Autcamp 2019: il laboratorio della cultura autistica

Il Laboratorio della Cultura Autistica. Adulti autistici danno inizio a incontri annuali di sensibilizzazione.

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Il 19-20 Ottobre a Bologna si è tenuto il secondo incontro di scambio laboratoriale organizzato da persone con autismo dal nome Autcamp 2019. L’intento dell’incontro era quello di parlare di autismo dal punto di visto culturale ed etico, contro la sua definizione di malattia, e quindi, da curare.

Organizzato dal gruppo NeuroAtipici – Neurodiversità e Cultura vede tra i partecipanti persone nello spettro ma anche alcuni volti noti dell’Advocacy come Pietro Cirincione, dell’Università come Enrico Valtellina (Università di Bergamo) e del mondo clinico come la Dott.ssa Raffaella Faggioli dell’ambulatorio Autismo Adulti dell’ASST Santi Paolo e Carlo di Milano.

Chi più degli autistici adulti può spiegare quali sono le peculiarità della vita con autismo, vista come atipicità alla norma. Una vita finalmente raccontata dall’interno da chi vive tutti i giorni lo scontro con una realtà intesa differentemente. Una vita che va tutelata per quello che è, senza cercare di cambiarla, ma semmai creando dei dovuti ponti comunicativi e bonificando il linguaggio che la descrive da vecchie parole svilenti come malattia, morbo o pazzia.

Sul palco si sono avvicendati autistici, di alto, ma anche medio funzionamento, ex studenti dati per spacciati da una scuola che non riesce ad includere la diversità; ma anche genitori, che smettono di cercare dentro il figlio una identità cosiddetta normale che di fatto e per fortuna non esiste, e professionisti illuminati dalla concezione cosiddetta etica dell’autismo.

L’incontro non ha visto solo discussioni e interventi frontali, ma sono state presentate diverse forme d’arte autistica dalla musica, al ballo, alla poesia e al disegno a mano libera.

Lucrezia Grillo
Yulia Ponti

Per maggiori informazioni condividiamo la pagina dell’evento con gli audio completi dei due giorni a beneficio di chi si fosse perso l’incontro.

L’autismo, definito a livello diagnostico da interessi specifici e ossessivi, comunicazione sia verbale che non verbale difficoltosa e poco pratica, difficoltà di relazione con le persone e col mondo fuori di sé in generale, è una condizione atipica che pervade tutta la persona nel suo essere: il modo di pensare, di entrare nel mondo ogni giorno, di vivere i segnali sensoriali come luci, rumori, ma anche di organizzarsi la vita e persino di comunicare. Si tratta di persone cosiddette neuroatipiche. Leggi a questo proposito La normalità è un concetto statistico.

L’autismo è un solo che si manifesta però in modo differente e nessuno è uguale a un altro, perché ciò che cambia sono le persone in quanto tali come essere umani, con le storie famigliari, la loro cartella clinica peculiare, i loro temperamenti.

A beneficio di tutti i partecipanti è stato consegnato un utile strumento di convivenza dell’autistico con il mondo il esterno, ovvero un badge double face con su scritto “Aperto al Dialogo” o “Non disturbare” che le persone potevano girare nel momenti in cui necessitavano di maggior pace. Questo è un segno che convivere si può e si deve.

Questo è quello che ci portiamo a casa e ci auguriamo che l’anno prossimo quante più persone partecipino o interagiscano con il gruppo organizzatore NeuroAtipici – Neurodiversità e Cultura che lo ha organizzato. Sotto i canali di contatto e gli altri lavori del gruppo degli organizzatori, tutte rigorosamente persone autistiche.

Pagina Facebook del gruppo organizzatore

Visitate anche il sito Accademia della Semantica Autistica qui.

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