Orban is the new Voldemort

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L’Ungheria di Orban ha approvato la legge anti pedofilia che contiene degli emendamenti contro la promozione dell’omosessualità tra i minori. La comunità Lgbtqi mondiale è in fermento. Tra l’elenco dei film attinenti alla propaganda gay vi è Harry Potter, Friends e il Diario di Bridget Jones, tra i più famosi.

Cosa dice la nuova legge ungherese?

Come riporta il Budapest Times, la nuova legge anti pedofilia è passata con 157 voti a favore e solo uno contrario, è parte di un disegno di legge più ampio che vieta la pornografia minorile. Sarà istituito un elenco dei pedofili e a questi sarà impedito di lavorare nei luoghi pubblici. Fino a qui tutto bene. Però, ieri, il Parlamento ha anche adottato una serie di emendamenti alla legge che discriminano direttamente le persone LGBT+. Gli emendamenti sono stati presentati dal partito di governo Fidesz ed appoggiate dall’estrema destra di Jobbik. Gli emendamenti introducono un divieto sulla rappresentazione e la promozione dell’identità di genere diversa dal sesso alla nascita, il cambiamento di sesso e l’omosessualità per le persone sotto i 18 anni.

Quali sono gli emendamenti della legge di Orban?

Per quanto riguarda l’educazione sessuale nelle scuole, il materiale non deve contenere nulla che miri a cambiare genere o a promuovere l’omosessualità. Nello specifico, la legge si spezzetta in 3 parti:

  1. Legge sulla protezione dei bambini. Il diritto di un bambino di identificarsi secondo il suo sesso alla nascita è tutelato dalla legge ma sotto l’egida del sistema di protezione dell’infanzia;
  2. Una legge sull’attività pubblicitaria commerciale e sui media che vieta la pubblicazione di contenuti che abbiamo espliciti contenuti pornografici, o che promuovano l’omosessualità o un’identità di genere diversa da quella del sesso alla nascita. Tali contenuti saranno qualificati come categoria V (inadatti ai minori), e la pubblicazione di tali contenuti sarà vietata pena intervento dello Stato;
  3. La legge sulla protezione della famiglia e la legge sulla pubblica istruzione. Tali argomenti non possono far parte dell’educazione alla sessualità, le scuole non possono invitare relatori esterni od ONG per l’educazione su cultura sessuale, vita sessuale, orientamento sessuale o sviluppo sessuale a meno che non ricevano una licenza speciale dallo stato per farlo. Partecipare a tale attività senza una licenza è classificato come un reato.

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Le violazioni di Orban alla legge europea sui diritti umani

Probabilmente l’Ungheria non vuole più stare in Europa. Perché gli emendamenti violano chiaramente una serie di leggi dell’Unione. Oltre che le norme internazionali sui diritti umani. In particolare, la giurisprudenza della Corte europea dei diritti umani, il Comitato dei diritti umani delle Nazioni Unite e la Carta dei diritti fondamentali dell’UE (articoli 11 e 21) e il Trattato sull’Unione europea (articoli 2 e 6). La logica conclusione è che Orban non consideri minimamente la minoranza Lgbti ungherese. Nonostante il Paese si continui a dichiarare una democrazia e non un regime fondamentalista cristiano.

Violazione della legge europea sui media

Il linguaggio discriminatorio introdotto nella legge sui media costituisce una chiara violazione della direttiva europea sui servizi di media audiovisivi (articoli 9, 30 e 51). La dialettica discriminatoria introdotta nella legge sulla pubblicità commerciale che costituisce una violazione della direttiva europea sulle pratiche commerciali sleali. Il linguaggio discriminatorio introdotto nella legge sulla pubblicità commerciale e nella legge sulla tutela della famiglia viola il diritto alla libera prestazione dei servizi e alla libera circolazione delle merci. Norma stabilita dal trattato sul funzionamento dell’Unione europea (articolo 19 in relazione all’articolo 26).


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La sordità dei parlamentari ungheresi

Il 14 giugno, la commissaria per il diritti umani, Dunja Mijatovic aveva invitato i parlamentari ungheresi a respingere la proposta di legge. Mijatovic ha, difatti, dichiarato che: “Vi esorto a rimanere vigili contro tali iniziative per far passare misure che limitano i diritti umani o stigmatizzano alcuni membri della società”. Purtroppo la Commissaria è stata ascoltata da solo 1 persona su 157. Le opposizioni liberali non si sono presentate in aula, boicottando la legge. La commissaria per i diritti umani ha, ulteriormente, dichiarato che: “Questo non è solo un affronto contro i diritti e le identità delle persone LGBTQI, ma limita anche la libertà di espressione e di educazione di tutti gli ungheresi. Ed è fuorviante e falso sostenere che gli emendamenti sono stati introdotti per proteggere i bambini”.

Orban ha mai pensato ad una legge a tutela delle persone LGBTQI?

