Coalizione anti Isis a Roma: Di Maio è soddisfatto

Ci sarà mai pace in Medio Oriente?

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Dopo due anni, si è riunita la Coalizione globale anti-Daesh/ISIS. L’occasione è valsa a discutere le misure per il contrasto al gruppo terroristico attivo in Siria e non solo. Nonché per fare il punto della situazione. Al termine dell’incontro, Blinken ha incontrato il Primo ministro Mario Draghi e il Capo della Repubblica, Sergio Mattarella. Mentre Di Maio si die soddisfatto.

Si riunisce la Coalizione anti Isis?

Uno degli aspetti centrali per noi e per gli Stati Uniti è stata la Campagna 2021 per la stabilizzazione delle aree liberate da Daesh in Iraq e nel Nord-Est della Siria. Un’azione importante per garantire la sostenibilità socioeconomica di quelle regioni e impedire la recrudescenza del terrorismo e dell’estremismo violento“. Queste le parole del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Luigi Di Maio. A Roma, il pentastellato ha parlato alla Ministeriale della Coalizione globale anti Isis. Il gruppo sorto nel settembre 2014 con l’obiettivo di contrastare e sconfiggere il Califfato imperante in Siria. Lunedì i suoi 83 membri, per lo più rappresentati dai rispettivi Ministri degli Esteri, hanno fatto il punto della situazione. Di persona.

La dichiarazione

Come ha precisato Di Maio: “Durante la riunione di oggi abbiamo aggiornato le attività della Coalizione nel settore militare, la stabilizzazione delle aree liberate, il contrasto alle fonti di finanziamento di Daesh e delle iniziative in Africa“. E ancora. “Abbiamo voluto valorizzare la sinergia tra lo strumento militare e civile, consapevoli che la sconfitta di Daesh richiede una pluralità di interventi“, ha riferito il Ministro italiano. Tra le soluzioni discusse, “La comunicazione strategica e il contrasto alla propaganda terroristica fino alla cooperazione in materia di rimpatrio di combattenti dei terroristi stranieri’’.


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Coalizione anti Isis: le sfide

L’ultimo meeting si era tenuto nel 2019. A due anni di distanza, dalla Città Eterna i capi di dicastero hanno ribadito il loro impegno per sconfiggere lo Stato islamico. Alla conferenza stampa, ha partecipato (e co-presieduto) anche il segretario di Stato USA, Antony Blinken. Il quale ha espresso “forte preoccupazione” per l’espansionismo a macchia d’olio delle cellule estremiste nella regione MENA. Proprio l’Africa, infatti, rappresenterà il fronte caldo per il contrasto al terrorismo. In merito, Blinken ha rinnovato la volontà statunitense di cooperare con gli alleati europei, tra cui l’Italia. Questo per arginare l’avanzata islamista. Non solo in Nord Africa, la porta d’accesso per l’intero Continente. Ma anche nella regione sub-sahariana. Oltre che in Siria e in Iraq. Nonostante il disimpegno militare a stelle e strisce promesso in Medio Oriente.

Preoccupazioni

A destare preoccupazione sono proprio l’Africa orientale e l’area del Sahel. Quest’ultimo sempre più consumato da lotte intestine, dalle quali trae vantaggio l’insurrezione jihadista. Specialmente in Mozambico e nel Corno d’Africa. Sebbene il comunicato congiunto riconosca che l’Isis abbia perso il controllo di buona parte del territorio, e quasi otto milioni di persone siano libere in Iraq e Siria, Daesh resta una minaccia. Soprattutto perché la sua attività, seppur sopita, non si è mai davvero arrestata. Del resto, lo dimostra la ripresa dei movimenti dell’organizzazione, la sua capacità di ripristinare le reti del terrore e colpire i militari e i civili nelle zone “scoperte” dalla Coalizione. Come precisa il documento, ciò “Richiede una forte vigilanza e un’azione coordinata“.


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Coalizione anti Isis: le prossime mosse

Insomma, non è il caso di calare la guardia. Di questo avviso è lo stesso ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas. Nel suo intervento, il parlamentare ha assicurato che “Non cederemo di un centimetro di fronte ai terroristi, neanche in Africa“. A tal ragione, si renderanno necessari non solo lo stanziamento di risorse che siano adeguate a sostenere le forze della Coalizione nel contrasto al Califfato. Ma anche un contributo significativo alla stabilizzazione politica della regione. Da una parte, per annullare i fattori che favoriscono il reclutamento di militanti tra la popolazione da parte delle cellule terroristiche. Dall’altra, per sedare la stessa ideologia estremista che fomenta i gruppi.

Prospettive

In questo, il 2021 Pledge Drive for Stabilization sarà uno strumento fondamentale per contribuire alla ripresa delle aree liberate dall’Isis. Il quale sarà affiancato da una strategia di massima pressione sul Califfato, allo scopo di limitare il recupero di finanziamenti. Allo stesso modo, verranno rafforzati i flussi informativi internazionali sui terroristi, grazie a canali bilaterali e/o multilaterali quali l’INTERPOL. Ciò consentirà di soffocare l’annosa propaganda di Daesh. Oltre al fatto che negherà al gruppo la visibilità sui social media, che gli consente di rimpolpare le file di seguaci.


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Le promesse della Coalizione anti Isis

In questo modo, la Coalizione potrà adempiere all’impegno preso nei confronti del popolo siriano. Cioè favorire una soluzione politica duratura, in conformità alla risoluzione 2254 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Come riporta il comunicato congiunto, “La Coalizione deve continuare a essere vigile contro la minaccia del terrorismo, in tutte le sue forme e manifestazioni, consolidando i successi raggiunti sinora e continuando ad agire congiuntamente contro qualsiasi minaccia che metta in pericolo questi risultati, evitando vuoti di sicurezza di cui Daesh potrebbe beneficiare“.

Partecipazione

Al consesso, i Ministri hanno accolto con favore Repubblica Centrafricana, Repubblica Democratica del Congo, Mauritania e Yemen. Oltre ad aver apprezzato la partecipazione di alcune delegazioni africane, in veste di osservatori. A detta dei membri della Coalizione, la prossima riunione ministeriale dovrà tenersi entro giugno 2022. Mentre i ministri hanno preannunciato l’intenzione di organizzare un vertice dei Direttori Politici già entro l’autunno del 2021. Sebbene in formato ristretto, a Bruxelles.


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Usa e Italia

Al termine del summit, il Segretario di Stato Usa ha raggiunto palazzo Chigi per incontrare il primo ministro Mario Draghi. “Nel corso dell’incontro sono stati discussi i rapporti bilaterali nel più ampio quadro delle relazioni transatlantiche e l’esigenza di dare seguiti concreti al rinnovato clima di forte sintonia e collaborazione fra l’Unione Europea e gli Stati Uniti“, dice il comunicato. Ancora. “Sono state inoltre approfondite le principali sfide globali e sistemiche, quali la lotta alla pandemia, il rilancio economico e sociale e il contrasto ai cambiamenti climatici“, aggiunge. E conclude. “Nonché le più importanti crisi internazionali, con specifica attenzione all’instabilità nella regione mediterranea e alla Libia“.

Blinken da Mattarella

Dopodiché, Blinken ha visitato il Quirinale, dove ha trovato ad accoglierlo il Presidente della Repubblica. “Ho avuto un incontro eccellente con il presidente Mattarella, durante il quale abbiamo discusso dell’importanza delle cooperazione di nostri paesi nell’affrontare la crisi del cambiamento climatico, nel recuperare dal Covid 19 e altre sfide globali“, ha twittato in seguito il funzionario statunitense.