Tecnologia 5G anche in Italia dal 2019: gli scienziati si oppongono; è pericolosa per la salute

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Stop 5G

Parte anche in Italia dal 2019, la nuova tecnologia di connessione veloce internet 5G, che prevede la copertura del 98% dell’intero territorio nazionale; la popolazione verrà irradiata da un’ondata di radiofrequenze senza precedenti; senza aver effettuato studi preliminari sul rischio sanitario.

Nel nostro paese esistono 24.000 hot spot wi-fi pubblici e 60.000 antenne di telefonia mobile 2G, 3G e 4G, definite “stazioni radio base”, spesso collocate sui tetti dei comuni palazzi.

In aggiunta a questi, con la partenza della tecnologia 5G, verranno installati milioni di mini-antenne a microonde millimetriche, che saranno diffuse anche da nuovi lampioni a luce LED riconvertiti in ripetitori wireless; a tutto si unisce anche il progetto del wi-fi dallo spazio, attraverso la messa in orbita di droni satellitari.

Per poter permettere tali installazioni, potrebbe essere necessario rivedere il limite di soglia stabilito per legge, che attualmente è di 6 V/m di valore massimo di campo elettrico consentito, portandolo fino a 61 V/m, una potenza di 110 volte maggiore.

L’americano National Toxicology Program e l’Istituto di prevenzione oncologica Ramazzini di Bologna, hanno prodotto degli studi aggiornati, i cui risultati hanno portato a richiedere urgentemente una nuova classificazione dell’elettrosmog, alla “Classe 1” come cancerogeno certo.

La richiesta di tale riclassificazione, ha ottenuto il sostegno anche dell’organizzazione Mondiale della Sanità, che già dal 2011, insieme alla IARC, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, aveva valutato le radiofrequenze in “Classe 2A”, ovvero come probabili cancerogeni, ammettendo possibili effetti biologici, non soltanto termici, delle radiazioni non ionizzanti.

Mentre accadeva tutto questo, la magistratura italiana, attraverso la posizione cautelativa della Cassazione 2012, nel 2017 tribunale civile di Verona, Ivrea e Firenze, ha sancito il nesso causale “telefonino=cancro”.

Nel 2014, un gruppo di esperti internazionali costituito da 238 tra medici e scienziati di 38 nazioni, ha presentato all’Onu e all’Oms un appello per adottare norme di protezione a tutela della salute pubblica, e 170 scienziati di 37 paesi, tra cui l’Italia, hanno rinforzato tale appello nel 2015 con la richiesta ufficiale di promuovere misure preventive per limitare l’esposizione alle onde.

Ciò che è scritto da questi 170 scienziati è che: “Devono essere condotti studi di impatto sanitario e ambientale seri e indipendenti prima di qualsiasi immissione sul mercato”; e le preoccupazioni al riguardo, che fino a qualche anno fa venivano liquidate con un’alzata di spalle e portate avanti da pochi esperti, sono oggi una realtà conclamata.

Nello specifico, l’appello degli scienziati inviato alle Istituzioni europee, raccomanda che tutti i paesi membri, seguano la risoluzione 1815 del Consiglio d’Europa sui potenziali danni dei campi elettromagnetici e informino cittadini, insegnanti e medici sui rischi per la salute delle radiazioni RF-EMF.

Secondo gli esperti, la progressiva diffusione del cosiddetto “IoT”, ovvero “internet delle cose” porterà alla creazione di nuove connessioni, in un numero che andrà dai 10 ai 20 miliardi, incrementando l’esposizione umana all’elettrosmog in maniera esponenziale, e avvertono che in conseguenza di questo, aumenterebbero i rischi di cancro al cervello, morbo di Alzheimer, infertilità o sintomi di elettro-ipersensibilità, ovvero, forte mal di testa, difficoltà di concentrazione, disturbi del sonno, stanchezza e sintomi simili a quelli dell’influenza.

Proprio quest’anno 2018, l’associazione di medici Isde Italia, ha chiesto al Governo italiano una moratoria sul 5G; accostandola ad una indispensabile campagna di sensibilizzazione su scala nazionale, in quanto nel nostro paese sempre più cittadini si stanno ammalando di “elettrosensibilità”, una malattia ambientale altamente invalidante.

A tal proposito, è stata promossa un’iniziativa di “crowdfunding”, ovvero una raccolta fondi, per acquistare spazi sui media mainstream, tra cui i maggiori quotidiani nazionali e i più importanti circuiti web, per informare i cittadini sui rischi del 5G e sollecitare Governo, Parlamento, Regioni e amministrazioni locali, affinché non si proceda mettendo a rischio la salute pubblica.

A promuovere tale iniziativa è stata la Terra Nuova Edizioni, in collaborazione con il giornalista Maurizio Martucci , autore di “Manuale di autodifesa per elettrosensibili” e, oltre all’Associazione italiana elettrosensibili, l’Istituto Ramazzini, l’Associazione elettrosmog Volturino, l’Associazione obiettivo sensibile, i comitati Oltre, la MCS e No Wi-Fi Days, vi aderiscono anche Oasi Sana e l’equipe che ha realizzato il docu-film “Sensibile”.

Il crowdfunding, che ha già raccolto oltre 5.000 Euro è iniziato nel corrente mese di Novembre e si concluderà il 15 di Dicembre; gli spazi pubblicitari che verranno acquistati con i proventi conterranno:

– i dati delle più recenti ricerche medico-scientifiche sul 5G come pericolo sanitario e sull’emergenza elettrosmog, ignorata dall’opinione pubblica;

– un appello al Governo italiano e agli organi politico-istituzionali in nome del principio di precauzione, per fermare la pericolosa avanzata del 5G.

Ulteriori informazioni sul crowdfunding, le modalità di partecipazione e le ricompense offerte da Terra Nuova Edizioni, sono disponibili a questo link.

La tecnologia è vero progresso quando è intesa come un’estensione delle capacità dell’uomo, deve essere a disposizione di tutti senza eccezioni e deve consentire l’evoluzione dell’essere umano, non certo delle malattie.

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