Russia: si avvicinano le elezioni alla Duma

L’esito delle elezioni parlamentari russe passa attraverso la repressione del dissenso

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Russia: si avvicinano le elezioni alla Duma

A meno di tre settimane dalle elezioni parlamentari, in Russia cresce sempre di più la repressione del dissenso. I sondaggi mostrano che il partito di Putin ha perso molto consenso. Tuttavia, l’incarcerazione del principale oppositore del Cremlino, Aleksej Navalny, l’esclusione alle urne della maggior parte degli oppositori e la possibile bassa affluenza poterebbero far trionfare di nuovo Russia Unita.

Russia, si avvicinano le elezioni parlamentari: cosa sta succedendo?

Mancano meno di tre settimane alle elezioni parlamentari russe e si può affermare che in Russia non c’è alcuna campagna elettorale da seguire. Il numero crescente di casi di coronavirus e le relative restrizioni anti-Covid hanno in gran parte precluso la campagna elettorale tradizionale. I pochi dibattiti sono trasmessi dalla sola TV di Stato e i sondaggi mostrano che l’interesse per la politica dei cittadini è al minimo da diciassette anni. Secondo gli esperti, questa campagna elettorale “fantasma” è un chiaro segno che le autorità russe hanno tutto sotto controllo. Andrei Kolesnikov, capo del programma russo di politica interna e istituzioni politiche presso il think tank del Carnegie Moscow Center, ha affermato: “Tutto sta andando molto bene per il Cremlino. La strada per le elezioni doveva essere spianata con epurazioni della società civile, dei media indipendenti e degli oppositori politici. Tutto questo si è rivelato molto efficace”.

La repressione del dissenso in Russia

Il 19 settembre i cittadini russi saranno chiamati alle urne per eleggere i 450 seggi della Duma. Questo si tratta del primo test per il partito di Putin, Russia Unita, da quando in nel Paese è iniziata una massiccia repressione del dissenso. Il principale oppositore di Putin, Aleksej Navalny, si trova in carcere dallo scorso gennaio. Inoltre, il suo movimento è stato dichiarato “estremista” e i suoi più stretti alleati sono ormai quasi tutti agli arresti domiciliari, in prigione o in esilio. Si può dunque dire che l’opposizione anti-Cremlino non risulta in grado di influenzare la vita politica in Russia.

Alle elezioni di quest’anno, inoltre, potrebbe essere un flop anche il programma Smart Voting del team Navalny. Tale sistema, in base al quale gli elettori anti-Putin sono incoraggiati a votare per il candidato più forte per battere quello di Russia Unita, è servito nel 2019 per ridurre la maggioranza del partito di Putin alla Duma. Tuttavia, quest’anno le autorità russe si sono attivate per prevenire eventuali sconvolgimenti alle urne. Inoltre, ai candidati affiliati a Navalny, ora designati come “estremisti”, è vietato candidarsi in base ad una nuova legge approvata all’inizio di quest’anno.

La paura di una bassa affluenza alle urne

I sondaggi mostrano che i consensi a Russia Unita sono scesi ai minimi storici. Tuttavia, questo non significa che Putin perderà la maggioranza. Oltre alla repressione del dissenso, anche i dati che indicano che ci sarà una bassa affluenza alle urne, fattori che potrebbero avvantaggiare il partito di Putin.


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