TORINO – Un passante ,a bordo della sua macchina, lancia insulti razzisti contro un gruppo di ragazzi calabresi.

Apparentemente senza motivo e mosso esclusivamente da un odio per gli abitanti del meridione, l’uomo esprime la volontà di riaprire un campo di concentramento atto al genocidio come Auschwitz, e si rivolge a dei ragazzi meridionali urlando dal finestrino , per poi andare via: ‘’ Quando riaprirò Auschwitz vi ci butto tutti dentro”. La risposta dei giovani meridionali fu semplice ed orgogliosa : ” Viva la Calabria”

Il fatto, allarmante quanto inquietante, avviene poco dopo la vicenda di Ferrara, dove un ragazzino di religione ebraica e’ vittima di insulti antisemiti negli spogliatoi della scuola media che frequenta. “ Faremo riaprire Auscwitz’’ sembrano aver detto alcuni compagni del ragazzo, “e vi ficcheremo tutti nei forni”

Testimone in prima persona della vicenda torinese sono io stessa. Torino e’ la citta’ del Politecnico, delle Università e dei Musei. Torino accoglie ogni anno centinaia di giovanissimi meridionali (come me), ma anche adulti e lavoratori in cerca di speranze per il futuro. Un atteggiamento segregazionista e razzista e’, quindi, inconcepibile. Ma come ha dimostrato il passante nei confronti dei nostri amici calabresi, l’atteggiamento intollerante non e’ affatto assente. Tutt’altro. L’atteggiamento ostile per il diverso, e per chi non viene dalla nostra stessa regione, sembra un atteggiamento ampiamente diffuso.

Il riferimento ad Auschwitz dimostra che la storia ha fallito. Alludere e , addirittura, desiderare un evento terribile e inumano come quello di Aushwitz e’ evidente sintomo di ignoranza, mancanza di moralità, di umanità e , soprattutto, di memoria. Come cita un aforisma anonimo su quella che fu l’epopea di un’ Umanità offesa a morte : perché la memoria del male non riesce a cambiare l’Umanità? A che serve, dunque, la memoria?

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