Sculture di Torlonia: in mostra le opere restaurate

La mostra propone alcune delle opere interessate da pulitura, il sarcofago consolare e "Dace prigioniero"

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Sculture Torlonia
Sculture Torlonia

Le Gallerie d’Italia in Piazza Scala a Milano, museo di Intesa Sanpaolo, presentano fino al 18 settembre le sculture di Torlonia. Sono 96 marmi della collezione della famiglia romana, la più importante raccolta privata di statuaria classica. L’esposizione, con cinque nuove opere restaurate, inaugura il programma espositivo mondiale del gruppo di pezzi.


The Torlonia Marbles, i marmi della collezione Torlonia presto in esposizione a Roma


Quali sono le sculture di Torlonia oggetto di interventi?

Il maestoso sarcofago consolare dalla via Ardeatina accoglierà i visitatori, con un gruppo di togati romani, negli spazi di grande respiro delle Gallerie. Troverà la sua ideale collocazione il colossale Dace prigioniero simile agli esemplari del Foro di Traiano, accanto ai ritratti di Domiziano e di Antinoo, recentemente restaurati. Sono opere che fanno parte della celebre galleria dei 122 busti della Collezione. Il percorso di mostra termina con una sezione interamente dedicata ai restauri dove l’Ercole composto da 112 pezzi, già esposto a Roma, dialogherà con la scultura di Leda con il cigno. In entrambe le opere saranno visibili diverse fasi dell’intervento di pulitura per raccontare le sfide che deve affrontare chi recupera i marmi.

I Marmi Torlonia. Collezionare Capolavori

L’esposizione nasce da un accordo tra la Fondazione Torlonia e il Ministero della Cultura con la Direzione Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio. Ha partecipato anche la Soprintendenza Speciale di Roma. Un autentico esempio di collaborazione tra pubblico e privato nel segno della bellezza. Dopo il successo dell’inaugurazione romana, è in programma un tour in importanti musei internazionali che si concluderà con l’individuazione di una sede per il Museo Torlonia. Ai Laboratori di via della Lungara, proseguono i restauri delle sculture della Collezione.

Collezionismo e la famiglia Torlonia

Il progetto scientifico a cura di Salvatore Settis e Carlo Gasparri si rivela in un percorso espositivo che mantiene il fil-rouge di una cronologia a ritroso nella storia del collezionismo. Quindi mette in luce l’eccezionale rilevanza della storia del Museo Torlonia alla Lungara, fondato dal Principe Alessandro Torlonia nel 1875. Le opere, busti, rilievi, statue, sarcofagi ed elementi decorativi, sono più di 620 pezzi descritti nel catalogo di sculture antiche (1884-85) curato da Carlo Ludovico Visconti.

Le sculture di Torlonia

Oltre a essere insigni esempi di scultura antica, sono testimoni di uno spaccato altamente rappresentativo della passione per l’antichità in Roma dal XV al XIX secolo. La raccolta è l’esito di una lunga serie di acquisizioni e significativi spostamenti di sculture fra le varie residenze della famiglia fino alla realizzazione dello spazio espositivo. Rappresenta gli inizi dell’interesse per la scultura classica e il passaggio alle grandi serie patrizie. Quindi un processo culturale di fondamentale importanza in cui l’Italia e Roma hanno avuto un primato incontestabile.

La famiglia Torlonia

La genesi della collezione si deve alla passione per l’antichità del gruppo parentale Torlonia. Trova il suo compimento nella Fondazione istituita per preservare l’eredità culturale della Famiglia per l’umanità da tramandare alle generazioni future. Con un accordo sottoscritto con l’ente, e in virtù delle radici greco-romane del Marchio, Bulgari ha contribuito come main sponsor al restauro delle opere già esposte nella Mostra Capitolina. Le sculture sono riportate al loro originario splendore dopo uno scrupoloso lavoro di studio ai Laboratori Torlonia. La pulitura è un momento di conoscenza in cui si getta nuova luce sulla storia delle opere. Durante gli interventi sono infatti emerse alcune interessanti dettagli, le tracce di colore presenti sul Rilievo di Porto del III sec. d.C. Gallerie d’Italia ha voluto supportare la fondamentale opera di conservazione contribuendo al restauro del Sarcofago Consolare e della scultura della Leda che aprono e chiudono significativamente la mostra.

