Esistenzialismo e oltre: dieci frasi di Franz Kafka

I Diari e i Quaderni di Franz Kafka. Una lettura dei pensieri dello scrittore praghese

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esistenzialismo

Esistenzialismo probabilmente è ciò che pensiamo per prima cosa se dovessimo collocare Franz Kafka in una specifica corrente letteraria. Esistenzialismo è giusto ma non sufficiente. Infatti Kafka ha scritto anche parole romantiche, realistiche, surrealistiche. Queste parole non hanno tempo e vanno al di là di ogni interpretazione.

Nelle opere di Kafka oltre alle parole troviamo anche emozione, dolore, esasperazione, mistero. Troviamo fatti di vita quotidiana e tensioni oniriche. Cogliamo la scrupolosa attenzione dello scrittore raffinatissimo. Non solo, assistiamo alla vita di un pensatore sempre alle prese con l’esistenza e le sue contraddizioni.

Esistenzialismo di Kafka

Esistenzialismo e oltre: Kafka tra realtà e psiche

Kafka, letterato boemo e autore di celeberrimi romanzi quali Il Castello, America e Il Processo. Ha custodito i suoi pensieri più reconditi nei Diari, Quaderni e Confessioni. Ha dato alla luce meravigliosi carteggi, famosi in tutto il mondo.

Nell’esistenzialismo di Kafka si intrecciano realtà storica, realtà psichica, ragione e cuore. Questa situazione ci coinvolge e fa dello scrittore un abitante della nostra coscienza. La narrativa del romanziere praghese autorizza una molteplicità di comprensioni. Anzi egli non si esaurisce mai in ciò che è suscettibile di spiegazione.

Esistenzialimo in letteratura

Esistenzialismo in letteratura: dieci citazioni di Franz Kafka

Dieci citazioni di Franz Kafka. Dieci pensieri per ricordare uno scrittore importante e prezioso. Parole prese dai Diari e Quaderni, quindi parole rubate ai fogli più intimi del romanziere.

“Si può ritenere che la meraviglia della vita sia sempre a disposizione di ognuno in tutta la sua pienezza, anche se essa rimane nascosta, profonda, invisibile, decisamente lontana. Tuttavia c’è, e non è né ostile e né ribelle. Se la si chiama con la parola giusta, con il suo giusto nome, essa arriva. Questa è l’essenza dell’incantesimo, che non crea, bensì chiama”.

“Un angelo vestito di panni d’un viola azzurro, cinto di cordoni d’oro, con grandi ali bianche dal fulgore di seta, la spada librata orizzontalmente nella mano sollevata. L’emozione è grande: un angelo, dunque, pensai. Tutto il giorno vola verso di me e io scettico come sono non lo sapevo. Adesso mi parlerà”.

“Un’immagine della mia esistenza sarebbe una pertica inutile, incrostata di brina e neve, infilata obliquamente nel terreno, in un campo profondamente sconvolto, al margine di una grande pianura, in una buia notte invernale”.

Inquietudine e disincanto kafkiani

“Non lasciare che il male ti faccia credere che tu possa avere dei segreti verso di lui”.

“Non è necessario che tu esca di casa. Rimani al tuo tavolo e ascolta. Non ascoltare neppure, aspetta soltanto. Non aspettare neppure, resta in perfetto silenzio e solitudine. Il mondo ti si offrirà per essere smascherato, non ne può fare a meno, estasiato si torcerà davanti a te”.

“La giovinezza è felice perché ha la capacità di vedere la bellezza. Chiunque sia in grado di mantenere la capacità di vedere la bellezza non diventerà mai vecchio”.

“Ho un’esperienza e non scherzo dicendo che è un mal di mare in terra ferma”

“La mia paura è la mia essenza. Probabilmente la parte migliore di me stesso”.

da I Quaderni di Franz Kafka

“La storia degli uomini è un attimo fra due passi di un viandante”.

“Conosci te stesso non significa: osservati. Osservati è la parola del serpente. Significa: fatti padrone delle tue azioni. Ma tu lo sei già, sei padrone delle tue azioni. Questa frase, pertanto, significa: ignorati! Distruggiti! Dunque una cosa cattiva. E solo chi si china profondamente ne ode anche il messaggio buono, che dice: “Per fare di te stesso quello che sei”.

Franza Kafka ha compreso il suo mondo e anche il nostro. Con una terribile chiaroveggenza ha stupito il mondo. Letteralmente ha colto tutto quello che la realtà si ostinava a nascondere. Leggerlo è amore e malinconia, felicità e ansia. La sua penna ci accarezza e ci ferisce. Il suo esistenzialismo è il nostro esistenzialismo.

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