Elezioni parlamentari in Russia: vince il partito di Putin

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Si sono concluse le elezioni parlamentari in Russia tra repressione e l’ombra di brogli. Con l’80% delle schede scrutinate il partito del presidente Vladimir Putin, Russia Unita, ha ottenuto il 49% dei consensi ed è vicino a conquistare la maggioranza costituzionale alla Duma. Boom di voti per il Partito Comunista che ottiene quasi il 20% dei consensi.

Elezioni parlamentari in Russia: cos’è successo?

Si sono concluse le elezioni in Russia con un’affluenza del 45%. Il partito Russia Unita del presidente Vladimir Putin ha vinto le elezioni parlamentari, secondo gli ultimi dati fornita dalla Commissione centrale elettorale. Con lo spoglio all’80,1% il partito di Putin ha il 49,42% dei consensi ed è vicino a conquistare la maggioranza costituzionale alla Duma, la Camera bassa del parlamento. Secondo i risultati, il Partito Comunista è secondo con il 19,28% seguito dal Partito Liberal Democratico (7,55%). I socialdemocratici di Russia Giusta (7,54%) e la nuova formazione Nuovo Popolo (5,77) hanno superato la soglia del 5% necessaria per entrare nella Camera. Party of Growth ha ottenuto il 2,53%, la Piattaforma civica l’1,33% e Yabloko l’1,1%. I restanti partiti hanno ottenuto meno dell’1% dei voti.

L’opposizione denuncia brogli

In tutto il Paese si sono moltiplicate le denunce dei brogli. Le autorità russe affermano che si tratta solo di fake news. La Commissione elettorale centrale ha dichiarato che si sono verificate solo 12 irregolarità in otto regioni.  Secondo l’agenzia di stampa Interfax, i funzionari elettorali hanno ricevuto almeno 750 denunce di brogli durante il voto. Gli osservatori indipendenti dell’organizzazione Golos hanno invece denunciato migliaia di irregolarità a livello nazionale, la maggior parte documentate con fotografie e filmati. Il team dell’oppositore Aleksej Navalny ha accusato il Cremlino di dura repressione.  Gli alleati di Navalny hanno anche accusato Google di censura per aver bloccato i link di accesso ai Google Doc utilizzati dal movimento dell’attivista per diffondere la lista di candidati anti-Cremlino.


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