Matteo Renzi strizza l’occhio al centrodestra

Matteo Renzi strizza l'occhio al centrodestra, pur di raccogliere abbastanza voti per arrivare al dieci per cento.

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Matteo Renzi strizza l'occhio

Matteo Renzi strizza l’occhio al centrodestra. Pur di uscire da una situazione disperata e raccogliere abbastanza voti per arrivare al dieci per cento. Sufficiente per ricostruire un nuovo centro. Che faccia l’ago della bilancia. Dunque nella vita e nella politica italiana non esiste l’esame di coscienza, esiste l’esame delle opportunità. E dal momento che siamo entrati in una fase di turbolenza politica il leader di Italia Viva farà la cosa che sa fare meglio. E cioè recitare sempre un ruolo di primo piano. Quindi anche stavolta Renzi ci mette del suo.

Matteo Renzi strizza l’occhio al centrodestra?

L’intervento del senatore di Rignano alla Leopolda non lascia spazio ai dubbi. Afferma che se i dem resteranno a braccetto con i populisti 5S, e Salvini e la Meloni faranno l’asse di destra, per Italia Viva “il Centro è il luogo in cui si va a prendere il consenso e vincere“. Dunque l’ex sindaco di Firenze dopo aver ricompreso nei sondaggi l’effettiva forza elettorale, quella del 2%, ora starebbe strizzando l’occhio alla parte anti sovranista di Forza Italia. E della Lega. Del resto quello che sta accadendo in questi giorni potrà incidere sul voto per il prossimo presidente della Repubblica. Renzi lo dice chiaramente alla Leopolda: “L’ipotesi che il prossimo presidente della Repubblica possa essere del centrodestra e venire eletto coi voti renziani è una delle ipotesi in campo. E non tra le più improbabili”. Ma un’alleanza con il centrodestra è possibile anche dopo le elezioni, per fare un governo insieme. Quindi tanto vale mettersi in poltrona con patatine e bibite in attesa che il Burian sia passato. Intanto vediamo di fare il punto della situazione.

Italia Viva rischia grosso

Ormai, percepita la debolezza di Conte, la tentazione di Letta e del leader del M5s di andare al voto per avere gruppi parlamentari più controllabili, nonchè la voglia di Salvini di interrompere la legislatura prima che il vantaggio di FdI sulla Lega diventi incolmabile, il senatore di Rignano si tiene pronto per le nuove elezioni. E siccome i voti si contano, ma a volte si pesano anche, Renzi giocherà le sue carte secondo scienza e coscienza. E andrà incontro al suo destino politico. Sulla base dell’esito che sarà determinato da quei cittadini che si prenderanno il disturbo di andare a votare in primavera. Un esito del tutto incerto. Se non riuscirà ad aggregare l’area di centro. In quanto difficilmente Italia Viva entrerebbe in Parlamento. Se si presentasse da sola.

Matteo Renzi è al bivio

Il dirigente di IV, è ridotto ormai a leader del suo gruppo di fedelissimi. Il suo partito, leggero ed evanescene, assente sul territorio e privo di una classe dirigente credibile e spendibile, senza appeal verso i giovani e verso le periferie impoverite dalla crisi e dalla insicurezza è debolissimo. E non attira consenso. Di contro gli antirenziani sparsi sotto tutte le bandiere decideranno di contarsi e di mandare a casa il rottamatore. Quel primo “bambino” che ha mangiato i comunisti. Facendosi strada con mosse rapide, geniali ed imprevedibili. Sembra che il ragazzo, alle elementari abbia imparato a leggere sul Catechismo della Chiesa Cattolica e non dall’abecedario. Da adolescente non leggeva Salgari o Umberto Eco ma Machiavelli e Guicciardini. E che alle discoteche preferiva le sagrestie. E agli spinelli il profumo dell’incenso. Frequentava gli Scout per imparare a governare, e studiava da politico. Ma allora nessuno se ne accorse. Però i tempi cambiano. E chi non li sa leggere rischia di rimanere indietro. Tuttavia il giovane “corsaro” ha dimostrato il non avere appreso tutto ciò che invece gli altri politici prima di lui avevano imparato da Machiavelli: la distinzione tra politica e morale.