sabato, Aprile 20, 2024

The Torlonia Marbles, i marmi della collezione Torlonia presto in esposizione a Roma

Dal 25 marzo 2020 al 10 gennaio 2021 si aprirà a Roma la mostra The Torlonia Marbles. Collecting Masterpieces, evento durante il quale saranno esposti 96 marmi provenienti dalla famigerata collezione dei Torlonia. La vasta e inestimabile collezione, patrimonio dall’immenso valore artistico e culturale della famiglia Torlonia, verrà ospitata presso la nuova prestigiosa sede dei Musei Capitolini di Roma Capitale, l’ala che sorge sul lato sud ovest del Campidoglio che fa riferimento a Palazzo Caffarelli al Campidoglio, edificio che riaprirà al pubblico dopo una serie di interventi.

Palazzo Caffarelli al Campidoglio

La mostra non avrebbe potuto vedere la luce se l’importante famiglia romana dalla stirpe secolare dei Torlonia che vanta personalità di spicco a livello politico, ingegneristico e economistico come Alessandro Raffaele Torlonia, diventato notorio per la commissione dei lavori per il prosciugamento del lago Fucino, e il padre come lui di professione banchiere Giovanni Raimondo Torlonia, non avesse accumulato enormi ricchezze, divenute proverbiali in territorio laziale, provenienti soprattutto dalle speculazioni finanziarie che permise alla famiglia un benessere tale da dedicarsi al mecenatismo per le arti e la cultura, mecenatismo che si materializzò nelle fantastiche collezioni private che fanno dei marmi una delle loro più grandi eccellenze. Con la mostra le sculture private possono essere mostrate e fruite in via eccezionale dal grande pubblico il quale può farsi un’idea più precisa della potenza che deteneva la famiglia, dell’importanza del coltivare cultura e della bellezza mozzafiato che la nostra cara capitale e in generale la nostra amata Penisola possiedono.

Salvatore Settis

L’esposizione, curata da Salvatore Settis, al quale è stato affidato il progetto scientifico di valorizzazione della collezione, insieme al collega anch’esso archeologo ed accademico dei lincei Carlo Gasparri, segna il primo passo dell’accordo tra il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo e la Fondazione Torlonia ed è il risultato dell’intesa sottoscritta dalla Direzione Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del MIBACT e dalla Soprintendenza Speciale di Roma con la stessa Fondazione Torlonia. Grazie anche al supporto e al contributo di Electa, organizzazione appartenente alla società del gruppo Mondadori che opera nell’ideazione e realizzazione di progetti editoriali nonché di progettazione di mostre e gestione di servizi espositivi, gli organi di gestione e definizione della mostra si sono affidati al sapiente contributo dell’artista e architetto britannico David Alan Chipperfield per gli allestimenti e la preparazione degli spazi espositivi.

David Alan Chipperfield

E’ la sede di Milano dell’agenzia David Chipperfield Architects che ha dunque condotto studi e attuato analisi al fine di trovare soluzioni di sviluppo e di posa delle installazioni che sappiano al meglio far interagire le sculture con lo spettatore permettendo a quest’ultimo, perciò, di usufruire al meglio degli spazi finalizzati all’esaltazione dei marmi protagonisti dell’esposizione. Senza il fruttuoso finanziamento della casa italiana Bvulgari, dal 2012 italo francese, firma della moda e del lusso grazie al cui contributo i marmi sono stati restaurati, la mostra non si sarebbe potuta aprire o sicuramente non sarebbe la stessa se le sculture non fossero state portate al loro originale candore. Per i fondamentali contribuiti dei partecipanti alla realizzazione della mostra senza il supporto dei quali l’esposizione non sarebbe stata nemmeno preparata, si espone così il Ministro per i Beni, il Turismo e le Attività Culturali Dario Franceschini:

“Ringrazio il Comune, Bvlgari e Salvatore Settis. Sembrava un’operazione impossibile ma è grazie a quest’ultimo, sia dal punto di vista scientifico che relazionale, che tale impresa si è conclusa”

La mostra, oltre a mettere a disposizione a tutti la bellezza prevalentemente classica e neoclassica delle sculture, si pone come una narrazione storica che attraversa le fasi del collezionismo privato di antichità e il suo passaggio alla costituzione del museo moderno secondo le concezioni e le norme che ne abbiamo oggi. L’esperienza del percorso espositivo non è dunque semplicemente un’immersione nella storia della capitale e della famiglia Torlonia, nella bellezza e nell’arte, ma una navigazione all’interno della cultura e della visione sociale nel corso dei secoli e con esse un’opportunità di viaggio negli usi e nei costumi più o meno recenti che impone la riflessione sulle diversità sociali e sulle differenziazioni tra ceti nonché un serio e attento esame rispetto al significato e all’utilità del mecenatismo di ieri in confronto a quello di oggi.

