“Schegge. Per favore, non chiamateli uomini!”

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Storie di violenze lontane, storie di violenze attuali: Rossella Menegato presenta il suo libro a Benevento

Rossella Menegato è l’autrice del libro,  della raccolta di narrazioni di violenza subita da molte, troppe, donne. Racconti che arrivano da tempi lontani, per lanciare un allarme: la violenza sulle donne non è nata oggi, non è finita oggi, ma finirà domani. Quando ogni donna sarà capace di rivelarsi, come le protagoniste del libro, affinché si trovino metodi punitivi e misure di prevenzione.

L’idea del libro muove i suoi passi dall’Articolo 3 della Costituzione Italiana: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale [cfr. XIV] e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso [cfr. artt. 29 c. 2, 37 c. 1, 48 c. 1, 51 c. 1], di razza, di lingua [cfr. art. 6], di religione [cfr. artt. 8, 19], di opinioni politiche [cfr. art. 22], di condizioni personali e sociali.”: mettere in pratica questa uguaglianza, la mancanza della distinzione tra maschio e femmina, Menegato ci insegna che la violenza di genere non è dettata da leggi biologiche, ma culturali e come tali quest’ultime sono modificabili.
Un percorso di conoscenza, un cammino di informazione, non per trasformare i mostri in umani, ma per eliminare completamente i primi.

PRESENTAZIONE DEL LIBRO A BENEVENTO

DAL LIBRO “SCHEGGE. PER FAVORE NON CHIAMATELI UOMINI!”

Il 25 novembre scorso si è celebrata la “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”: a Benevento il tema è stato ripreso, per mantenere viva l’atmosfera del 25, a soli due giorni dopo la ricorrenza. L’incontro è avvenuto al Gnostro-Viale Mellusi 55 alle ore 18:00.
I casi di femminicidi nel Sannio sono stati un nucleo dell’incontro, gli stessi che dalla Polizia vengono definiti soltanto omicidi, per nascondere forse un fenomeno degradante nell’epoca moderna.
La prefazione di Roberta Fontanari si augura che il libro possa diventare “Un monito misto di rabbia,coraggio e speranza, che sappia parlare della necessità di amare sempre e comunque e sappia rivolgersi alle menti e ai cuori di tutti gli esseri umanidel nostro presente e a quelli che verranno”per tali ragioni la forza del libro non termina qui: parte del ricavato sarà utilizzato per finanziare iniziative per contrastare il fenomeno della violenza di genere; nasceranno altri eventi di sensibilizzazione, tra cui un cineforum.

BENEVENTO 27/11/2018

L’evento è stato voluto dall’associazione Culture e Letture e i Lettori itineranti – Leggere per Leggere, in collaborazione con Exit Strategy-associazione di promozione sociale, che hanno presentato il secondo incontro della rassegna “Storie di donne“.  Il primo difatti fu a Vicenza: da settembre 2018 il libro è stato rappresentato teatralmente in un progetto di alternanza scuola-lavoro, con alunni delle scuole secondarie di secondo grado di Vicenza e provincia.

L’incontro ha visto la partecipazione di Elide Apice, vicepresidente Culture e Letture; Maria Pia Ciani, insegnante che ha collaborato alla realizzazione del libro; Alda Parrella, presidente ExitSTrategy e Maria Carmela Cicchiello, avvocata di Exit Strategy.

RETRO DEL LIBRO

Descrizione

“Nel corso della vita una donna su tre, in Europa, subisce un episodio diviolenza e ogni 3 giorni, in Italia, una donna muore per le violenze subite daun uomo. Nella maggior parte dei casi tali reati non vengono denunciati e laviolenza è vissuta in solitudine.  In silenzio. Un silenzio forte, che uccide.  Uccide dentro e dilaga ovunque, anche in “città apparentemente tranquille!” “

Parole&Musica: ogni storia è accompagnata da una canzone

Le parole di Rossella Menegato

“Sono qui per testimoniare di essere una donna fortunata, circondata dagli affetti familiari, per dare voce e forza a quelle donne che invece sono state, nella vita, decisamente meno fortunate,trovando uomini violenti, contesti sbagliati e magari nutrendo una insufficiente autostima. Il mio libro è una raccolta di storie realmente accadute, a partire dal 1845 fino ai giorni nostri, e dimostra drammaticamente come da allora le cose non sono per nulla migliorate e il tempo sembra congelato. In tutto questo lasso di tempo le violenze contro le donne continuano infatti a essere perpetrate ed è quindi necessario attuare un vero cambiamento culturale che deve nascere proprio dalle giovani generazioni, le quali vanno sensibilizzate sul tema. La strada intrapresa con la Peer Education è quella giusta, dobbiamo portare avanti una azione di educazione e diprevenzione tra i giovani, i quali vanno messi al centro del sistema educativo per sviluppare un pensiero critico in ordine a comportamenti che possonocompromettere il benessere psicofisico delle persone. Non dobbiamo poi assolutamente dimenticare che dietro alla violenza contro le donne ci sono i loro figli, il cui percorso di maturazione può essere seriamente compromesso assistendo ogni giorno alle violenze dei padri sulle madri. Che uomini e che donne potranno mai diventare? La colpa di questa escalation di violenza contro le donne è di tutti, e tutti noi dobbiamo nel nostro piccolo contribuire al necessario cambiamento culturale. La colpa è anche di una certa Stampa che specula sul fenomeno e sembra più interessata a frugare nella vita intima dell epersone e a distinguere tra vittime di serie A e di serie B. Le leggi ci sono ma vanno rispettate, e le pene contro gli autori delle violenze devono essere effettive. Il libro è dedicato all’avvocato vicentino Lucia Fazzina,specializzata in diritto di famiglia, minori e persone, prematuramente scomparsa, che aveva sposato con convinzione il nostro progetto. Seguirà uno spettacolo teatrale, ispirato al libro, per portare avanti l’opera disensibilizzazione su questa piaga sociale”.


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