Tumore al colon retto: da Torino arriva l’innovativa biopsia liquida

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La scoperta potrebbe aprire nuove strade al trattamento della malattia. Lo rivela lo studio clinico interventistico Chronos, coordinato dall’IRCCS Candiolo di Torino e dall’Ospedale Niguarda di Milano, con la collaborazione dell’Università degli Studi di Torino e dell’Università degli Studi di Milano e la partecipazione clinica dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, l’Istituto Oncologico Veneto di Padova e l’IRCCS Candiolo.

Come funziona la biopsia liquida

Per la prima volta i ricercatori hanno sperimentato lo strumento della biopsia liquida per monitorare in tempo reale l’andamento del tumore. La biopsia liquida, attraverso un semplice prelievo del sangue, è in grado di individuare le cellule tumorali che circolano nel flusso sanguigno rilevando la presenza di specifiche alterazioni del DNA tumorale che possono renderlo sensibile o resistente ai diversi trattamenti oncologici. Ne consegue la possibilità di evitare trattamenti inutili in pazienti sottoposti alla cura offrendo loro interventi più mirati ed efficaci. Il trial clinico CHRONOS è stato pubblicato il 1° agosto 2002 sulla prestigiosa rivista Nature Medicine.

Le parole di Alberto Bardelli

“Nei pazienti con tumore al colon-retto metastatico, molte terapie a bersaglio molecolare si basano su anticorpi monoclonali contro i recettori di crescita EGFR, che possono essere utilizzati solo in caso di pazienti senza mutazioni in RAS/BRAF. Sebbene la terapia risulti efficace, la maggior parte dei pazienti sottoposti a questo trattamento può sviluppare nel tempo resistenza al farmaco e la malattia progredisce. A questi pazienti è possibile somministrare una secondo ciclo di terapia, che consiste nel riprendere le terapie anti-EGFR dopo un periodo di sospensione, una volta che i geni mutati siano scomparsi e la malattia sia tornata sensibile al trattamento. La difficoltà, tuttavia, sta nel capire quando avviare un secondo ciclo”.

Queste le parole del professor Alberto Bardelli, co-autore dello studio dell’IRCCS di Candiolo Dipartimento di Oncologia e professore all’Università di Torino. Prima della sperimentazione della biopsia liquida, non era possibile stabilire tutto ciò se non in maniera empirica in base ad un intervallo di tempo statistico intercorso dalla precedente terapia.

L’impatto della medicina di precisione sulla qualità della vita dei singoli individui

“Nel complesso questo trial clinico rappresenta la prima integrazione della biopsia liquida all’iter di terapia in un tumore big killer come il carcinoma del colon-retto. Da una goccia di sangue è possibile decifrare la vulnerabilità a una terapia a bersaglio molecolare, e lo studio Chronos apre la strada a studi che raccolgano questa sfida emergente nell’ambito della medicina personalizzata. La cosa più importante che Chronos ha dimostrato è proprio l’impatto positivo della medicina di precisione sulla qualità della vita dei singoli individui. Nei malati con tumori molto avanzati preservare la qualità della vita è altrettanto fondamentale che identificare un trattamento che ‘cronicizzi’ il tumore. Avere uno strumento diagnostico che escluda trattamenti sicuramente inefficaci risparmia inutili tossicità e sofferenze” – conclude Bardelli.

L’importanza dei finanziamenti

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