Vecchio da Otricoli, Collezione Torlonia,

Senza dubbio esistono più spunti e soluzioni nel gestire il problema dell’organizzazione della ricchezza, della povertà e del mecenatismo, anche se l’unico scopo da perseguire come stella polare che illumina notti scure cariche di nebbia è certamente, come insegna la mostra, l’uguaglianza sociale a cui si perviene, sicuramente non semplicemente e non solamente anche se in questo l’arte può dare un grosso e indiscutibile aiuto, attraverso la bellezza e l’opera dell’ingegno creativo. Il progetto espositivo ha avuto una eco non indifferente, attraendo l’attenzione di importanti firme in vari rami dell’industria e della cultura nonché di istituzioni museali estere con le quali si sono aperte relazioni.

Statua di caprone in riposo, Collezione Torlonia

Grazie alla collaborazione con esse si fa sempre più vicino l’obiettivo di realizzare a Roma un nuovo Museo Torlonia con sede permanente, che potrebbe sorgere nel medio periodo e che, come discendente di quell’ex Museo Torlonia chiuso negli anni settanta ubicato in via della Lungara, museo di proprietà della famiglia che gareggiava con i Musei Vaticani e i Musei Capitolini per quantità e qualità delle opere esposte, intende proporsi come promotore del ricordo della famiglia, della diffusione della bellezza e del mantenimento e tutela delle collezioni Torlonia in continuità con una lunga tradizione di assicurazione del patrimonio. Siccome le opere possedute dai Torlonia ammontano a più di seicento esemplari si è provveduto a scremare la collezione per motivi di spazio e di problemi di dispersione tematica, si sono decise le opere da introdurre in mostra secondo quanto spiegato dal Settis:

“La scelta delle opere è stata guidata da due principi, la qualità stilistica e il restauro delle opere. Ci sono dei restauri secenteschi, uno dei quali forse di Bernini, che ovviamente hanno avuto il loro peso. Poi la capacità delle opere di raccontare insieme alla storia della Collezione Torlonia anche la storia del collezionismo”

Lungo le cinque sale di Palazzo Caffarelli attraverso cui si dispiegherà il percorso espositivo, lo spettatore potrà rimanere abbagliato dalla straordinarietà delle opere e dalla delicata ma sicura maestria con cui sono stati realizzati busti, rilievi, statue, sarcofagi, elementi decorativi ed altro mentre scopre il significato di collezionismo in tempi passati il quale, secondo i fini che si è prefissa la mostra, sarà proiettato dagli stessi fruitori nella realtà contemporanea.

Fanciulla da Vulci, Collezione Torlonia

In questo modo anche i profani all’arte potranno conoscere le potenzialità della stessa e nel loro piccolo, assecondati dalle visioni della mostra, adoperarsi per premiare l’opera d’arte circondando infine se stessi e la società di bellezza, armonia ed equilibrio, componenti essenziali delle opere della collezione Torlonia. Perciò la mostra non è solo avvicinamento alla bellezza ed educazione alla stessa, ma anche un efficace ed efficiente modo per instillare in ogni individuo un granello di culto artistico che tassello dopo tassello, viaggiando da una persona all’altra, diverrà soluzione sociale. Il percorso della mostra è un percorso a ritroso che inizia con le collezioni di opere più o meno antiche assorbite dalla famiglia in periodo più recente e nel corso dell’Ottocento, epoca di maggiore accrescimento delle collezioni, per proseguire con i marmi del Settecento tra cui figurano esemplari dello scultore Cavaceppi e quelli appartenenti alla collezione della famiglia nobiliare degli Albani, con le sculture del Seicento con la collezioni Giustiniani e con quelle del Cinquecento fra cui si trovano testimonianze di alcune delle più importanti collezioni romane come quelle di Pio da Carpi e Caetani.

Alessandro Pallara
Alessandro Pallara
Nasce a Ferrara nel marzo del 1996. Ha studiato sceneggiatura presso la Scuola Internazionale di Comics di Padova. Tuttora collabora come volontario supervisore del patrimonio artistico culturale con l'associazione Touring Club Italiano nella città di Bologna.

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