Insieme all’uovo di cioccolato, la Colomba è uno dei dolci Pasquali per eccellenza. Sebbene, questo dolce, sia ormai diffuso in tutta Italia, le origini sembra siano di attribuire alla regione Lombarda; negli anni, sul mercato, si sono presentate diverse varianti pronte a soddisfare anche i palati più esigenti.

Attorno alla Colomba Pasquale gravitano numerose teorie sulla sua originale diffusione, sebbene sembra ormai abbastanza certo che si trattò semplicemente di una dolce trovata commerciale agli inizi del Novecento.

Ufficialmente, infatti, la nascita della Colomba è da attribuire a Dino Villani, Direttore della Pubblicità della Motta. Pare che, intorno agli anni Trenta, al fine di utilizzare i macchinari impiegati nella preparazione del Panettone, decisero di cucinare un nuovo dolce simile a quello natalizio per eccellenza. La Colomba assomiglia molto al Panettone ma, in più, è ricoperto da uno strato di mandorle. La preparazione classica prevede l’utilizzo di ingredienti semplici quali le uova, il burro, la farina, lo zucchero, la buccia di arancia candita e, appunto, le mandorle. Negli anni, però, ne sono state create numerose varianti.

La scelta della forma è da ricondurre alla religione Cristiana: sia nel Nuovo Testamento che nel Vecchio Testamento appare spesso la figura della colomba, simbolo di rinascita e dello Spirito Santo. A dimostrazione di ciò è importante ricordare la Resurrezione di Cristo e l’Arca di Noè.

Miti e leggende

Sebbene l’origine della Colomba Motta sia ormai assodata, negli anni si sono presentate numerose leggende legate a questa preparazione: nonostante sia difficile risalire a una dimostrazione è probabile che, data l’origine Cristiana della forma, negli anni, siano state cucinate numerose preparazioni non necessariamente dolci.

Una prima leggenda narra del Re Longobardo Alboino, nel Pavese, al quale, dopo l’assedio della città, sarebbe stato offerto un dolce a forma di volatile in segno di pace e tolleranza.

Un’altra leggenda sostiene che il tipico dolce Pasquale deve il suo nome a San Colombano. Secondo tale mito il Santo, recatosi con i suoi monaci alla Corte della Longobarda Teodolinda, trasformò il banchetto di carne che gli offrirono in candidi panini bianchi a forma di volatile; questo al fine di osservare la penitenza senza però offendere la regina.

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