Oggi 72 anni fa nasceva il quarantaduesimo Presidente degli Stati Uniti, in carica, con la bandiera democratica, per due mandati dal 1993 al 2001, stiamo parlando di William J. Clinton, o semplicemente Bill Clinton.

C’è una storia molto romantica che lo vede a diciassette anni in visita alla Casa Bianca incontrare l’allora presidente Kennedy, come l’unico ragazzino della visita a uscire dal gruppo per stringere la mano al Presidente, segnando in un certo modo il suo destino.

La sua storia conosciuta in tutto il mondo, quel 17 agosto 1998 quando in pieno sexgate fu costretto a chiedere scusa alla sua nazione, e al mondo, per la sua imprecisione nel raccontare il tipo di rapporto sessuale avuto con la stagista ventiduenne Monica Lewinsky, è solo uno degli aspetti di quest’uomo. Monica non era la prima donna ad averlo accusato di molestie, una anche durante il suo periodo come governatore dell’Arkansas. Tuttavia la sua faccia da ragazzone e gli occhi limpidi mentre chiede scusa agli americani, hanno funzionato a non abbassare per molto i suoi gradimenti.

Approfondisci il sexgate qui.

Le due donne che lo hanno accusato di molestie non sono le uniche donne che hanno attraversato segnando la sua vita, ce n’è una che lo ha accompagnato dal momento del loro matrimonio alla facoltà di Yale: Hillary Rodham Clinton, la moglie.

Clinton in versione Simpson

Hillary sua ombra in tutto il percorso dall’Università di Legge fino alla casa Bianca, la donna che lo ha supportato e difeso sempre, anche davanti ai tradimenti, come un fronte unito, come due amici e compagni di squadrone piuttosto che amanti. Lei, segretario di Stato dal 2009 al 2013, che ha tentato di succedergli più volte alla guida degli Stati Uniti, ma fermata da un mondo non ancora pronto alle donne alla sua guida e da un marito, che a detta di molti, non l’ha mai supportata.

Per un’altra storia di coppie presidenziali leggi di Barack Obama e sua moglie qui

Tuttavia, vedere Bill solamente come una marionetta nelle mani delle donne, non gli rende giustizia. Lui è un self made man americano, dalla piccola cittadina di Hope in Arkansas, figlio di una vedova risposata Clinton, alla laurea in Legge a Yale, passando da confraternite, elezioni studentesche e ovunque ci fosse potere, lui c’era. Si dice a quell’epoca avesse avuto a che fare, senza farne poi parte, anche della massoneria.

Casa natale di Bill CLinton a Hope

Il democratico della “terza via”, non c’è solo il pensiero repubblicano e democratico, c’è anche una terza via in centro. Sotto le sue cariche gli Stati Uniti hanno vissuto uno dei periodi più pacifici e prosperi di sempre. Ha affrontato temi scottanti come l’omosessualità nell’esercito con il motto don’t ask, don’t tell, il Family and Medical Leave Act per il diritto al lavoro di genitori con figli disabili, ma anche la riforma scolastica, il piano democratico per la sanità e quello contro il crimine e la violenza.

Bill è stato il presidente con più consensi, a scapito dell’impeachment, del sexgate, del bullismo mediatico all’aspetto fisico di sua figlia Chelsea, tutte cose che ha preso con la scioltezza di chi sa che la politica è cosi, senza prenderla sul personale, chiedendo scusa o ignorando all’occorrenza.

Anche ora Bill ha grandi consensi, ha avuto altre cariche politiche e ha continuato la sua missione umanitaria come la William J. Clinton Foundation con lo scopo di sensibilizzare la popolazione su questioni d’interesse mondiale come la prevenzione dell’AIDS e il riscaldamento globale.

Tanti auguri quindi a quest’uomo che sa come stare al mondo e come provare a migliorarlo, 72 anni pieni e ricchi di esperienze.

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