Polonia – Questione voto presidenziali sia risolta in linea con la costituzione

Portavoce presidenziale, Krzysztof Szczerski del Presidente Duda

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Il presidente polacco Andrzej Duda fa appello a tutti i politici del paese affinché la questione delle elezioni presidenziali sia risolta in una maniera in linea con la costituzione e rispettosa di uno Stato democratico. Lo ha detto parlando all’emittente televisiva “Tvp Info” il portavoce presidenziale, Krzysztof Szczerski.

Interrogato se veda davvero la possibilità di un voto il 10 maggio, Szczerski risponde che definire la data delle elezioni è compito del parlamento. “Abbiamo ancora tempo ed esso verrà impiegato anche dai politici di Porozumienie per valutare proposte”, ha spiegato. “Dobbiamo fare di tutto, e a tal proposito ieri il presidente si è appellato alla politica, perché le elezioni presidenziali si svolgano nel rispetto della costituzione e del carattere democratico dello Stato”, ha continuato il portavoce di Duda.

Il diritto di voto “è un diritto fondamentale. Dobbiamo mostrare la nostra resistenza alle minacce esterne” come quella rappresentata da un’epidemia. “Resistenza vuol dire anche resistenza delle istituzioni dello Stato, essere capaci in una situazione straordinaria come questa di realizzare le funzioni basilari di uno Stato. Questo vale anche per i processi politici, democratici. L’epidemia non è una situazione in cui si possa piegare il sistema democratico in Polonia, e l’essenza di un sistema democratico sono le elezioni”, ha proseguito Szczerski.

Al momento si prevede che, a causa dell’epidemia di coronavirus, le elezioni presidenziali del prossimo 10 maggio si svolgano esclusivamente per corrispondenza, alla luce di quanto previsto da un disegno di legge di Diritto e giustizia (PiS) già approvato dal Sejm, la camera bassa del parlamento, il 6 aprile. Il Senato discuterà il disegno nella seduta del 5 e 6 maggio, ma già domani il testo sarà oggetto dell’esame delle sue commissioni Diritti umani, Enti territoriali e legislativa. Nei giorni scorsi Borys Budka, leader del partito polacco Piattaforma civica (Po), ha proposto che le elezioni presidenziali si svolgano il 16 maggio 2021. Per Budka si tratta di una data sicura, che non mette inutilmente a rischio la vita e la salute delle persone alla luce dell’emergenza coronavirus.

“Proponiamo una soluzione di compromesso, che consenta ai politici di concentrarsi su ciò che è più importante e al contempo abbassi la temperatura dello scontro”, ha dichiarato il politico di opposizione. “Questa soluzione ha tuttavia un limite che voglio sottolineare. Questo limite è la costituzione polacca. Non ammettiamo che gli interessi correnti di questo o quel partito provochino una modifica della carta fondamentale”, ha aggiunto Budka. Il leader di Po apre in ogni caso alla possibilità che le elezioni si svolgano con metodo misto, ossia recandosi come di consuetudine ai seggi, ma anche potenziando il voto per corrispondenza. Da oggi a maggio 2021 la Commissione elettorale polacca ha tutto il tempo per preparare il paese a questa soluzione ibrida, garantendo la sicurezza di coloro che parteciperanno al voto, ha spiegato.

Il gruppo parlamentare del partito di governo Diritto e giustizia (PiS) ha presentato nelle scorse settimane al Sejm una proposta di riforma della costituzione per estendere di due anni il mandato presidenziale. Se approvata, essa consentirebbe di evitare le elezioni il 10 maggio. Essendo una proposta di riforma della costituzione, serve il sostegno di un numero significativo di voti dell’opposizione. Una proposta identica era stata fatta quasi due settimane fa dall’ex vicepremier Jaroslaw Gowin, leader di Porozumienie, alleato di PiS nella maggioranza. La sua proposta non aveva però ottenuto il favore dell’opposizione ed era stata abbandonata. Gowin ha poi rassegnato le dimissioni dal governo come segno di protesta contro la possibilità che le presidenziali si compiano comunque nella data prevista prima dell’emersione del coronavirus.

Gowin ha detto che l’idea di votare per corrispondenza è buona, ma ha anche ribadito la sua contrarietà a che le elezioni presidenziali si svolgano il 10 maggio prossimo. Il voto per corrispondenza richiede una preparazione di “due o tre mesi, e non alcune settimane, soprattutto in mancanza di basi giuridiche”. Gowin afferma anche di voler scongiurare una possibile fine prematura dell’esecutivo. “Nei prossimi mesi cercherò di persuadere ogni politico, non solo di Diritto e giustizia (PiS), ma anche dell’opposizione, a sostenere la proposta di modifica della costituzione” per allungare il mandato presidenziale di altri due anni, ha detto il leader di Porozumienie. Gowin ha aggiunto di essere in contatto con il leader di PiS, Jaroslaw Kaczynski, e che prima del prossimo voto li attende a inizio maggio una “conversazione seria e di principio”.

In precedenza Gowin ha affermato che la legge sul voto per corrispondenza approvata dal Sejm, è necessaria perché probabilmente sarà l’unico modo per votare nei prossimi due anni. Gowin continua però a dire che le elezioni presidenziali non dovrebbero svolgersi il prossimo 10 maggio. “Me ne vado da solo dal governo, per evitare una crisi. Un governo di minoranza prima o poi condurrebbe a elezioni anticipate. Poiché non condivido l’idea che le presidenziali si facciano il 10 maggio, tanto più non voglio provocare elezioni anticipate, specialmente in un periodo del genere”, ha spiegato Gowin. “Le mie dimissioni sono un’espressione di protesta non contro la legge sul voto per corrispondenza, ma solo contro la mancata esclusione del voto a maggio”, ha precisato. La legge passerà ora al Senato, dove il leader di Porozumienie si aspetta un veto.

Il Sejm, la camera bassa del parlamento polacco, ha approvato la proposta di votare esclusivamente per corrispondenza alle elezioni presidenziali del prossimo 10 maggio. La proposta prevede anche che il presidente del Sejm possa decidere di spostare la data delle elezioni. A favore del testo – e di tre emendamenti presentati dal partito di governo Diritto e giustizia (PiS) – hanno votato 230 deputati, mentre 226 hanno votato contro e 2 si sono astenuti. Ora la legge passerà al Senato, che entro 30 giorni dovrà decidere se approvarla senza modifiche, emendarla o cassarla. Il testo introduce il voto per corrispondenza per tutti i cittadini alle prossime presidenziali, anche in caso di secondo turno. Nella legge si stabilisce inoltre che il voto si svolga senza interruzione dalle ore 6 alle 20.

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