La ketamina: potrebbe attenuare la dipendenza da alcol?

0
560

I dati sul consumo di alcol sono abbastanza allarmanti, in tutto il mondo. Ma sembra che un anestetico dissociativo, la ketamina, possa aiutare ad alleviare la dipendenza.

La ketamina è davvero efficace?

L’alcol rappresenta da solo la percentuale del 4% di decessi, e il 5% del carico di malattie. I trattamenti per l’alcolismo esistono, ma la loro efficacia è limitata, e spesso le persone tendono a ricadervi.


Nebbia cerebrale: da cosa è causata e come superarla


Terapia combinata

L’interesse per la ketamina è gradualmente aumentato nel corso dell’ultimo decennio. Generalmente viene utilizzata per indurre l’anestesia chirurgica, ma può avere un ulteriore impiego per contrastare l’alcolismo, in combinazione con la psicoterapia. Molte cliniche in tutto il mondo offrono infusioni di ketamina, per aiutare i pazienti a superare l’astinenza e ridurre i sintomi psichiatrici. Ma non tutti sono concordi sul suo utilizzo: infatti si tratta di una vera e propria droga, in grado di rendere le persone rilassate ed euforiche. E in molti tendono ad abusarne.

Psicoterapia e ketamina

La prima clinica di psicoterapia con terapia combinata è sorta nel Regno Unito, a Bristol, soltanto di recente, e si chiama Awakn. Naturalmente è gestita da professionisti qualificati: un medico, uno psichiatra, uno psicologo, diversi ricercatori. Con 8.300 dollari i pazienti hanno diritto ad un corso di nove sessioni di psicoterapia, tre delle quali incorporano infusioni di ketamina a basse dosi. La rivista online Discover ha fatto due chiacchiere con il team della clinica.

La ketamina è sicura?

A questa domanda ha risposto la ricercatrice scientifica Celia Morgan, a capo della psicoterapia presso Awakn. “Se usata correttamente, la ketamina è molto sicura. Viene somministrata quotidianamente nei reparti di Pronto Soccorso di tutto il mondo durante interventi chirurgici minori. Usiamo la ketamina a dosi molto più basse di quelle usate come anestetico. E tutti i pazienti sono attentamente selezionati e completamente monitorati, poiché la sicurezza è una priorità”.

Una questione etica

Un altro quesito da affrontare è sicuramente quello della dipendenza, ma del tutto irrilevante sempre secondo la dottoressa, perché il trattamento è a breve termine. “Questo è il motivo per cui pensiamo che il pacchetto di terapia più ketamina sia così importante: fornisce un contenitore sicuro per queste esperienze, e i pazienti capiscono che il farmaco funziona con la terapia. Dopotutto, il farmaco è un catalizzatore, ma la terapia è il luogo in cui avviene veramente la guarigione” sostiene.

Paralleli con l’LSD

“È interessante notare che Bill Wilson, il co-fondatore di Alcolisti Anonimi, ha effettivamente preso in considerazione l’inclusione dell’LSD nel programma, ma è stato dissuaso. Da allora, sono stati antidroga, anche se i membri possono assumere antidepressivi. Se possiamo vedere la ketamina come una medicina, come dovremmo, allora forse il suo uso non sarebbe considerato così problematico” osserva ancora la dottoressa Morgan.

Risultati recenti

Nonostante queste rassicurazioni, qualche dubbio rimane. L’American Society of Ketamine Physicians, Psychotherapist and Practitioners, ad esempio crede che la terapia con la ketamina non sia la soluzione a tutti i problemi di alcolismo. Infatti, fino allo scorso anno soltanto due studi ne certificavano la validità. Un primo accenno in tal senso era stato fatto in Russia, negli anni 80, ma erano i partecipanti a decidere se essere assegnati al gruppo ketamina o di controllo.

Lo studio russo

In questo studio, i pazienti che avevano scelto il farmaco erano sottoposti a tre trattamenti per via endovenosa combinata con la psicoterapia. I risultati sono stati incoraggianti: il 66% dei pazienti era astinente un anno dopo. Da ciò ne derivava un’unica conclusione: l’astinenza era il prodotto dell’effetto antidepressivo del farmaco, e della capacità di migliorare l’apprendimento di nuove informazioni. In sostanza, stimolerebbe la crescita di neuroni e sinapsi nel sistema nervoso.

Effetti dimostrati

“Dal 2016 al 2020, lo studio KARE dell’Università di Exeter ha testato l’impatto della ketamina sul disturbo da uso di alcol. Ha misurato la percentuale di giorni di astinenza e recidiva di 96 partecipanti a sei mesi, insieme a sintomi depressivi, desiderio e qualità della vita. Lo studio finanziato dal Medical Research Council ha dimostrato che una combinazione di ketamina e terapia dimostra una chiara capacità di migliorare la vita delle persone alle prese con problemi di alcol, riducendone il consumo nel periodo di sei mesi” ha aggiunto la dottoressa Morgan.

Speranze per il futuro

La dottoressa Morgan conclude affermando che la terapia combinata con la ketamina sarà la vera area di crescita, poiché i farmaci hanno effetti sicuri e duraturi. Quanto ai risultati concreti, sarà soltanto il tempo a dirlo.