Regno Unito in Siria: il patto con il Diavolo

Chi si sporca le mani in Siria?

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Regno Unito in Siria ha stretto un patto con il Diavolo. Ossessionato com’è dal presidente siriano Bashar Al Assad, il governo britannico è disposto a tutto pur di raggiungere il suo obiettivo. A tutto. Persino promuovere alleanze con i terroristi. E che vanno ben oltre a operazioni quali Timber Sycamore.

Il Regno Unito in Siria?

In Siria, il 14 marzo 2011 la popolazione era scesa in piazza per rovesciare il regime del presidente Bashar Al Assad. Il 26 maggio 2021, dieci anni dopo, quello stesso presidente è stato rieletto con il 95% e più dei consensi. Delle elezioni farsa secondo l’Occidente. Ma che hanno portato ugualmente a un risultato: riconfermare per altri sette anni il sanguinario Al Assad. Che si aggiungono a oltre due decenni di leadership indiscussa. Tutti i piani per rovesciare il governo siriano si sono rivelati controproducenti. Le sanzioni occidentali, che uccidono più delle armi, un fallimento. La Siria è oppressa. E lo sarà ancora a lungo. In definitiva, la guerra scoppiata sulla scia delle Primavere arabe non ha nulla di civile. È una guerra per procura. A tutti gli effetti. In questo contesto, gli alleati occidentali finanziano gli estremisti.

Dieci anni in numeri

Secondo le stime dell’Osservatorio siriano per i diritti umani, oltre 590 mila persone hanno perso la vita dall’inizio del conflitto. Di questi, quasi 120 mila erano civili, di cui più di 22 mila minori. Mentre milioni di siriani sono rimasti feriti. O sfollati. I primi disordini erano scoppiati a Damasco, la capitale. La popolazione esasperata chiedeva la fine di quarant’anni di governo oppressivo della famiglia Assad. Tra padre e figlio. Il regime ha risposto alle proteste con una violenza inaudita. Tanto da servirsi persino di armi chimiche contro la sua stessa popolazione. Alla fine, l’opposizione costituì l’Esercito libero siriano (FSA). Un gruppo formato da disertori dell’esercito siriano regolare. Poco prima che nel conflitto prendessero parte i gruppi jihadisti. Tra cui lo Stato Islamico: l’Isis.


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Finanziare gli estremisti

Il Regno Unito, principale alleato degli Usa, finanzia una costola di Al Qaeda: Al Nusra che in Siria governa Idlib. L’ultima provincia siriana controllata dagli anti governativi. Ma questo non dovrebbe sorprendere. A ben vedere, la collaborazione tra gli alleati occidentali e il terroristi in Medio Oriente è una pratica di lungo corso. A tal proposito, un rapporto della CNN riportava una dichiarazione del portavoce dell’ex senatore repubblicano John McCain, che si era recato in Siria per incontrare i “ribelli”. Era il 27 maggio 2013. Stando a quanto riferito, McCain aveva incontrato il generale Salem Idris. Il leader del Consiglio militare supremo dell’esercito siriano libero (FSA). Eppure, non tutte le informazioni sarebbe state incluse nel rapporto ufficiale della CNN.

Usa e Regno Unito in Siria

Come riferisce il commando di FSA, nel 2013 il senatore John McCain avrebbe incontrato anche alti funzionari dell’Esercito siriano libero. Tra cui il vice capo di stato maggiore del colonnello Haytham Afisi; il capo di stato maggiore del Consiglio militare supremo, il generale Bashir; e il segretario del comitato politico della coalizione di opposizione siriana, Hadi al-Bahra. Ma ben presto, il colonnello Afisi e i suoi collaboratori rivelarono la loro natura di terroristi, attraverso i post su Facebook. Oltretutto, i militari sarebbero stati i mandanti del brutale assassinio del pilota giordano Muath al-Kassasbeh, nel 2015. Il quale era morto arso vivo mentre era imprigionato in una gabbia. Un omicidio che all’epoca era stato attribuito all’Isis.


In Siria l’Occidente finanzia gli estremisti


La Siria

Nel gennaio 2011, al Wall Street Journal il presidente siriano Bashar al-Assad si era detto ottimista. In particolare, non si aspettava che l’ondata di proteste popolari che si era diffusa nel mondo arabo avrebbe contagiato la Siria. A differenza dei regimi dittatoriali caduti in Tunisia ed Egitto, il Levante avrebbe risolto la questione. E in breve tempo. Pur riconoscendo che c’erano state delle difficoltà economiche per molti siriani e che le riforme politiche erano in stallo, Assad era fiducioso. La Siria sarebbe stata risparmiata perché la posizione di resistenza della sua amministrazione agli Usa e a Israele era in linea con le convinzioni del suo popolo. Mentre i leader che erano caduti avevano promosso una politica estera filo-occidentale. In parte, ma solo in parte, aveva ragione.

