Papa Francesco chiede giustizia e verità sull’esplosione di Beirut

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Papa Francesco chiede giustizia

Papa Francesco chiede giustizia e verità sulla drammatica esplosione al porto di Beirut. Alla vigilia del secondo anniversario della catastrofe nella capitale libanese. Più di 215 persone furono uccise e migliaia furono ferite il 4 agosto di quell’anno. Quando un enorme stock di nitrato di ammonio, lasciato in deposito per anni, prese fuoco ed esplose.

Papa Francesco chiede giustizia e verità sull’esplosione di Beirut?

Intervenendo al termine della sua udienza generale nell’Aula Paolo VI, papa Francesco ha espresso la speranza che il Libano possa vivere “una rinascita”. Il Paese dei cedri ha dovuto affrontare una devastante crisi finanziaria. E la mancanza di una governance stabile negli ultimi anni. La verità sull’esplosione nel porto di Beirut del 2020 “non può mai essere nascosta”. Dice il Papa nel suo discorso. “Il mio pensiero va alle famiglie delle vittime di quel disastroso evento e al caro popolo libanese. Prego perché ciascuno possa essere consolato dalla fede e consolato dalla giustizia e dalla verità. Che non possono mai essere nascoste. Spero che il Libano, con l’aiuto della comunità internazionale, continui sulla strada della rinascita”. Un’indagine giudiziaria sul disastro è ferma da otto mesi, mentre due parlamentari in carica accusati in relazione a ciò, si sono rifiutati di partecipare alle udienze.

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Cosa succede in Libano?

A due anni dalla devastante esplosione, molti libanesi si sentono frustrati per il fatto di “non conoscere ancora la verità” su quanto accaduto. Tuttavia l’esplosione è considerata un sintomo di decenni di cattiva gestione e corruzione da parte delle classi dirigenti libanesi. Il Paese dei cedri è attanagliato da una grave crisi economica. Che si è manifestata per la prima volta nel 2019. Portando a una diffusa carenza di forniture di base e spinto gran parte della popolazione alla povertà. Mentre le autorità libanesi hanno ripetutamente ostacolato il corso delle indagini interne sull’esplosione. Proteggendo politici e funzionari coinvolti, da interrogatori, procedimenti giudiziari e arresti. La mancanza di giustizia aggrava il dolore delle famiglie delle vittime. Anche se il popolo libanese è abituato alle guerre e alla sofferenza, oggi la fiducia tra le persone è andata persa. E sembra che sia rimasta solo la fede in Dio.