Condannati 3 siriani per i collegamenti con Al-Nusra

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Al-Nusra

Il tribunale di Olbia ha condannato tre cittadini siriani per attività terroristiche legate all’appartenenza al gruppo Jabhat Al-Nusra, ora noto come Jabhat Fatah Al-Sham, il ramo siriano di Al-Qaeda.

Chi sono i 3 siriani condannati per collegamenti con Al-Nusra?

I giudici guidati dal giudice Massimo Zaniboni, hanno condannato Daadoue Anwar, l’uomo accusato di aver organizzato la cellula terroristica, a otto anni di carcere in contumacia. Anwar, 50 anni, proprietario di un’impresa edile in Sardegna, è ancora latitante. E’ sfuggito alla custodia della polizia in Danimarca dopo che le autorità italiane hanno emesso un mandato internazionale per il suo arresto. Si presume che lui e un parente che è andato a trovarloa Copenaghen si siano scambiati i vestiti, permettendogli di fuggirei in incognito. Gli investigatori italiani ritengono che Anwar sia stato attivo anche in Svezia, Germania e Ungheria in passato. I compagni siriani Chadad Mustafa e Abdulkarim Osman Haj sono stati condannati ciascuno a cinque anni e mezzo di carcere.

Le indagini e i risultati

La corte ha scoperto che il trio aveva fornito al gruppo terroristico siriano informazioni e aiuto finanziario per diversi anni. La loro cellula terroristica è stata dispersa dalla polizia antiterrorismo italiana nel 2018. “Erano tutti molto attivi nel finanziare le attività militari e terroristiche di Al-Nusra, che è considerato il ramo siriano di Al-Qaeda“, ha detto ad Arab News il procuratore Danilo Tronci. “Svolgevano un’attività abusiva di fornitura di servizi di pagamento effettuata attraverso il sistema ‘hawala’”. Tronci ha spiegato che una lunga inchiesta in Italia e all’estero ha confermato che la cellula stava spostando denaro dalla Sardegna “per finanziare le attività militari di Al-Nusra. Daadoue Anwar aveva vissuto a lungo ad Olbia, dove aveva un’impresa di costruzioni che aveva molti contratti lucrosi”.


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Le attività di Anwar

L’azienda di Anwar si è occupata anche dei cantieri dismessi per il 35° vertice del G8 che si sarebbe dovuto tenere nella vicina isola di La Maddalena nel 2009. E anche del nuovo Ospedale Mater Olbia, e delle riqualificazioni dell’aeroporto cittadino della Costa Smeralda. “Abbiamo fornito prove evidenti alla corte che la cellula stava utilizzando buona parte dei proventi di tale attività, insieme a ingenti proventi di altre attività finanziarie svolte in Sardegna e in Italia, (che) sono state inviate ad Al-Nusra per finanziare il terrorismo attività in Siria e all’estero. Alcuni di quei soldi sono finiti a Raqqa”, ha aggiunto Tronci.