giovedì, Giugno 13, 2024

Alimentazione e psoriasi: le ultime novità dalla Federico II di Napoli


La psoriasi è una malattia infiammatoria, cronica e non contagiosa, della pelle, che in Italia colpisce circa due milioni di persone (il 3,1% degli abitanti). A livello mondiale, è stato stimato che la psoriasi interessi una percentuale compresa fra lo 0,6 e il 5% della popolazione.La malattia può insorgere a qualsiasi età, ma solitamente compare per la prima volta tra i 20 e i 30 anni, mentre è rara nei bambini. Nella maggior pare dei casi tende a regredire d’estate per poi riacutizzarsi nei mesi invernali.

Generalmente, la psoriasi si presenta sotto forma di chiazze e placche rosse, ricoperte da squame biancastre, localizzate soprattutto nelle ginocchia, nella regione sacrale, nei gomiti, nelle mani, nei piedi e nel cuoio capelluto.

È una malattia che non può essere prevenuta tramite l’alimentazione, sebbene quest’ultima ne possa evitare un peggioramento e contenere alcuni sintomi. È quanto emerso in un recente convegno presso la Scuola della Psoriasi dell’Università Federico II di Napoli.

Una dieta adeguata ridurrebbe non solo lo stato infiammatorio tipico della patologia ma anche il peso controllando le malattie metaboliche correlate alla psoriasi, come i disturbi cardiovascolari, il diabete, l’ipercolesterolemia.

Da evitare gli alimenti ricchi di grassi saturi, che inducono infiammazione.

Limitare caffè, alcolici, cioccolato e dolci, specialmente di origine industriale, fritti e formaggi stagionati.

Preferire frutta e verdura di stagione (meglio crude), proteine magre e olio d’oliva per condire i piatti. Pesce, ricco di Omega 3, utili per ridurre l’infiammazione dei tessuti, e carne bianca.

Molto importante è l’acqua per ridurre la secchezza cutanea (1,5-2 litri al giorno).

 

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