Il catalogo della mostra delle sculture di Torlonia

Il catalogo delle opere restaurate è edito da Electa, organizzatore e produttore della mostra, mentre per l’identità grafica è coinvolto lo studio Sonnoli. L’immagine coordinata nasce dalla ricerca e approfondimento sui caratteri tipografici usati nel catalogo storico del Museo Torlonia. La T è diventata il logotipo guida di tutta la comunicazione diventando parte integrante del layout e supporto per la galleria di sculture selezionate per l’esposizione. Nella sede milanese la progettazione del nuovo allestimento è affidata all’ Architetto Lucia Anna Iovieno che darà una lettura e una personale interpretazione dell’evento. Condividerà coi curatori tutte le fasi della progettazione.

Le sezioni dell’esposizione delle sculture di Torlonia

Evocazione del Museo Torlonia

Il percorso inizia con una spettacolare evocazione dello spazio espositivo inaugurato dal Principe Alessandro nel 1875 e collocato in via della Lungara. La sede dove le 620 sculture erano esposte in 77 sale. Celebre la vasta galleria di 122 busti-ritratto, a detta di Pietro Ercole Visconti: «un immenso tesoro di erudizione e d’arte». Nella tappa milanese la prima selezione è arricchita dall’imponente Sarcofago Consolare della Via Ardeatina MT 395, con un gruppo di togati romani. Sono esposti anche i busti di Domiziano MT 539 e Antinoo MT 398 a completamento della galleria di volti già presenti nella mostra romana.

Scavi Torlonia (secolo XIX)

Il Principe Giovanni e il figlio Alessandro trassero molte sculture da scavi intorno a Roma, in aree archeologiche, la Caffarella e le Ville dei Quintili, Sette Bassi e Massenzio. Altri reperti giunsero da ricerche lungo la via Appia e la via Latina o da latifondi in Sabina e Tuscia, o ancora nell’area del Portus Augusti. Nella sezione è ospitato il colossale Dace MT 412 che per ragioni di peso non ha potuto essere collocato a Villa Caffarelli. Nelle imponenti sale di Gallerie d’Italia troverà il giusto spazio per essere ammirato in tutta la sua grandiosità.

Villa Albani e lo Studio Cavaceppi (secolo XVIII)

Molti dei marmi del Museo Torlonia vengono da due grandi nuclei del secolo XVIII. Villa Albani, voluta dal Cardinale Alessandro (1692–1779) per ospitare la sua collezione di sculture, acquistata dal Principe Alessandro Torlonia nel 1866. Inoltre, i marmi dallo studio dello scultore Bartolomeo Cavaceppi (1716–1799) che testimoniano la sua attività di restauro e commercio di sculture antiche. Alla sua morte, Giovanni Torlonia comprò all’asta tutte le sculture, salvandoli dalla dispersione.

La Collezione di Antichità di Vincenzo Giustiniani (secolo XVII)

Il marchese Vincenzo Giustiniani (1564–1637) promosse nel 1636–37 una sontuosa opera a stampa, la Galleria Giustiniana, con 330 incisioni riproducenti le sue sculture antiche. Il nucleo più consistente delle antichità, acquistato dal Principe Giovanni Torlonia nel 1816, nel 1856–59 passò al figlio Alessandro, che lo destinò al Museo.

Le Collezioni di Antichità dei secoli XV–XVI

Una selezione di sculture documentate in collezioni dei secoli XV e XVI, passate ai Torlonia come parte di più vaste acquisizioni (Albani, Giustiniani, Cavaceppi), o per acquisto diretto.

Epilogo – Storia del restauro delle sculture di Torlonia

Nell’ultima sala, sul tavolo con ripiano di porfido è posta una copia del sontuoso volume del Museo Torlonia (1884) con la riproduzione in fototipia delle sculture. Dunque un interessante confronto e approfondimento sul tema del restauro contemporaneo. All’Ercole MT 25 composto da 112 pezzi è affiancata la Leda MT 60 esposta con diverse fasi visibili dell’intervento di pulitura per raccontare al meglio le varie fasi del lavoro.

Immagine da cartella stampa.