Se una democrazia dovrebbe tutelare le minoranze, il caro Victor non lo fa. Il governo ungherese dovrebbe agire per proteggere i bambini LGBTQI attraverso campagne di sensibilizzazione e programmi scolastici. Il Budapest Pride riporta un sondaggio, di Ilga Europe, secondo cui tra le persone LGBTQI ungheresi il 42 per cento ha pensato al suicidio e il 30% lo ha tentato. La salute mentale dei giovani ungheresi è, quindi, a rischio. Sarebbe meglio consentire ai ragazzi di accedere ad un’educazione preventiva e un sostegno affermativo già durante il cammino scolastico piuttosto che eludere la realtà. I ragazzi hanno, infatti, il pieno diritto ad un’educazione che li aiuti a diventare persone sane e complete. Questo vuol dire aver accesso ad informazioni pertinenti e complete sulla sessualità e la vita familiare. Il governo, tramite questa legge, sta cercando di vietare quei corsi informativi e di sensibilità che potrebbero aiutare a combattere questi pregiudizi.


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I numeri del bullismo in Ungheria

Secondo uno studio condotto dalla Háttér Society, nel 2017, sull’ambiente scolastico nazionale, più della metà dei giovani LGBTQI si sentono insicuri a scuola a causa del loro orientamento sessuale. Mentre, il 37% a causa della loro espressione di genere. Quasi due terzi degli studenti LGBTQI sono stati molestati verbalmente per il loro orientamento sessuale e più della metà per la loro espressione di genere. Infine, il 13% degli studenti LGBTQI sono oggetto di abusi fisici a scuola. Sempre a causa del loro orientamento sessuale o identità di genere.

L’abbandono scolastico

Siccome l’ambiente scolastico non è accogliente, il previo ritiro dalla scuola è sproporzionatamente alto tra gli studenti che appartengono a minoranze sociali. Il fenomeno è stato reso possibile dall’abbassamento dell’obbligo scolastico da parte di Fidesz dai 18 ai 16 anni. La Commissione delle Nazioni Unite per i diritti dell’infanzia era speranzosa, ad inizio 2020, nei confronti dell’Ungheria. Infatti, si aspettava che il Paese di Orban dei passi in avanti attraverso una legge che ponesse fine alla discriminazione e alle molestie nelle scuole. Il governo, con questa nuova misura, abbandonerebbe i giovani LGBTQI. Per loro sarebbe impossibile accostarsi ai programmi che promuovono la sensibilità e l’accettazione. Uno stato democratico dovrebbe proteggere proteggere tutti i bambini, senza alcuna discriminazione.

La legge di Orban e il malsano esempio russo

L’emendamento di Orban ricorda in modo inquietante la legge di propaganda russa. Lo stile di Orban prende esempio, dal grande maestro e amico di lunga data Vladimir Putin. E trae ispirazione dal nuovo amico Xi Jinping. Nel 2013, la Russia ha approvato la legislazione nota come legge sulla propaganda. Questa legge oltre che incitare all’odio e alla rabbia contro la comunità LGBTQI, che rende impossibile il lavoro scientifico sull’omosessualità e l’identità transgender. L’omo e la transfobia hanno continuato a crescere nel paese dall’entrata in vigore della legge. Le persone LGBTQI non possono nemmeno menzionare pubblicamente il loro orientamento sessuale o la loro identità di genere. Questo ha aumentato lo stigma, gli stereotipi e l’invisibilità che circondano le minoranze sessuali e di genere. In aggiunta vi è anche l’aumento del numero dei tassi di suicidio tra gli individui LGBTQI.

Non esistono quindi non ci sono problemi

In Cecenia, che ricade sotto l’amministrazione russa, le persone gay sono perseguitate dal 2017 su ordine dello Stato. La polizia e altre autorità cercano, costantemente, le persone LGBTQI per poi rapirle e torturarle. Il presidente ceceno nega l’esistenza di qualsiasi attività incentrata sullo sterminio sistematico delle persone LGBTQI. Sostenendo che non ci sono persone LGBTQI in Cecenia, il che significa che nemmeno loro possono essere perseguitate. La Corte europea dei diritti dell’uomo (ECtHR) di Strasburgo ha stabilito nel 2017 che la legge russa sulla propaganda viola il diritto europeo, gli articoli della Convenzione europea dei diritti dell’uomo sulla libertà di espressione e sulla non discriminazione. In Cina, i membri della comunità LGBTQI vengono mandati nei campi di lavoro forzato, ma di fatto vi vengono mandati anche gli uiguri, i cristiani e chiunque altro non sia gradito allo Stato. 

Riflessione sulla demos-magia

La correlazione tra l’omosessualità e Harry Potter mi appare, alquanto, misteriosa. Anche perché non ricordo scene omosessuali o pornografiche a parte alcuni casti baci. Proviamo ad arrivarci, forse Orban, come Lord Voldemort vuole portare nel regno di Ungheria l’oscuro disegno di un unico tipo di magia possibile. La magia oscura. Ed evocare il potere nelle suoi mani a dispetto delle diverse moltitudini colorate di maghi del regno. Tali maghi erano capitanati dal giovane studente Harry Potter, il quale dopo un arduo scontro a colpi di bacchetta con l’avversario riesce a sconfiggere l’Oscuro Signore. Harry era protetto dall’amore di sua mamma Lily e guidato da una grande fiducia nelle sue capacità. Forse Harry Potter, nella visione dell’oscuro Orban, raffigura qualcosa di più di un rappresentante dell’identità omosessuale. E’ più probabile simboleggi la ribellione all’ordine precostituito. Era così bella la magia o qualsivoglia chiamarla democrazia.