Botanica in casa: tutti i benefici

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Se volessimo giocare con le parole sulla scia del proverbio  “dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei” potremmo coniarne un altro riferito alla botanica: “dimmi che piante metterai in casa e ti dirò che benefici avrai”. Sono molteplici, infatti, gli effetti positivi del tenere le piante in casa, da diversi punti di vista. Prima di esaminare gli effetti chimici partiamo da un dato apparentemente scontato. Coltivare piante aumenta l’autostima, questo deriva senza dubbio dalle impagabili soddisfazioni di vedere crescere una pianta e osservare un sostanziale riscontro alle cure date. Il ritmo di crescita delle piante, a pensarci bene, ci trasmette degli input che depurano il nostro cervello dalla iperconnettività. Ci aiuta a liberarci, almeno temporaneamente, dai ritmi frenetici della connessione continua per farci conoscere nuovamente i tempi della natura. Ci sono, poi, degli indubbi altri benefici fisici per cui ogni pianta ha delle indicazioni specifiche. In camera da letto sarà opportuna la presenza delle begonie che producono più ossigeno che anidride carbonica. Senza dimenticare la lavanda che, con la sua fragranza, crea un contesto rilassato conciliando il sonno. La pianta sansevieria è, invece, maggiormente indicata per assorbire l’inquinamento elettromagnetico. Non è da trascurare, poi, un altro tipo di inquinamento, quello derivante dalle sostanze rilasciate dai mobili di arredo, ma anche da collanti, vernici, tendaggi e contro il quale un valido aiuto ci viene da piante come il ficus e l’aloe. Esiste poi un’altra pianta già, va detto, comunemente riconosciuta come ottimo antinfiammatorio e disintossicante: l ‘aloe. Essa possiede un’altra qualità, al contrario, poco conosciuta: rappresenta una sorta di termometro del grado di inquinamento della casa. In buona sostanza se le foglie dell’aloe si riempiono di macchioline marroni sarà bene farsi qualche domanda sul livello di inquinamento interno alla casa. La carrellata di benefici delle piante non si ferma qui, un’altra caratteristica è quella di assorbire i suoni, quindi costituiscono una sorta di insonoratizzatore naturale. La collocazione si rivela, pertanto, adatta alle stanze adibite a studio, agevolato come è immaginabile dal silenzio. Il caso del ficus benjamin è particolare in quanto adatto, quanto e più  di altre piante, ad assorbire le sostanze nocive che derivano dal fumo di sigaretta. Naturalmente una pianta non fa miracoli, può attutire solo in parte i danni derivati dalla abitudine del fumo. Per dirlo in metafora non basta avere il pollice verde per evitare di avere i polmoni neri.

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