Cristiani perseguitati in Iraq: sono quasi un milione

I cristiani perseguitati in Iraq sono più di un milione. Come si può fermare il fenomeno? Quanto è grande il pericolo?

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Cristiani perseguitati

I cristiani perseguitati in Iraq sono una realtà che spesso ci si dimentica. Probabilmente ad alcuni sembrerà assurdo, ad altri un po’ meno, ma nel 2020 ci sono ancora troppi paesi che perseguitano una minoranza a causa della sua religione.

Quanti sono i cristiani perseguitati in Iraq?

In Iraq, in soli 17 anni, sono spariti un milioni di cristiani. C’è chi parla addirittura di “estinzione”. I principali pericoli per i Cristiani in Iraq sono la mancanza di sicurezze, le molestie, le intimidazioni e le richieste di denaro da parte di milizie o altri gruppi ostili. Questi dati sono emersi dal rapporto “Life after Isis: New challenges to Christianity in Iraq”. Questo mostra come l’emigrazione forzata dei cristiani in Iraq potrebbe farli diminuire dell’80% in 4 anni. Andando avanti a leggere il Rapporto si può capire che tutti i cristiani dell’area hanno paura. Il 100% di loro avverte la minaccia e l’87% dice di avvertirla “moltissimo” o “notevolmente”. I cristiani in Iraq vivono nel terrore. I simboli del Cristianesimo vengono cancellati insieme alla propria identità. Su 363 chiese, 34 sono state completamente distrutte, 132 incendiate e 197 parzialmente danneggiate. Ma in quelle aree le chiese svolgono anche funzioni sanitarie, sociali ed educative.

Vivere nella paura

La ricerca mostra che “la violenta attività delle milizie locali e la possibilità di un ritorno del sedicente Stato Islamico” è una delle maggiori cause di timori. Secondo il 69% degli intervistati, questa sarà la causa principale delle migrazioni forzate. Le milizie che fanno più paura sono la Shabak Militia e la Babylon Brigade. Queste hanno l’appoggio del governo perché hanno contribuito a combattere l’Isis. Tuttavia, non è certo il governo a fermarle quando molestano, rapinano e aggrediscono i cristiani della regione. Tuttavia, la mancanza di sicurezza non è l’unica causa di disagio per questa minoranza. I cittadini sono preoccupati per la disoccupazione (71%), per la corruzione finanziaria (51%) e la discriminazione religiosa (39%).

Cristiani perseguitati: di chi è la responsabilità

Dopo la guerra del 2003, i cristiani sono fuggiti in massa da Bagdad verso il Nord. Poi è arrivato l’Isis ha portare il terrore e allora sono emigrati di nuovo. Questa volta, dalla Piana di Ninive e da Mosul. Ancora oggi, la maggior parte di questi cristiani non può tornare a casa propria, non sarebbero abbastanza al sicuro. Di sicuro, gran parte di questo terrore è attribuibile alle milizie jihadiste o alle tribù islamiste locali, ma non solo. Cosa si sta facendo a livello internazionale? Cosa stanno facendo gli altri paesi? Come potrà una piccola minoranza di nomadi difendersi da sola?

La libertà di religione è un diritto

Nella Dichiarazione dei Diritti Umani sono elencati i diritti che ogni uomo deve poter avere per essere considerato uomo. Senza uno di questi, non è una persona, non è una persona perché qualcuno glielo nega. In particolare, l’articolo 18 recita così: “Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione; tale diritto include la libertà di cambiare di religione o di credo, e la libertà di manifestare, isolatamente o in comune, e sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo nell’insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell’osservanza dei riti“. Secondo un rapporto del 2018, in 21 paesi c’è una situazione di “persecuzione religiosa“. In altri 17 c’è una situazione di discriminazione. Questo significa che in tutto il mondo, l’11% dei paesi sono luoghi di persecuzione religiosa, mentre il 9% di discriminazione religiosa.

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