori infondati.

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