Riforma Cartabia: Sì della Camera, ora testo passa al Senato

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Riforma Cartabia

Riforma Giustizia, passa la riforma Cartabia voluta dal Governo Draghi con 396 sì alla Camera. Ora il testo passa al Senato. 

Dopo un accesa La Camera ha approvato la modifica alla discussa legge penale dell’ex Guardasigilli del Governo Conte II, Alfonso Bonafè. L’emendamento è una legge delega per la quale l’esecutivo sarà chiamato ad approvare i decreti attuativi entro un anno. Unica eccezione fatta per le norme in prescrizione che entrano subito in vigore.

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Il nodi della discussione

Tra i nodi intorno ai quali hanno ruotato le trattative e i gli scontri delle ultime settimane, troviamo innanzitutto la prescrizione processuale.

In appello, secondo la riforma Cartabia, i processi dovranno durare due anni e in Cassazione non più di un anno, con la possibilità che i procedimenti più complessi arrivino rispettivamente fino a tre anni e a 18 mesi. L’accordo raggiunto nei giorni scorsi, prevede ulteriori proroghe di un anno per i reati di mafia, terrorismo, violenza sessuale e traffico di droga e altri stabiliti dal giudice. Mentre restano non prescrivibili i reati puniti con l’ergastolo.

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Inappellabili invece le condanne per i reati minori. Secondo quanto stabilito dalla riforma Cartabia d’ora in avanti sarà necessario guardare in maniera diversa alla pena. Ciò significa che alcuni reati verranno espletati attraverso l’impiego in lavori socialmente utili, arresti domiciliari o semilibertà con rientro notturno. Ma ciò vale solo ed esclusivamente per i reati più lievi. Tra gli elementi di “novità” c’è anche l’assunzioni e formazione per il personale carcerario. Questa soluzione è stata particolarmente sostenuta dalla ministra della giustizia italiana, soprattutto dopo la sua visita al carcere di Santa Maria Capua Vetere, teatro dei sanguinosi pestaggi del 2020.

Tra gli altri elementi di novità c’è anche il potenziamento dello staff del magistrato. Secondo la logica che governa la norma è diventa l’arma vincente per velocizzare  almeno del 25% i processi penali e del 40% quelli civili. A tal proposito è prevista l’assunzione a tempo determinato nei prossimi 5 anni di 21.910 persone nel settore.