Non cancelliamo il 2020: 7 motivi per cui è stato un bell’anno

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2020: di certo, quest’anno, non verrà dimenticato allo scoccare della mezzanotte di San Silvestro; e, sicuramente, i pesanti strascichi che ci porteremo dietro nel 2021, ci faranno ricordare di questi mesi. Tuttavia, il 2020 è stato una miccia che ha riacceso temi caldi, questioni urgenti e una consapevolezza collettiva importante. Con le sue “catastrofi”, il 2020 è stato l’anno del risveglio, della presa di coscienza che, speriamo, possa aver gettato le basi per una svolta concreta nel 2021. Ecco, allora, tutto ciò che di positivo e stravolgente è accaduto quest’anno.

1. Trump, sei licenziato!

Le elezioni USA ci hanno tenuto con il fiato sospeso negli ultimi mesi del 2020. Forse, perché la questione del Presidente degli Stati Uniti non è un affare solo a stelle e strisce. La vincita di Joe Biden è stata, infatti, una vittoria per la democrazia di tutto il mondo. Al suo fianco, Kamala Harris è la prima donna a ricoprire il ruolo di vicepresidente in USA. Cosa chiedere di meglio? Trump, entro la fine di gennaio 2021, lascerà per sempre la Casa Bianca, con un primato che non poteva farsi scappare: è il primo Presidente a non essere rieletto per un secondo mandato dal 1992. Tuttavia, la vincita di Biden ed Harris non è da ricordare tra le cose positive del 2020 solo per il “licenziamento” di Trump (anche se sarebbe bello dirlo). Dagli accordi sul clima alla pandemia, dalla politica estera alla sanità: tanti i cambiamenti che verranno messi in campo dal nuovo mandato.

2. Black Lives Matters: chiamata all’anti-razzismo nel 2020

L’omicidio dell’afroamericano George Floyd, avvenuto in USA il 25 maggio 2020, ha riacceso la questione del razzismo e delle violenze commesse dalla polizia. “Non respiro”: questo ha ripetuto per 20 volte l’uomo e, questo riportavano la maggior parte dei cartelli alzati dai protestanti delle manifestazioni pacifiche. Parate non-violente che si sono svolte in tutte le piazze del mondo. Il loro, un unico obiettivo: richiamare ad una discussione urgente sul tema, invitando tutti a prendere posizione ed essere “anti-razzisti”.

3. L’Argentina ha legalizzato l’aborto

Nel 2020, il capo dello Stato argentino, Fernandez, ha presentato al Consiglio il disegno di legge per la legalizzazione dell’aborto, finalmente con successo. Il provvedimento fa dell’Argentina il primo Paese latino-americano a garantire l’interruzione legale della gravidanza. Un risultato importante, arrivato dopo anni di proteste e diverse incriminazioni. “Aborto legal ya”: questo il grido di migliaia di manifestanti per le strade di Buenos Aires dopo l’annuncio del Presidente.

4. La Scozia ha reso i prodotti per il ciclo gratuiti

Quest’anno, la Scozia è diventata la prima Nazione al mondo a rendere i prodotti sanitari legati al ciclo mestruale gratuiti. Lo ha approvato il 25 novembre 2020 il Parlamento con voto unanime. Il Period Products Bill rende, così, un diritto legale avere libero accesso ai prodotti sanitari negli edifici pubblici. “E’ un passo avanti importante. Donne e ragazze vengono troppo spesso lasciate indietro nel processo politico. Questa è un’opportunità per metterle davvero al primo posto e fare qualcosa di veramente innovativo per la parità di genere”, ha spiegato la Ministra Lennon.

5. Il pianeta è tornato a respirare (per un po’) a metà 2020

La pandemia da Coronavirus ha costretto milioni di persone a restare a casa. Se, da un lato, questo non è un qualcosa da celebrare, dall’altro, il silenzio umano per le strade ha avuto un impatto più che positivo per il pianeta. Le misure di contenimento, infatti, hanno determinato una significativa riduzione dei livelli di biossido di azoto, delle concentrazioni delle polveri sottili e di ozono. La biodiversità, inoltre, ha beneficiato di questo periodo di “stop umano”: si pensi alle spettacolari immagini dei capodogli a Taranto o, delle acque trasparenti di Venezia. Il 2020 ha portato, quindi, un livello più che mai alto di consapevolezza per lo stato del pianeta. A ricordarcelo, minuto dopo minuto, è il countdown a Time Square, a New York: necessario, infatti, agire immediatamente per salvare il pianeta, il quale, ci ha ben dimostrato che, senza gli umani (spesso non curanti), non starebbe poi così male.

6. Il Coronavirus ha accelerato l’incremento della digitalizzazione

Il massiccio confinamento di oltre metà della popolazione mondiale, tra cui 60 milioni di italiani, ha alterato le nostre abitudini sociali e lavorative provocando inevitabilmente un incremento della digitalizzazione. In effetti, il livello di adozione e l’utilizzo di tecnologie digitali è notevolmente aumentato nell’ultimo periodo. Da un lato, troviamo le più avanzate tecnologie come l’analisi dei dati e l’intelligenza artificiale, essenziali per affrontare alcune delle principali priorità in ambito sanitario, come lo studio approfondito delle dinamiche di diffusione del virus. Dall’altro, non dobbiamo dimenticare che sono stati i nuovi strumenti digitali di connessione e di lavoro collaborativo ad evitare la paralisi totale delle attività. Ciò, ovviamente, ci ha messi davanti a molteplici problematiche che devono essere superate.

7. Il contagio “positivo” del 2020

Il Coronavirus, dobbiamo dirlo, non ha portato niente per cui rallegrarsi e, ovviamente, non merita in alcun modo di essere “ringraziato”, soprattutto per rispetto di coloro a cui la vita è stata sottratta a causa di quest’ultimo. Tuttavia, se da un lato c’è il contagio “negativo”, quello raccontato tutti i giorni dai giornali e dai media, dall’altro, c’è il contagio “positivo”, quello della solidarietà, del senso di comunità. I mesi trascorsi in lock down hanno risvegliato in noi sentimenti che non sembravano più appartenerci, persi nella vita frenetica e ingabbiati nella routine martellante. Abbiamo (ri)scoperto un senso dell’essere insieme, di apprezzamento per le piccole cose e della condivisione.

Le difficoltà dei più deboli, acuite soprattutto del blocco delle attività produttive, hanno dato vita a tantissime esperienze di sostegno, su iniziativa delle associazioni di volontariato, nonché iniziative individuali o di piccoli gruppi. Abbiamo, inoltre, potuto riflettere su questioni importanti, che necessitano provvedimenti immediati: dalla debolezza di un sistema sanitario a cui sono stare sottratte risorse, agli allevamenti intensivi di animali, passando per la fragilità del sistema educativo. Un anno di risveglio, di consapevolezza: due elementi imprescindibili per una rinascita, una svolta, un cambiamento che deve avvenire subito.

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