World Martini Day: 6 trucchi per il cocktail perfetto

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Ieri, 19 giugno, ricorreva il World Martini Day. Parliamo del cocktail più famoso del mondo, che certamente non può essere preparato a caso.

Come celebrare il World Martini Day?

Tra i suoi estimatori c’è James Bond, che lo preferiva “agitato, non mescolato”. C’è Winston Churchill, che lo citava “Vorrei osservare il vermouth dall’altra parte della stanza mentre bevo il mio Martini”, alla domanda su quanto vermouth gradiva nel suo cocktail. Di seguito vedremo 6 trucchi per il Martini perfetto.


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Il mix è importante

A parlare è Alessandro Palazzi, bar manager del Dukes Hotel di Londra. Qui, si dice, Ian Fleming creava il tormentone del suo James Bond. “Sta tutto nella scelta degli ingredienti. Per il Martini perfetto, devi assicurarti che il bicchiere, la temperatura, il vermouth e lo spirito siano a posto. Lo spirito è la stella dello spettacolo, quindi scegli sempre il gin della più alta qualità che ti puoi permettere, se vuoi un Martini tradizionale. A me piace No.3 Gin, perché ha il perfetto equilibrio di ginepro, agrumi e spezie”.

Servire ghiacciato

Secondo Joe McCanta, ambasciatore del marchio della vodka Grey Goose, la nostra missione deve essere quella di raffreddare il nostro cocktail. “Tutto in un Martini deve essere freddo! Assicurati che il tuo spirito sia freddo, mantieni il tuo vermouth in frigo e, soprattutto, raffredda il tuo bicchiere. Mettere un Martini freddo in un bicchiere ghiacciato è come uno chef che serve la portata principale su un piatto caldo”.

Personalizzare il nostro Martini

È ancora Joe McCanta a spiegare. “Il Martini è il drink più personale ed è questo che lo rende così iconico: è un drink che puoi davvero creare da solo. Adoro la sua versatilità: un Martini wet con ghiaccio o una versione dry, con un tocco in più”. Per chi non lo sapesse, i termini “wet” o “dry” si riferiscono alla quantità di vermouth rispetto alla vodka o al gin utilizzati. Un classico Martini wet ha tre parti di vodka e una di vermouth.

Shakerato o mescolato, l’arduo dilemma

“C’è sempre la questione dello shakerato o mescolato, è la risposta è: fallo come preferisci” continua McCanta. “Un Martini shakerato diventa super freddo, ed è il migliore se hai intenzione di berlo corto e veloce. Un Martini mescolato invece ha una diversa luminosità, e soprattutto rimane freddo molto più a lungo, poiché è meno diluito: da provare se vuoi assaporarlo”.

Puntare alla giusta diluizione

L’ambasciatore senior per Bombay Sapphire Sam Carter sostiene che il segreto per un ottimo Martini è la giusta quantità di diluizione dai cubetti di ghiaccio. “Non troppo, non troppo poco. In genere, se riempi un grande mixing glass pieno di cubetti e aggiungi 10 ml di vermouth a 50 ml di gin, ti verrà richiesto di mescolare per circa 15-18 giri, e dovresti essere nel giusto ballpark di perfetta diluizione. Tuttavia, non lasciarlo troppo a lungo nel mixing glass, altrimenti continuerà a sciogliersi e sarà troppo diluito. Dovrai filtrare il cocktail in un bicchiere molto freddo, per mantenere fredda anche la bevanda e fermare la diluizione”.

Aggiungere o no la guarnizione?

La parola è ancora a Sam Carter. “Se hai una gustosa combinazione di vermouth e gin, non sempre hai bisogno di una guarnizione. Questo sarebbe noto come Martini nudo. Tuttavia, se ami le olive verdi o le cipolle da cocktail, puoi aggiungerle. Se ami gli agrumi, scegli tra una scorza di limone, lime, arancia o pompelmo rosa. Cerca solo di stimolare la tua creatività”.