Silvio Berlusconi al Colle? I teatrini della politica italiana

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Silvio Berlusconi al colle

Mentre molti guardano con preoccupazione a ciò che sta accadendo nell’Est Europa, in Italia si sta formando una scellerata alleanza del centrodestra. Per prendere il governo. Difatti il leader della Lega, Matteo Salvini come pure la Meloni, leader di Fdi, vogliono Silvio Berlusconi al colle. “Non accetteremo compromessi, vogliamo un patriota”. Lo ha detto Giorgia Meloni ad Atreju. A chiusura del suo intervento alla festa del suo partito. Mentre per Salvini “Berlusconi è un candidato vero”. 

Silvio Berlusconi al colle: è il candidato giusto?

Il dibattito sulle elezioni quirinalizie non conosce soste. La realtà è, che è tutto un grande garbuglio. Per il semplice motivo che tutti i partiti sono percorsi da tensioni. Soprattutto per le prospettive incerte sull’esito delle prossime elezioni nazionali. Quando ci si dovrà misurare con una riduzione di 345 seggi disponibili. E con una volatilità notevole dei consensi. Quanto all’ipotesi che i partiti si accordino per mandare Berlusconi al Colle, è una soluzione difficile da immaginare. Per una serie di regole non scritte che guidano l’elezione del futuro Capo dello Stato. La prima di queste, è che i potenziali candidati devono avere un curriculum senza macchia. Dal momento che il Presidente della Repubblica è tradizionalmente una figura di enorme prestigio e considerazione sociale.

I teatrini della politica italiana

Tuttavia, il cavaliere, magnate dei media, rimane una figura divisiva. Escluso temporaneamente dai pubblici uffici dopo una condanna per frode fiscale nel 2013 è ancora sotto processo per presunta corruzione di testimoni. In un caso di prostituzione minorile legato alle sue famigerate feste sessuali. Tra l’altro le elezioni presidenziali si terranno in un momento cruciale. In quanto l’Italia si appresta a ricevere quasi 200 miliardi di euro dal fondo Next Generation EU. Per il rilancio della sua economia. Ed essendo il nostro Paese l’anello debole dell’Eurozona, ciò significa che la politica italiana sarà la chiave per la sopravvivenza e la prosperità dell’UE nei prossimi anni. Pertanto eleggere al Quirinale una figura poco adatta ad essere accettata da tutti non è una bella situazione. Soprattutto in una fase che si preannuncia selvaggia. Senza tenere conto poi, dei problemi strutturali del nostro sistema.

Silvio Berlusconi al colle? A patti col “Diavolo”

Il Cavaliere nero, il Presidente B., chiamatelo come volete! Per intenderci, il politico che a settembre ha compiuto 85 anni. Sì proprio lui. E’ stato, il nemico dei progressisti, dei democratici, insomma era il contraltare della Sinistra, italiana. E non solo. Il Berlusca ha più pagine, a lui dedicate, nei manuali di giurisprudenza che nei libri di storia. Descritto come “Diavolo”, avrebbe pochi scrupoli a vendere la sua Forza alla Lega di Salvini se, in cambio, quest’ultima lo facesse diventare il prossimo presidente italiano. Nella primavera del 2022. In ogni caso, l’Italia corre un rischio molto concreto di essere governata in futuro da forze ultranazionaliste. Le cui controparti in Europa sono Orban, Kaczyński, Le Pen e Wilders. Intanto ho il presentimento che tra chi auspica la candidatura di Berlusconi, molti sono suoi avversari politici. Che sperano che non manchi il Diavolo. L’unico che può farli Santi.