Impauriti, silenziosi e senza prospettive, ma anche arroganti, viziati con aspettative distorte; sono i giovani italiani, forse  questi aggettivi possono essere applicati anche per gran parte dei giovani occidentali.

Il contesto italiano presenta una notevole sperequazione tra anziani e giovani, sia da un punto di vista politico, dove le riforme si focalizzano maggiormente sulle pensioni che sul lavoro attivo ,da un punto di vista economico, dove dagli anni’80 il reddito degli anziani tra i 60 e i 64 anni è aumentato del 25 in più rispetto a quello dei trentenni. Il tasso di povertà è cresciuto tra i giovani,mentre è calato rapidamente tra gli anziani. Nei paesi che fanno parte dell’Ocse il tasso di povertà medio è dell’ 11,4 per cento contro un 13,9 registrato tra i giovani.

In cui il paradosso che si presenta è quello  che i giovani laureati non trovano prospettive lavorative dignitose,  lo stipendio dei neolaureati tra i più bassi d’Europa, nonostante l’Italia sia tra le ultime posizioni del continente per percentuale di laureati.

Una situazione che porta alcuni a fuggire all’estero, altri ad accettare condizioni molto precarie; situazione ben più complessa rispetto a quella che hanno trovano i nostri padri, in epoche di assistenzialismo ed economia drogata.

Eppure sembra che la politica non abbia ancora imparato dagli errori passati, il principio dominante è quello di comprare voti per categorie, senza una visione globale di benessere dello Stato distaccata dai singoli interessi.

Individualismo,paura, sfiducia, di passioni tiepide, dove la globalizzazione divisiva, toglie ogni scopo alla protesta.

Nell’era di internet, dovrebbe avvenire l’opposto, è più facile avere informazioni,analizzarle e diffonderle, ma forse senza la passione, il reale interesse, le mobilitazioni risulteranno farlocche, sminuite come “radical chic”.

Il mondo però sta chiudendo i suoi spazi, questo è il momento di porsi le domande più scomode e complesse; droni volanti,multinazionali IT, minacciano la nostra libertà, il capitalismo sfrenato sta facendo regredire i diritti sociali, tutto con il consenso pacifico e apatico dei giovani.

Aveva forse ragione Michel Foucault?

È l’economia che plasma il pensiero degli uomini?

Sorvegliare e punire. Nascita delle prigione  Michel Foucault ,1975, Einaudi.

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