Iraq riconosce il Natale in attesa del Papa (VIDEO)

Il voto unanime del Parlamento segna una svolta storica per il Paese che licenzia la legge dopo due anni di attesa

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L’Iraq riconosce il Natale. Grazie al voto unanime del Parlamento l’avvenimento cristiano per eccellenza è diventato festa nazionale. Una svolta storica per un Paese in cui i fedeli affrontano difficoltà ogni giorno come aveva spiegato il Cardinal Filoni al rientro dalla missione. Soprattutto, il religioso aveva dato un quadro generale della vita delle comunità cristiane. Ora, l’attesa è tutta per l’imminente visita di Papa Francesco.

L’Iraq riconosce il Natale: evento storico?

L’Iraq riconosce il Natale “per sempre” e a livello nazionale. Nonostante il 98% della popolazione sia musulmana, il provvedimento è stato approvato con voto unanime. Si tratta di un evento storico per il Paese, come riferisce l’agenzia Fides. Prima d’ora, infatti, era stato riconosciuto una tantum nel 2008 in una sola provincia, quella di Kirkuk. Ma anche nel 2013 il governo di Baghdad aveva decretato festività nazionale il 25 dicembre di quell’anno. Così il Parlamento presieduto dal suo ottavo presidente, il curdo Barham Salih, ha finalmente approvato l’emendamento che ha esteso la festività a tutto il Paese. Inoltre, il Presidente ha promesso di impegnarsi per favorire il ritorno delle comunità cristiane ai propri luoghi d’origine, secondo quanto riporta Vatican News. In effetti, migliaia di cristiani da Mosul alla piana di Ninive sono stati cacciati dagli jihadisti, abbandonando le loro abitazione alle quali non hanno ancora fatto ritorno.

La condizione dei cristiani in Iraq

In passato la minoranza cristiana ha dovuto subire soprusi e violenze da parte dei gruppi infiltrati jihadisti. Ad esempio, negli anni scorsi AsiaNews aveva riferito di attacchi e sequestri che avevano portato alla sospensione delle celebrazioni a Baghdad. Soprattutto, il timore era che “i fedeli che vanno in chiesa, soprattutto di sera, possano diventare un obiettivo da colpire” che aveva portato a celebrare la Santa Messa solo in pieno giorno. Anche il consolato di Najaf era stato obiettivo dei ribelli, con due attacchi che hanno causato 450 morti e 20 mila feriti. Al ritorno dalla missione, anche il Cardinal Filoni aveva riportato un quadro drammatico della condizioni delle comunità cristiane in Iraq.

L’Iraq riconosce il Natale: il voto

La proposta era nata già nel 2018, ma senza esito positivo. Poi, era stata risollevata il 17 ottobre scorso durante l’incontro tra il card. Louis Raphaël Sako, patriarca caldeo di Baghdad, e il presidente iracheno Barham Salih. In un Paese come l’Iraq a maggioranza islamica, il riconoscimento nazionale di una festività della minoranza sembrava impossibile. Invece, il disegno di legge presentato al Parlamento per rendere il 25 dicembre giorno festivo è stato approvato all’unanimità. Il patriarca promotore dell’iniziativa ha accolto la notizia con un breve messaggio di soddisfazione apparso sul sito dell’istituzione. Sako ha ringraziato il presidente del Parlamento, Muhammad al Halbousi, e i deputati “per il voto espresso per il bene dei loro concittadini cristiani”.

Le reazioni delle comunità cristiane in Iraq

Senza dubbio, la legge rappresenta una svolta storica per il Paese. Ad AsiaNews Basilio Yaldo, vescovo ausiliare di Baghdad ritiene che lo storico evento sia “uno dei primi frutti” dell’imminente visita di Papa Francesco. E ha commentato: “È un messaggio di grande valore e di grande speranza per i cristiani e per tutto l’Iraq”. Il Santo Padre, infatti, dedicherà all’Iraq il suo primo viaggio apostolico dall’inizio della crisi sanitaria.

La visita del Papa

Come riporta In Terris, il direttore della Sala Stampa della Santa Sede Matteo Bruni ha annunciato: “Accogliendo l’invito della Repubblica d’Iraq e della Chiesa cattolica locale, Papa Francesco compirà un viaggio apostolico nel Paese dal 5 all’8 marzo 2021, visitando Baghdad, la piana di Ur, legata alla memoria di Abramo, la città di Erbil così come Mosul e Qaraqosh nella piana di Ninive”. Il Santo Padre aveva già espresso il desiderio di recarsi in Iraq il 10 giugno 2019, ma la visita era stata sospesa. Infatti, sarebbe la prima volta che un pontefice si rechi in Iraq. Prima di lui, a visitare il Paese era stato il Cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin.

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