Abbandona l’Islam: ora teme per la sua vita (Video)

0
331
abbandona islam

In Medio Oriente chi abbandona l’Islam difficilmente parla della sua conversione. Almeno, non lo fa apertamente. In molti casi, ammettere una cosa del genere significherebbe pagare un prezzo troppo alto. La vita. Così è stato per Ahmed. Nonostante questo sia un nome inventato, la storia che racconta è più che mai vera. Ecco la sua testimonianza.

Cosa rischia chi abbandona l’Islam?

Chi abbandona l’Islam spesso nasconde la sua conversione. Lo ha spiegato un giovane musulmano convertito che chiameremo con lo pseudonimo Ahmed. Parlando a InsideOver, ha raccontato: “Ho deciso di abbandonare la religione musulmana per diventare cristiano“. Perché “Dopo aver visto quello che è successo, non solo in Iraq, penso che sia una fede migliore, la mia fede”. Nel suo paese Ahmed non ha fatto parola della sua conversione, che per di più è avvenuta in segreto. Lui, di Baghdad, ha scelto di appartenere alla fede cattolica. Nonostante i rischi. Persino la morte, per mano degli estremisti che oggi come in passato perseguitano i fedeli delle altre confessioni. Eppure, come gli altri cristiani Ahmed ha atteso con impazienza la visita del Papa in Iraq. Un viaggio storico per tanti motivi, come abbiamo avuto modo di ricordare.

Una testimonianza

Fin da ragazzo avevo fatto amicizia con una famiglia di cristiani, dei vicini di casa. Così ho cominciato a conoscere la loro fede“, ha raccontato Ahmed a InsideOver in un italiano che ha imparato online. Mentre indossa una mascherina e un berretto per non farsi riconoscere ed evitare le conseguenze riservate a chi abbandona l’Islam. Lo sa bene un suo amico, altrettanto convertito, che sul corpo porta ancora i segni della sua scelta. “Poi mi sono messo a leggere di nascosto il nuovo e vecchio Testamento” ha aggiunto il giovane. Eppure, potrebbe pagare a caro prezzo la sua conversione. “Mi sono avvicinato al cristianesimo prima della nascita dello Stato islamico“, ha spiegato. “E ho visto, non solo con l’Isis, come in nome della fede sia stata compiuta una terribile violenza“. Inoltre, ha aggiunto: “Le milizie sciite estremiste continuano ad essere dappertutto, in giro per le strade”.


Papa in Iraq 2021: perché tale viaggio apostolico? (Video)


Le ripercussioni per chi abbandona l’Islam

E ancora. “Vorrei farmi battezzare, ma non ho mai osato entrare in una chiesa perché sarebbe un rischio“. “Sono un musulmano che ha abbracciato il cristianesimo. Un pericolo per me e per loro“, ha ammesso Ahmed. Come ha precisato, infatti, “La legge in Iraq punisce scelte come la mia anche con la pena di morte”. E il pericolo non viene solo da parte degli estremisti islamici. Ma nella maggior parte dei casi anche dai propri familiari. Ragion per cui nessuno sa nulla della decisione di Ahmed. Nemmeno i genitori. “La famiglia non sa nulla della conversione. Mia madre lo ha capito, ma tutti gli altri sono all’oscuro“. Come ha raccontato il giovane: “Ho tre zii, che mi ammazzerebbero se venissero a saperlo. La mamma, invece, mi ha detto di fare quello che sento, ma di stare molto attento”.

Quando si rischia la vita

Sebbene non abbia formalizzato la confessione con il battesimo e studiato i catechismo, in cuor suo Ahmed è convinto. “Nell’animo mi sono già convertito. E per la mia scelta cristiana, rischio la vita ogni giorno”. Dunque, sarà solo questione di tempo. Ma Ahmed dovrà avere mille occhi, perché queste scelte non sono accettate con facilità. E il rischio di perdere la vita è più che mai concreto: “Avevo un amico, più giovane di me“, ha raccontato mestamente Ahmed. “Si chiamava Mustafa” ha detto parlando, purtroppo, al passato. “Si era convertito, ma postava su Facebook i simboli cristiani, l’immagine di Gesù, le parole del Vangelo e attaccava l’estremismo”. “Gli avevo detto di fermarsi, che finirà male, che doveva stare attento“, ha riferito Ahmed. “Era un ragazzino e non ascoltava i miei consigli“.

Come vive chi abbandona l’Islam?

Mustafa ha pagato a caro prezzo la sua fede. “Circa un anno fa è stato rapito e 48 ore dopo i familiari hanno trovato il corpo abbandonato in strada, poco distante da casa“. Senza dubbio un’esecuzione: “Gli avevano sparato un proiettile in testa. E sul petto aveva un cartello con scritto: Questa è la fine che fanno gli infedeli”. Per Ahmed, però, sarà sempre più difficile nascondere al sua confessione religiosa. “Mi sono reso conto che è difficile rispettare il Ramadan e andare in moschea a pregare“, ha ammesso. Soprattutto, Ahmed ha considerato questo: “Adesso che mi sento cristiano non posso neanche sposarmi con una donna musulmana”. Tuttavia, Ahmed si è posto un obiettivo che intende raggiungere. A maggior ragione dopo l’a visita di Papa Francesco che per lui è stata di ispirazione.

