sabato, Aprile 20, 2024

Le pettole salentine: gusto e tradizione

Andiamo nel salento per conoscere questa ricetta della cucina povera. É cosa nota a tutti i buongustai che la cucina povera, così tanto povera non è, soprattutto nel gusto. É proprio il caso delle pettole salentine, una di quelle ricette nate per uno sbaglio. La tradizione racconta tante storie sulla nascita di questo piatto. Io riporto quella che sembra più veritiera. Una massaia salentina preparò il pane e lo lasciò a lievitare, era novembre, il giorno della festa di Santa Cecilia. Nel paese della massaia, con il finire di novembre ed in onore alla Santa cominciavano dei festeggiamenti che portavano dritti al Natale. I zampognari passavano per le strade suonando le cornamuse e la massaia si distrasse più del dovuto. Risultato? L’impasto del pane andò oltre la lievitazione. Ma la massaia non si scoraggiò e creò le pettole salentine.

Come si realizzano le pettole salentine?

Questa ricetta, seppur salentina è nota in tutta la Puglia, in ogni provincia prende una denominazione diversa. Il nome pettola, viene dal dialetto “pittula” che si ricollega, per la forma alla classica “pitta”. In altre regioni, esistono varianti simili come la Sicilia e la Calabria dove si chiamano pasta fritta, in Emilia gnocco fritto, seppur questa ricetta salentina ha una sua particolarità nella realizzazione. Ma vediamo la ricetta.

Ingredienti per le pettole

  • 200 gr. di farina 00
  • 800 gr. di farina di semola
  • 600 ml di acqua
  • 25 gr. di lievito di birra
  • vino bianco q.b.
  • sale
  • olio di semi di girasole
  • tempo di preparazione per la ricetta: 2 ore
  • tempo di cottura: 30 minuti
  • dosi per 10 persone

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Preparazione

Sciogliere il lievito in poca acqua tiepida. Preparare le due farine in una ciotola, aggiungere il sale, il lievito e l’acqua e cominciate a impastare. Lavorare con le mani fino a quando il composto non risulti morbido, elastico e uniforme. A questo punto lasciar riposare coperto da un canovaccio nel forno della cucina, spento. Quando l’impasto si sarà raddoppiato, stendere la pasta su una spianatoia, poi bagnarsi le mani nel vino bianco e strappare piccoli quadrotti di pasta, allungandoli con le mani. Scaldare l’olio, deve essere bollente quando immergerete i pezzi di pasta dentro, salare e rigirarli quando prendono colore. Ecco che questi piccoli bocconcini, che si possono anche imbottire, sono pronti. Come aperitivo o come antipasto sono ottimi.

Cate Madapple
Cate Madapple
"Scientia potentia est: sapere è potere" è questo il mantra del giornalista che ad ogni nuovo giorno sa di sapere un po' di più.

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