Salvini a Mosca: anche Giorgetti prende le distanze  

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Salvini a Mosca

La notizia di un possibile viaggio a Mosca da parte del leader della Lega, Matteo Salvini, sta attirando critiche, anche all’interno della Lega. Anche il ministro Giorgetti richiama Salvini. Intanto, i giornali russi acclamano Salvini. Il leghista ha così annunciato di aver annullato il suo viaggio in Russia. “Salvini è stato costretto a rinunciare al suo viaggio”, scrive Moskovskij Komsomolets, uno dei quotidiani più diffusi in Russia. L’articolo loda poi il leader della Lega e lo definisce come un personaggio conosciuto in Russia.

Salvini a Mosca: Giorgetti contro la decisione?

Nei giorni scorsi è apparsa la notizia che il leader della Lega, Matteo Salvini, voleva recarsi a Mosca per intraprendere delle trattative di pace nella guerra in Ucraina. La notizia ha scatenato molte critiche. Molti hanno fatto notare che di fatto Salvini stava “scavalcando” il premier Draghi.  Anche diversi membri della Lega hanno criticato la decisione di Salvini, tra cui il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti.  “Sono delle proposte suggestive, però bisogna muoversi di concerto col governo. Sono questioni di portata mondiale, quindi ciascuno deve dare il suo contributo, ma all’interno di percorsi che sono molto molto complicati”, ha detto Giorgetti.

Il leghista ha così annunciato di aver annullato il suo viaggio in Russia. “Pensavo che costruire la pace mettendosi in gioco, mettendosi anche a rischio valesse la pena. E non pretendo applausi, però neanche insulti perché altrimenti non essendo un week end a Forte dei Marmi, perché andare in un territorio di guerra per provare a portare parole di pace non è esattamente il fine settimana a Riccione… ecco ma notando da Letta a Renzi, a Meloni, a Calenda un grido di attacchi e di polemiche a volte mi vien voglia di dire ma chi me lo fa fare io passo due giorni con i miei figli e con i miei genitori tenetevi le vostre polemiche e tenetevi la vostra guerra”, ha detto Salvini.

Salvini ribatte anche alle polemiche interne al partito. “La Lega è una grande squadra, che ha vinto e vincerà ancora a lungo, per questo il tentativo di alimentare litigi e divisioni si ripete sempre uguale, noioso e inutile. In una grande squadra ci sono giocatori con caratteri diversi, ma gli obiettivi sono comuni e concreti: i più immediati e urgenti fermare la guerra e le armi, superare l’indegna censura mediatica che nasconde i referendum sulla giustizia del 12 giugno, eleggere tanti nuovi sindaci oltre agli 800 già al lavoro, difendere lavoro, casa e risparmi degli italiani”, ha detto Salvini.

Il piano di pace del leader leghista

Il consulente di Salvini, Antonio Capuano, ha parlato del piano a cui stava lavorando il leader della Lega. Il piano era basato su quattro punti. In primis, vi era l’indicazione di una sede neutrale dove svolgere i negoziati di pace, che, secondo Salvini, sarebbe il Vaticano. Il secondo punto prevedeva la nomina di tre garanti, i vertici istituzionali di Italia, Francia e Germania, più un garante morale. Il terzo punto prevedeva invece un cessate il fuoco. Il quarto e ultimo punto prevedeva la visita di una grande personalità morale a Mosca e a Kyiv, cioè il Papa. Capuano ha poi affermato che “Salvini da tempo sta facendo un lavoro di tessitura straordinario. Nonostante quello che ne dicano i suoi avversari, Salvini è molto conosciuto e apprezzato nelle cancellerie internazionali. E anche in questo frangente ci siamo mossi con tutte le cautele che un’operazione del genere richiedeva”.

Il consulente del leghista poi punta il dito contro chi critica le azioni di Salvini. “Qui tutti attaccano Salvini per i suoi rapporti con Putin. A me pare che siano altri che vanno a Mosca, in giacca e cravatta e non con una maglietta, a fare affari. Salvini sta cercando in ogni modo di trovare una via d’uscita dalla guerra. Può darsi che abbia commesso errori. Ma credo che non sia stato capito. Ho trovato molte critiche ingiuste e ingenerose. In parte giustificate da una mancata conoscenza del progetto. Ora che è di dominio pubblico mi auguro che si sviluppi una riflessione seria. La chiede anche Salvini. E poi si deciderà cosa fare”.


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