Regno Unito segue Washington in Siria

Nei dieci anni di guerra, non si sono mai appianate le ostilità tra gli Usa e Assad. Al contrario, l’Occidente si è dimostrato disposto a tutto pur di rovesciare il governo del sanguinario presidente. Persino finanziare i gruppi terroristici. Autori di ogni genere di violenza contro i civili. Del resto, lo stesso ex diplomatico statunitense, James Jeffrey, aveva definito i radicali islamisti come una “risorsa” per Washington. E per i suoi alleati. Tra i quali il Regno Unito. D’altronde, senza una collaborazione con l’Isis e gli altri gruppi estremisti le potenze occidentali non avrebbero potuto sostenere il conflitto così a lungo.


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Regno Unito in Siria: un circolo vizioso

Mentre gli Usa finanziavano e addestravano i curdi a Nord del Levante, Assad riusciva a riprendere il controllo di vaste aree del Paese. Soprattutto grazie al sostegno di Russia, Iran e del gruppo militante libanese Hezbollah. Pertanto, i servizi di intelligence occidentali hanno iniziato a stabilire dei contatti diretti con i gruppi terroristici che operano in Siria. Anche oggi. Lunedì, una fonte diplomatica a Mosca ha rivelato informazioni importanti all’agenzia russa TASS. Stando a quanto riferito, il rappresentante dell’agenzia di intelligence britannica dell’MI6, Jonathan Powell avrebbe incontrato Abu Mohammad al-Julani. Il leader del gruppo terroristico Jabhat al-Nusra con il quale dovrebbe costruire una stretta cooperazione con l’Occidente.

La rivelazione

La parte britannica ha suggerito che il gruppo Hay’at Tahrir al-Sham (fuorilegge in Russia, noto anche come Jabhat al-Nusra) dovrebbe annunciare piani per abbandonare le attività sovversive contro i paesi occidentali e costruire una stretta cooperazione con loro“, ha detto la fonte. “Mohammad al-Julani ha ricevuto raccomandazioni per rilasciare un’intervista a un giornalista americano al fine di creare un’immagine positiva per l’alleanza che guida e riabilitarla in futuro“. E ancora. “Ci sono piani per coinvolgere alcuni degli alleati del Regno Unito, principalmente gli Stati Uniti, negli sforzi volti a riqualificare il gruppo al-Nusra“.


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Il vero ruolo del Regno Unito in Siria

Secondo la fonte, quindi, le agenzie di intelligence occidentali stanno cercando di stabilire un contatto diretto con i gruppi terroristici internazionali attivi in ​​Siria. L’incontro tra Powell e al-Julani ha avuto luogo nella zona di de-escalation di Idlib. Più precisamente, nei pressi del valico di frontiera di Bab al-Hawa al confine tra Siria e Turchia. Stando a quanto riferito dallo stesso Powell, l’incontro era incentrato sulla possibilità di rimuovere Al Nusra dall’elenco delle organizzazioni terroristiche stilato dagli Usa. Nonché stringere un accordo sul mantenimento di un collegamento di comunicazione permanente con i terroristi internazionali. Designati come tali dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Il commento

Secondo l’interlocutore dell’agenzia, “il fatto che l’argomento principale di discussione fosse la possibilità di escludere Hayat Tahrir Al-Sham (HTS) dagli elenchi delle organizzazioni terroristiche, rende questo evento particolarmente cinico”. Come ha precisato la fonte, “Vorremmo ricordare a coloro che dimenticano rapidamente la propria amara esperienza che non esistono buoni terroristi e tutti i tentativi di domarli e nutrirli manualmente di solito portano a molte morti innocenti“. “Secondo le informazioni disponibili, i servizi speciali dei paesi occidentali non solo indirettamente, ma anche direttamente stabiliscono contatti con gruppi terroristici internazionali che operano in Siria”.


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Un patto con il diavolo

Nel dicembre 2012, il Dipartimento di Stato Usa aveva designato al-Nusra come organizzazione terroristica. In un primo momento, la Siria aveva chiesto che il gruppo venisse considerato come nuovo e indipendente. Sebbene Regno Unito e Francia avessero insistito per qualificarlo come una propagazione di al-Qaeda, attiva nel vicino Iraq. Dalla quale Al Nusra riceve sostegno. Al di là di dissertazioni terminologiche, tanto care all’Occidente, questo gruppo rientra nell’elenco dei terroristi. Ed è soggetto alle medesime sanzioni. Fino a oggi, quando la situazione sembra cambiata. Nel corso degli anni, infatti, Al Nusra è diventata una delle forze più efficaci contro il presidente Bashar al-Assad. Il che ha cambiato la prospettiva occidentale nei suoi riguardi.

Ultime considerazioni

Si prevede che un certo numero di alleati britannici, principalmente gli Stati Uniti, saranno coinvolti nel processo di rebranding dei membri di Nusra”, ha spiegato la fonte a Mosca. In cambio della riabilitazione, dunque, il Regno Unito avrebbe proposto ai gruppi jihadisti salafiti in Siria di abbandonare le proprie attività sovversive e collaborare. Il tutto per raggiungere un obiettivo comune: sconfiggere Bashar Al Assad. Del resto, già in passato l’Occidente aveva cercato di produrre un flusso continuo di copertura mediatica pro opposizione. In lingua araba e inglese. Il che avrebbe permesso di influenzare l’opinione pubblica con una campagna per stimolare il sostegno in Occidente per l’opposizione politica e armata della Siria. Sebbene siano organizzazioni terroristiche.