Somalia: almeno quindici morti in due diversi attentati

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Residents gather to view the damage at the scene of a car bomb attack near Somali Youth League Hotel, known as SYL hotel, in Hamarweyne district in Mogadishu, February 27, 2016. At least nine people were killed when fighters from Somali Islamist group al Shabaab set off a car bomb at the gate of a popular park and near the hotel in the capital, sending a plume of smoke above the coastal city. REUTERS/Feisal Omar TPX IMAGES OF THE DAY - RTS88BO

In Somalia, nel corso di due attentati avvenuti rispettivamente martedì 10 e mercoledì 11 dicembre, sono rimaste uccise 15 persone, tra le quali alcuni terroristi.

Almeno quindici persone, tra le quali cinque membri del gruppo terroristico Al Shabaab, sono rimaste uccise in due distinti attentati in Somalia.

Il primo attacco è avvenuto nel centro della capitale Mogadiscio martedì 10 dicembre, quando un commando Jihadista ha assaltato un hotel nei pressi del palazzo presidenziale, scatenando la reazione delle forze di sicurezza che presidiavano la zona. Il bilancio delle vittime è di dieci morti: cinque terroristi, tre civili e due soldati, caduti vittime dello scontro a fuoco.

Nella serata di mercoledì 11 dicembre, un gruppo di militanti di Al Shabaab ha attaccato una base militare situata in una cittadina a nord di Mogadiscio, provocando la morte di almeno cinque persone e il ferimento di altre due.

Il rischio di un’escalation del terrorismo

In Somalia sono ormai sempre più frequenti gli attentati terroristici sia contro i militari che contro i civili. Nonostante la presenza, dal 2007, della missione di pace internazionale “Amisom”, della quale fanno parte soldati provenienti da Kenya, Uganda, Somalia, Etiopia, Burundi, Gibuti e Sierra Leone, l’estremismo islamico jihadista continua a colpire sia nella capitale Mogadiscio, sia nel resto del paese.

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La situazione somala in futuro potrebbe peggiorare, vista l’intenzione, da parte dell’Unione Africana, di ritirare le truppe della missione “Unisom”. Il consiglio di pace e di sicurezza dell’Unione Africana ha infatti deciso di ritirare l’intero contingente di circa 22.000 soldati impiegati in territorio somalo che quotidianamente assistono le autorità locali nella repressione degli atti terroristici.

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Il completo disimpegno dell’Unione Africana nel contrastare Al Shabaab in Somalia, potrebbe portare a un’ulteriore escalation degli attacchi terroristici, vista anche l’impreparazione delle forze militari somale, carenti in particolare di mezzi atti a fronteggiare il pericolo Jihadista. L’obiettivo di Al Shabaab nel paese africano è quello di rovesciare il governo al fine di instaurare una repubblica islamica basata sulla Sharia.

Forze di sicurezza della missione Unisom attive in Somalia

L’avanzata del terrorismo islamico in Africa

La precaria situazione somala si aggiunge a quella di altri stati africani, in particolare quelli situati nella zona del Sahel, da alcuni anni crocevia di pericolose organizzazioni terroristiche che hanno lo scopo di rovesciare gli instabili governi africani per prendere il potere ed instaurare regimi islamici. Oltre ad Al Shabaab, attiva in particolare in Somalia e Kenya, va ricordata Boko Haram, organizzazione affiliata ad Al Qaida che opera in Nigeria e in Burkina Faso, paesi nei quaie negli ultimi anni gli attentati terroristici hanno coinvolto le comunità cristiane.

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