Elezioni parlamentari russe non sono state “trasparenti”

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Il risultato del voto alle elezioni parlamentari russe sta facendo discutere. Il Cremlino ha messo da parte qualsiasi parvenza di regole democratiche. Centinaia di oppositori sono stati bloccati, gli osservatori internazionale ostacolati e i media repressi. L’opposizione ha ora accusato le autorità russe di aver manipolato i risultati. Sotto accusa c’è il voto online, che per l’opposizione è stato manipolato per assegnare la vittoria al partito Russia Unita del presidente Vladimir Putin.

Elezioni parlamentari russe: cos’è successo?

Dopo la proclamazione della vittoria di Russia Unita, il partito del presidente Vladimir Putin, gli USA hanno accusato la Russia di aver svolto elezioni “non trasparenti”. Ma non è solo Washington ad accusare Mosca. Anche l’opposizione punta il dito contro le elezioni. L’opposizione ha infatti accusato le autorità di brogli. Il Cremlino ha ribattuto dicendo che il voto è stato “libero e equo”, affermazione subito contestata dall’opposizione. L’opposizione si è scagliata contro il voto online, che secondo loro è stato manipolato. I primi risultati mostravano che il partito di Putin aveva perso terreno in molti seggi. Ma quando sono usciti i risultati dei voti online tutto si è ribaltato.  A Mosca ad esempio i candidati pro-Cremlino sono stati dichiarati vincitori in tutti i 15 distretti.

Le accuse lanciate da Navalny

Il principale oppositore del Cremlino, Aleksej Navalny, che attualmente si trova in carcere, in un post su Instagram ha affermato che i risultati online di norma vengono pubblicati all’istante, ma quest’anno invece ci sono volute ore prima della pubblicazione. A Mosca le autorità hanno annunciato i risultati del voto online 14 ore dopo la chiusura delle urne. Secondo Navalny, i dati offline mostravano che i candidati dell’opposizione avrebbero conquistato 12 seggi su 15 a Mosca e 7 su 8 a San Pietroburgo.

Il candidato del partito comunista contro il voto online

Mi rifiuto di riconoscere come legittima questa Duma di Stato“, ha scritto su Twitter Yevgeny Roizman, ex sindaco di Ekaterinburg e figura di spicco dell’opposizione. Il candidato del partito comunista, Mikhail Lobanov, che si è visto strappare il seggio al parlamento dopo la sospetta manipolazione del voto online, ha affermato che vuole ricorrere, protestare e fare annullare la decisione. Lobanov, 38enne matematico che si definisce “democratico socialista”, era avanti 11 mila voti rispetto al rivale prima che il risultato venisse ribaltato.  


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