Laura Grisi e l’incommensurabile al Muzeum Susch

L'esposizione è un omaggio al talento della fotografa morta nel 2017

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Laura Grisi
L'artista

Muzeum Susch presenta “The measuring of time”, la prima retrospettiva museale di Laura Grisi (1939 – 2017) dopo la sua scomparsa. Un evento che l’Archivio dell’artista e la Galleria P420 di Bologna hanno organizzato congiuntamente. Aperta da oggi, prosegue fino a dicembre.


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Chi è Laura Grisi?

Nata a Rodi, in Grecia, nel 1939, formatasi a Parigi e vissuta tra Roma e New York, Laura Grisi trascorre lunghi periodi in Africa, Sud America e Polinesia. L’esperienza in paesi stranieri segnare la sua pratica, portandola alla ricerca di un pensiero cosmico o una “scienza del concreto”. Fa della fotografia il proprio linguaggio primario, ma poi passa a una pittura definita “variabile” con pannelli scorrevoli e tubi di neon. Si cimenta anche nelle installazioni ambientali dinamiche in cui riproduce artificialmente fenomeni naturali. Approda infine a una forma verbale descrittiva e al linguaggio matematico come strumento concettuale. Esplora quindi i meccanismi della percezione e della conoscenza umana.

Il contributo di Laura Grisi all’arte

Il lavoro dell’artista è difficilmente inquadrabile in una sola tendenza degli anni Sessanta e Settanta. Si tratta comunque di uno dei casi più originali e personali di arte concettuale (sensoriale e mentale allo stesso tempo) e di pensiero diagrammatico. La riflessione di Grisi infatti prende forma sia attraverso icone che attraverso rappresentazioni visive. L’artista incarna un soggetto femminile apolide e nomade che sfida le politiche dell’identità e l’unidirezionalità del tempo. Il talento cerca di rendere l’ampiezza, la molteplicità dell’universo, ma partendo da vincoli e limiti linguistici e semiotici. Ha quindi un’attitudine vicina al Noveau Roman, al cinema della Nouvelle Vague e al gruppo francese Oulipo. La tensione tra macro e microscala, tra i dati e il possibile la porta a pensare al minimo, al marginale, al grado zero. Sembra quasi che l’incommensurabile sia sempre il dato ultimo, l’esito imprevisto di un infaticabile processo di misurazione.

Muzeum Susch:

‘Museo laboratorio’ di nuova concezione, il Muzeum Susch, inaugurato nel gennaio 2019, è fondato e creato da Grażyna Kulczyk. L’imprenditrice polacca ha realizzato dei progetti che hanno dato vita a innovative piattaforme per il dialogo tra le arti e altri linguaggi. Il centro culturale ha sede all’interno di un ex monastero e birrificio del XII secolo a Susch, una piccola città della valle dell’Engadina, sulle Alpi svizzere. Il poliedrico progetto comprende oltre 1.500 m2 di spazi espositivi.

La mostra “The measuring of time”

Il titolo dell’esposizione è tratto da un film in 16mm in cui l’artista sola su una spiaggia è impegnata in un’impresa oltre il tempo. Presenta opere conservate in Istituzioni pubbliche e collezioni private e documenti della ricerca e dei viaggi di Ghisi. La mostra è l’occasione per ricostruire i nove ambienti dei fenomeni naturali, mai riallestiti dalla fine degli anni Sessanta. Accompagna la mostra una pubblicazione sul lavoro di Laura edita da Jrp editions. La prima monografia completa della fotografa testimonia la singolarità e la visione innovativa dell’artista italiana all’interno della storia dell’arte contemporanea.

Immagine da cartella stampa.