Utente Facebook condannato a 10 anni per un post

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Facebook è uno dei social networks preferiti dagli utenti di tutto il mondo. L’iconica “f” bianca è diventata un vero e proprio simbolo di svago, espressione delle proprie opinioni e solidarietà, in questo periodo così strano della nostra epoca. Il social che tanto piace, può però anche diventare pericoloso e costare caro ai propri affezionati. Addirittura il carcere. È ciò che è successo in Vietnam ad un utente Facebook condannato alla prigione per un post.


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Utente Facebook condannato al carcere, cos’è successo?

Utilizzare Facebook non è difficile, anzi, è davvero elementare. Lo possono usare tutti dai bambini agli anziani e al social si può accedere da qualsiasi parte del mondo, da qualsiasi Paese. È proprio questo il guaio. In molti Paesi del nostro pianeta vigono regole severissime dettate da governi altrettanto severi. Il comunismo in Vietnam non può tollerare certi sgarri dai propri cittadini e per questo li condanna. Vu Tien Chi di 55 anni, nella giornata di ieri martedì 30 marzo, è stato condannato a 10 anni di reclusione per aver pubblicato alcuni post nel proprio profilo. Tali post, ritenuti antistatali, sono costati molto caro al cittadino che secondo il governo vietnamita avrebbe eluso la rigida censura non badando alle conseguenze.

Il processo che è avvenuto nella provincia di Lam Dong è durato una giornata intera. Quella di Chi è la storia di tanti altri cittadini che non possono esprimersi sui social liberamente. Nonostante negli ultimi anni il Vietnam abbia fatto passi da gigante nei confronti dell’apertura sociale, la censura è ancora ferrea. Assurdamente nello stesso momento ma in un altra provincia, quella di Khanh Hoa, altre tre persone sono state accusate dello stesso reato di Chi e cioè “propaganda antistatale e produzione, archiviazione e diffusione di informazioni, materiali, oggetti allo scopo di opporsi allo Stato”.