martedì, Giugno 18, 2024

Ipertensione e cerebropatie: goal della scienza?

Uno dei marchingegni che l’uomo anela a inventare è la macchina del tempo. Un oggetto che ci permetterebbe di viaggiare ne corso dei secoli. Di guardare ciò che abbiamo già vissuto. Vedere quelle epoche nelle quali la nostra essenza era ancora assente. E chissà, magari dare una sbirciata al divenire. Se ammirare il passato avrebbe la valenza di sfogliare un album di ricordi, non possiamo dire lo stesso sull’osservare il futuro. Quest’ultima possibilità, potrebbe rivelarsi rivoluzionaria da più punti di vista. In fondo, la vita rappresenta un confuso susseguirsi di eventi. Nel corso di questo cammino s’incontrano persone, se ne lasciano altre. Un giorno si ha la sensazione di essere all’inferno, un altro sembra di toccare il cielo con un dito. Infatti, fornire previsioni per quel che sarà potrebbe addirittura salvarci la vita. Esiste una correlazione fra ipertensione e cerebropatie? Lo racconta un recente studio pubblicato sull‘European Heart Journal.

Ipertensione e cerebropatie: cosa dicono gli esperti?

Non è una novità. Un accurato studio dell’organismo umano può svelarci una miriade di segreti. Tenere sotto controllo i parametri vitali di questa macchina perfetta ci apre scrigni colmi di pietre preziose. La ricerca che prenderemo in esame in quest’articolo, rappresenta la conferma di questo scenario. I professionisti hanno considerato 37.041 pazienti, compresi in una fascia d’età fra i 40 e i 69 anni. Inoltre, i partecipanti disponevano d’informazioni mediche, tra cui le scansioni cerebrali MRI. La meta principale dei medici: scovare un'”iperintensità della sostanza bianca” (WMH). Questa caratteristica comporta una compromissione dei vasi sanguigni a livello cerebrale. Di conseguenza, si riscontra un flusso ematico più difficoltoso. Questa condizione può condurre a numerosi danni. Tra questi raffigurano ictus e altre disabilità a carico del sistema cardiocircolatorio, oltre che problematiche del sistema nervoso.

La chiave di questo studio, sta nell’aver confermato la correlazione fra WMH e danno cerebrale. In particolare, stiamo parlando di malattie neurodegenerative. La più nota nonché quella maggiormente diffusa è il morbo d’Alzheimer. Tuttavia, esistono anche altre patologie neurodegenerative simili a quest’ultima. Stiamo trattando di problemi non facili da trattare. E soprattutto, che conducono a un punto di non ritorno. Una vittima di demenza viene colpito nella sua più profonda essenza. È come se una gomma cancellasse in maniera permanente la vita che ha vissuto. Rimpiazzando il cammino percorso con una strada scoscesa e a senso unico. Ecco perché ogni passo avanti verso la comprensione di questo mostro rappresenta una vittoria per l’intera umanità. Lo studio ha altresì considerato altre patologie presenti o pregresse dei partecipanti, nonché i loro stili di vita. Si stima che chi conduce un’esistenza più salubre riscontri meno rischi di sviluppare cerebropatie o altre problematiche.

Come funzionano il circolo ematico e la pressione sanguigna?

In maniera poetica, facciamo sovente corrispondere il cuore all’organo delle emozioni. Della vita, dei sentimenti. Per quanto ciò possa dirsi una versione romanzata della realtà, contiene comunque una nota di verità. Senza il battito di quest’organo nessuno di noi avrebbe vita. E’ infatti bene conoscerlo al meglio, al fine di poterci prendere cura di esso in maniera adeguata. Tuttavia, quella che seguirà non sarà che una spiegazione parecchio semplificata di questa parte anatomica e fisiologica umana.

Ipertensione e cerebropatie: conosciamo meglio il cuore e la circolazione sanguigna

Quest’organo è situato in una cavità toracica chiamata mediastino. È formato principalmente da quattro camere. Due superiori dette atri e due inferiori, i ventricoli. Il ciclo cardiaco si svolge in due fasi principali, la sistole e la diastole

  • Diastole: è la fase di rilassamento del cuore. Durante questo processo le quattro cavità cardiache si riempiono di sangue.
  • Sistole: è la fase di contrazione di quest’organo, e si divide a sua volta in altre due processi. Si comincia con la sistole atriale. Durante quest’ultima, gli atri si contraggono permettendo il riempimento sanguigno dei ventricoli. Segue la sistole ventricolare, ossia la fase di contrazione dei ventricoli. A questo punto, il sangue viene spinto all’interno delle arterie polmonari e dell’aorta. Ed ecco che questa linfa vitale va a nutrire tutto l’organismo. Irradiando di luce ogni singolo spazio come un raggio solare.

Pressione sanguigna

La correlazione fra ipertensione e cerebropatie ci fa riflettere sul significato della pressione sanguigna. Con questo termine, indichiamo la forza esercitata dal sangue sulle pareti dei vasi sanguigni, generata dall’azione pompante del cuore. Si misura a livello di un’arteria del braccio e si esprime in millimetri di mercurio (mmHg). Il suo valore massimo corrisponde alla sistole cardiaca, dunque alla fase di contrazione. Al contrario, la cosiddetta minima è segnata dalla sistole, quindi il rilassamento cardiaco. I valori standard per un adulto sano sono compresi tra gli 80 e i 120 mmHg. Si parla di ipertensione quando la diastolica supera i 90 mmHg e la sistolica i 130 mmHg. Ad ogni modo, ogni individuo è diverso. Dunque, prima di creare allarmismi lasciamo che sia il nostro medico a trarre conclusioni e prendere decisioni. Rammentiamo che l’autodiagnosi non è mai una strada da imboccare. Prendiamoci cura di noi stessi, attraverso mani esperte.



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