Iraq, un nuovo massacro per il popolo

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Un nuovo massacro in Iraq, tra i villaggi c’è di nuovo attrito, quello che non si è mai arreso, quello che annienta l’umanità e predilige la guerra. Questa volta sono stati attaccati gli abitanti del villaggio di Farhatiya. A sudovest di Baghdad i sunniti sono sconvolti dopo il dramma avvenuto nelle prime ore della mattina di domenica 18 ottobre. 

Massacro Iraq, cosa è successo?

Alcuni affiliati di una milizia sciita hanno attaccato il villaggio sunnita e hanno sequestrato dodici persone. I corpi di otto di loro sono stati trovati più tardi dalle famiglie, mentre gli altri sono ancora dispersi. Dopo il massacro sono iniziate immediatamente le indagini da parte delle forze di sicurezza e le autorità locali del governo di Salah al Din attendono notizie. Il vicegovernatore della regione, Ismail al Haloub, ha dichiarato in conferenza stampa che le famiglie delle vittime avrebbero identificato alcuni dei responsabili del massacro. In questo momento però devono essere protette dalle possibili minacce. Il primo ministro Mustafa al Kadhimi, che il giorno dopo il massacro è partito per una visita in Europa, ha promesso che i colpevoli saranno presto identificati.

Il compito del Primo Ministro

Attualmente il Primo Ministro Mustafa al Kadhimi si trova in Europa, al suo rientro in Iraq però sarà impegnato in diverse questioni. Dovrà accertare la verità sugli omicidi di Farhatiya, individuare gli ignoti colpevoli di aver appiccato il fuoco alla sede del Partito democratico del Kurdistan a Baghdad, ma anche stabilire le responsabilità dell’uccisione di 700 manifestanti nelle proteste dell’ultimo anno a Baghdad e nelle città meridionali.

Dopo il massacro in Iraq, le reazioni opposte

Dopo il massacro avvenuto domenica 18 ottobre, sono state diverse le reazioni da parte degli altri leader. Al Haloub, il vicegovernatore della regione, ha ribadito la sua richiesta che siano la polizia e l’esercito a prendere in mano la gestione della sicurezza nell’area di Farhatiya e che per evitare ulteriori massacri tutte le milizie siano espulse dalla regione. Hadi al Amiri, leader del gruppo armato filoiraniano Badr, ha annunciato la minaccia di un piano che prevede la creazione di una regione sunnita, sul modello di quella curda, dichiarando che “il progetto sta per essere realizzato”. Intanto la maggior parte della popolazione è ancora sfollata e il governo teme un esodo.


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