Emigrare

Il mio sogno sarebbe visitare il Vaticano. Ho provato a chiedere il visto all’ambasciata italiana, due volte, ma via posta elettronica mi hanno risposto sempre di no, che non è possibile” ha raccontato Ahmed a InsideOver. Altri cristiani, come lui, hanno seguito una strada obbligata: emigrare. Anche se in clandestinità. Una scelta compiuta da alcuni amici del giovane che lo esortano a fare altrettanto: “Mi dicono fai come noi, che andiamo in Europa passando per la Turchia“, ha raccontato Ahmed. Eppure, il giovane vuole lasciare il suo paese seguendo le regole. “Non voglio usare le rotte dei migranti, dei trafficanti di uomini”, ha spiegato. Come molti suoi coetanei, Ahmed ha manifestato alle proteste contro la corruzione della classe politica e militare. Scoppiate nel 2020 nella capitale irachena, Baghdad, erano state sedate dalle forze dell’ordine a suon di fucilate.


Iraq riconosce il Natale in attesa del Papa (VIDEO)


La comunità cristiana in Iraq

Ciò nonostante Ahmed non ha perso la speranza. “Credo in Dio, Gesù e Maria. Mi sento cristiano al 100%“. Infine, ha osservato: “Magari mi manca il battesimo, ma talvolta per tutte le difficoltà che sto vivendo forse sono più cristiano di altri”. La comunità cristiana in Iraq è composta prevalentemente da seguaci della Chiesa cattolica caldea. Ma comprende anche una piccola comunità di armeni e curdi. Oltre ad arabi e turcomanni. Nonostante quella irachena fosse la comunità cristiana più antica, oggi solo l’1% della popolazione è di fede cattolica. O almeno, si dichiara tale. Nel 2003, i cristiani in Iraq erano circa 1.5 di persone. Poco più del 6% della popolazione del paese.

Qualche numero

Mentre oggi il loro numero è sensibilmente diminuito, soprattutto dopo la guerra. Tanto che secondo le stime nel 2013 si contavano all’incirca 450 mila fedeli. Solo nel 2020 circa 125 mila fedeli hanno dovuto lasciare le loro abitazioni. In cambio della vita. “Prego tutti i giorni che il mondo si accorga di cosa sta accadendo in Iraq“, ha detto padre Jibra’Il. Il religioso è Priore del Monastero Deve Maria ad Al Qosh, nella regione autonoma del Kurdistan iracheno a Nord dell’Iraq.

Un’esistenza nella precarietà

La gente soffre da troppo tempo ed è ora che si arrivi a una soluzione seria e duratura che ponga fine alle barbarie che si compiono qui quotidianamente“, ha aggiunto. La sua diocesi si trova ad appena 45 chilometri da Mosul e dalla piana di Ninive, dove i cristiani vengono costantemente perseguitati. In particolare, la parte settentrionale del paese è il punto di riferimento per milioni di sfollati. La maggior parte dei quali sono sfollati interni, ma molti altri sono giunti dalle diverse regioni del paese. Come dalla Siria. Ma i campi profughi non possono garantire a tutti l’ospitalità. Tanto che centinaia di famiglie sono accampate in tende di fortuna sulla strada che porta a Khanke camp, a Sud di Duhok.


Iraq 8 marzo Papa: donne più forti dei soprusi (Video)


La persecuzione di chi abbandona l’Islam

Nel 2014, i militanti del sedicente Stato islamico (Isis) proponevano un’alternativa ai cristiani. O abbracciare la fede musulmana. Oppure la morte. Le comunità più colpite dalla conversione forzata erano proprio quelle di Mosul e della piana di Ninive. Lo aveva confermato anche Bashar Kiki, capo del consiglio locale nella provincia di cui Mosul. “Gli ultimi cristiani rimasti”, aveva detto, “se ne sono andati dopo le recenti minacce dei gruppi terroristici”. Una situazione denunciata anche dallo Human Rights Watch (HRW), visto che l’Osservatorio accusava il Califfato di uccidere, sequestrare, minacciare. Per Sarah Leah Whitson, direttrice del settore Medio Oriente di HRW, lo Stato islamico avrebbe dovuto “immediatamente porre fine alla sua perversa campagna contro le minoranze”.

L’appello

Mentre il Patriarca caldeo, Louis Sako, riferiva: “Tutti i cristiani sono scappati da Mosul, la seconda città irachena”. E ancora. “Le famiglie cristiane sono in fuga verso Dohuk e Arbil”. Poi una constatazione. “Per la prima volta nello storia dell’Iraq Mosul è senza cristiani”. In proposito, il vescovo caldeo di Baghdad, Saad Syroub, si era detto scioccato. “Non era mai successo”, aveva riferito. “Siamo senza parole. I cristiani sono a Mosul da secoli e quelle famiglie sono state improvvisamente strappate via dalla loro città, dalla loro casa, dalla loro vita”. Poi, aveva aggiunto. “Siamo davvero preoccupati per il futuro dei cristiani in questo Paese”, perché i fedeli sono stati cacciati dalle loro case “come se non avessero alcun diritto”. Eppure, i militanti estremisti proseguono la loro offensiva in Iraq. Nonostante il gruppo dell’Isis abbia perso il controllo di gran parte del territorio. l’ideologia rimane.


Papa sul denaro: pecunia olet e avvizzisce l’anima (Video)