A Orford Ness “Afterness” installazioni artistiche

La zona era utilizzata per esperimenti militari durante le guerre. Ora è una riserva naturale a valenza artistica

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Orford Ness
L'arsenale della riserva naturale di Orford Ness

Esistono luoghi in cui l’azione dell’uomo è così aggressiva da renderli inquietanti, ma anche fonte di ispirazione per gli artisti. Nei pressi della costa del Suffolk in Gran Bretagna, un borgo abbandonato in cui si svolgevano test militari, è diventato una riserva naturale. A Orford ness “Afterness” è allestita la mostra che descrive il recupero dell’area e la sua valorizzazione.


Pervaya Molniya: il 29 agosto 1949 il primo test atomico dell’URSS


Chi partecipa all’esposizione di Orford Ness “Afterness”?

Sono tre artiste affascinate dalla desolazione della zona a presentare le proprie opere alla mostra che prosegue fino al 30 ottobre. Alice Channer, Tatiana Trové e Emma McNally partecipano al progetto di Artangel e National trust che descrive la storia della Riserva naturale. Infatti, molti pensano che il villaggio di Orford Ness fosse una base delle truppe naziste durante la Seconda guerra mondiale. L’utilizzo militare è testimoniato dalle prove con ordigni bellici e gas nervino: ci sono ancora le bombe inesplose. Il paesaggio spoglio e devastato ha colpito la fantasia di numerosi talenti che hanno utilizzato l’area come set per riprese e video.

Jamiroquai e “Automaton”

Il cantante ha realizzato a Orford Ness il video di “Automaton”, la traccia che dà il titolo all’album del 2017. La zona di guerra in cui rimangono poche strutture contribuisce a comunicare il messaggio dell’artista. Il musicista presenta infatti un futuro post apocalittico in cui si muovono solo robot. Nel clip si vedono le pagode colonnate del sito, costruite negli anni Cinquanta per un esperimento nucleare. Nel 2014 invece, Anya Gallaccio ha immortalato lo scenario di distruzione, tra resti di fari andati a pezzi, in fotografie di un ciottolo. Si tratta di ciò che resta di un test con bombe durante la Prima guerra mondiale.

Le installazioni degli artisti

National trust ha acquistato il sito dal Ministero della Difesa britannico nel 1993 e ha cominciato rendere l’area un parco artistico. Quindi al posto di una zona off limits, l’organizzazione ha creato uno spazio in cui i talenti possono liberare la creatività. Alice Channer ha realizzato un’installazione con tentacoli a lama che si insinuano nelle cornici delle finestre di un rifugio abbandonato. Tatiana Trouvé invece ha lasciato in pozzanghere abiti e giacche a simulare una fuga da un luogo di morte. Emma McNally in un vecchio arsenale ha rappresentato un mare ondulato d’argento di carta.