Il Veganuary è il nuovo trend del momento: ecco perché

Gennaio sta volgendo al termine. Tuttavia, certe sfide non conoscono scadenza.

0
320
Il Veganuary è il nuovo trend del momento: ecco perché

Gennaio. Mese di nuovi inizi. Di speranze rinnovate e promesse da mantenere. C’è chi usa cominciare il primo periodo dell’anno con i famigerati buoni propositi. I quali, in genere, vertono al miglioramento della propria esistenza. Perché dunque, non mettersi in gioco unendo quest’ultima al benessere altrui? Proviamoci. Col Veganuary.

Veganuary: di che cosa si tratta?

Correva l’anno 2015, quando in Inghilterra nacque quest’iniziativa, dall`omonima associazione. Il nome unisce il termine “Vegan“ e il lemma “January“.Da allora, gennaio cambia i suoi abiti. Da mese tradizionamente in bilico tra feste e nuovi inizi, comincia a indossare vestiti nuovi. Ad agghindarsi di consapevolezza e prospettive differenti. A differenza di quanto si possa pensare, il Veganuary non nasce con l`intento di convertire le masse. Né, tanto meno, con quello di porre in conflitto opinioni contrastanti. Piuttosto, ci troviamo di fronte all`intento d`accrescere la sensibilità e la consapevolezza degli essere umani. Senza puntare il dito contro nessunə.

Di fatto, quando si parla di veganismo è facile fare confusione. Spesso, si tratta l`argomento con superficialità. Considerandolo come una sorta di setta costruita su fanatismi. Tuttavia, la realtà è ben diversa. Per quanto si possa più o meno concordare su questa scelta, le ragioni che la motivano meritano comunque di essere ascoltate. Da queste, possiamo di conseguenza comprendere le radici del Veganuary.

Benessere animale

Chiunque, almeno una volta nella vita, pronuncia la frase “Io amo gli animali“. Tuttavia, non sempre ci fermiamo a riflettere sul significato di tali parole. Quando una persona diventa vegana, di solito accade un cambiamento nella propria mente. Come se, a un tratto, una nuova lampadina s`illuminasse. Si tratta di una connessione alla quale si comincia a fare caso. Ed ecco che il pensiero diviene cristallino. Comprendiamo che la carne di cui ci si ciba possedeva un cuore. Due occhi. Un`anima. La capacità di soffrire. Perciò, perché non provare a escludere gli esseri che tanto diciamo di amare dalla propria alimentazione? Almeno per un periodo, s`intende.In fondo, tentar non nuoce.

Proteggiamo l`ambiente

La salvaguardia del pianeta Terra, ad oggi, è fortunatamente un problema sul quale si tende a sensibilizzare parecchio. Sono molte le azioni che possiedono un impatto sul terreno che calpestiamo. Tra queste non manca l`alimentazione. Una dieta prevalentemente vegetale comporta infatti un`influenza minore rispetto a uno stile di vita onnivoro. Facciamo qualche esempio. Per produrre un chilo di manzo possono occorrere fino a centomila litri d`acqua. Contro i novecento che ne servono per la resa di un chilo di frumento. Oltre che i duemila necessari per un chilo di soia. Questo dato ci è fornito da uno studio americano sulle risorse d`acqua. Tale ricerca ha avuto inizio nel 1997. Le ricercatrici e i ricercatori che gli hanno dato vita sono David Pimentel, James Houser, Erika Preiss e Omar White. Non dimentichiamo inoltre l`effetto serra.

La FAO, nella relazione “Livestocks` long shadow” presentata il 29 novembre 2006, afferma che il bestiame produce circa il nove per cento del principale gas serra: il biossido di carbonio. Ed è responsabile di alte emissioni di altri importanti gas serra: il 35-40% delle emissioni di metano e il 65% di quelle di ossido di azoto. Quest`ultimo è circa trecento volte più dannoso del CO2, per il riscaldamento globale. Le emissioni totali di gas serra causate dal settore zootecnico sono pari al 18% del totale dovuto alle attività umane. Tale percentuale può considerarsi simile all`impatto dell`industria. E, soprattutto, maggiore dell`intero settore dei trasporti. Per non parlare di altri fattori meno conosciuti. Come la deforestazione di molte aree geografiche, tra cui la foresta pluviale. Quest`ultima viene deforestata al fine di ottenere pascoli per i bovini. I quali sono destinati a diventare carne consumata in occidente.


Veganuary 2022: cosa sapere sulla sfida vegana di un mese


Veganuary: il gioco vale la candela

Come si suol dire: tentar non nuoce. Provare ad alimentarsi senza alcun prodotto animale potrebbe rivelarsi difficile. Questo però, solo idealmente. Non a caso, questo tipo d`alimentazione vi farà venire a conoscenza di nuovi sapori. Oltretutto, anche l`Italia può ormai considerarsi un paese molto fornito, per quanto riguarda i prodotti vegani. Sfatiamo dunque il mito del vegano costretto a cibarsi di sola insalata per tutta la vita. Al contrario, vi sorpenderete di quanto sia facile ricreare piatti tradizionalmente onnivori in chiave vegan. E di quanti alimenti “misteriosi“ incontrerete. Naturalmente, il Veganuary non possiede un`esclusività. Se sentiamo che gennaio non è il mese nel quale possiamo metterci in gioco, proviamo in un altro periodo. Magari, per una durata anche inferiore a un mese.

E la salute?

C`è chi propina l`alimentazione vegetale come la soluzione a tutti i mali. Si tratta, però, di una falsa polarizzazione. Di certo, ci sono espertə della sanità che riconoscono i benefici di tale stile di vita. Ciononostante, non possiamo fare di tutta l`erba un fascio. Come ogni dieta alimentare, anche quella vegana deve essere eseguita in maniera corretta. Resta quindi fondamentale informarsi. E, se possibile, farsi seguire da unə nutrizionista. La nutrizione vegana non rappresenta, dunque, alcun rimedio miracoloso. Tuttavia, se praticata attentamente, si può applicare in qualsiasi fase della vita. Naturalmente, ogni caso è a sé. Se si soffre di una qualche patologia organica, è bene confrontarsi col proprio medico, invece di attuare un cambiamento repentino.

Sento che tutto questo non fa per me: sono un mostro?

Assolutamente no. Diffidate da chi vi addita come colpevoli per via della vostra alimentazione. Per quanto le motivazioni del veganismo siano fondate, non possiamo considerare questa scelta come un cambiamento da poco. Cambiare non richiede un battito di ciglia. Al contrario, necessita di una cura costante. Di motivazione ed energie. Se non sentiamo che passare a un`alimentazione vegetale non fa per noi, non giudichiamoci. Consideriamo che l`oceano è composto da tante piccole gocce. Ognuna di queste è fondamentale. Dunque, pensiamo ai minimi gesti. Cominciamo a limitare il consumo di carne e derivati. Magari proviamo a cucinare i nostri piatti preferiti in versione vegana. Concediamoci di provare qualche prodotto vegetale mai assaggiato prima. Ognuna di queste azioni è enormemente importante. E poi, chissà. Quelle molecole d`acqua quasi impercettibili potrebbero costituire un oceano da esplorare.


Essere Animali: consigli per il Vegaanuary