Metalli pesanti negli alimenti per bambini

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L’alimentazione dei bambini deve essere bilanciata e ricca di nutrienti essenziali allo sviluppo fisico e mentale. Una ricerca condotta negli Stati Uniti ha rilevato che il 95% degli alimenti per bambini, in particolare quelli utilizzati nello svezzamento, contiene metalli tossici, tra cui arsenico, piombo, cadmio e mercurio. Sostanze che possono avere effetti negativi importanti sul normale sviluppo cognitivo del bambino, arrivando a comprometterne anche il quoziente intellettivo.

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Cosa dice la ricerca

Lo studio è stato commissionato dalla Healthy Babies Bright Futures (HBBF) ed ha preso in esame 168 alimenti per bambini analizzando la presenza di quattro metalli pesanti: arsenico, piombo, mercurio e cadmio. Secondo i dati rilevati, il 95% di questi alimenti è contaminato da almeno un metallo pesante, e un quarto degli alimenti analizzati contiene tutti e quattro i metalli pesanti. Solo 9 dei 168 alimenti per bambini presi in esame non contengono tracce di arsenico, piombo, cadmio o mercurio.

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Fra gli alimenti più a rischio ci sono i succhi di frutta e gli omogeneizzati e i preparati a base di riso, inclusi snack e cerali di riso. Il riso, infatti, è particolarmente predisposto ad assorbire l’arsenico (usato come pesticida) presente nel suolo in cui è coltivato. Quattro su sette prodotti per bambini a base di cereali di riso contengono arsenico inorganico, che è la forma più tossica di questo tipo di metallo, a livelli che eccedono i limiti imposti dalla Food and Drug Administration. Altri alimenti a rischio sono quelli a base di patate dolci e carote, dal momento che i tuberi, crescendo sottoterra, hanno più probabilità di assorbire eventuali metalli pesanti presenti nel terreno.

Gli alimenti esaminati coinvolgono 61 marche e 13 tipologie di cibo per bambini, inclusi i formulati per l’infanzia, biscotti per la dentizione, cereali e succhi di frutta. Gli alimenti sono stati selezionati da alcuni genitori che hanno partecipato volontariamente alla ricerca.

Alimenti per bambini a rischio

Il piombo è il metallo pesante maggiormente presente negli alimenti per bambini: è presente nel 94% degli alimenti analizzati. Seguono il cadmio e l’arsenico, presenti in tre quarti degli alimenti, e infine il mercurio, che è stato trovato in meno di un terzo degli alimenti per bambini presi in esame. Tutti questi metalli, a parte il mercurio, sono stati dichiarati come probabili sostanze cancerogene. Fino a poco tempo fa il piombo, il cadmio e l’arsenico erano utilizzati regolarmente nei pesticidi. Oggi questi prodotti sono fuori legge, ma i metalli pesanti rimangono nel sottosuolo per decenni e continuano a intaccare ortaggi e cerali coltivati in queste aree.

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I rischi legati al consumo di alimenti contenenti metalli pesanti

L’esposizione a questi metalli pesanti può avere conseguenze sul quoziente intellettivo del bambino. Uno studio commissionato sempre dalla HBBF, infatti, ha dimostrato che i bambini americani di età compresa dagli 0 ai 24 mesi hanno perso più di 11 punti QI in seguito all’esposizione all’arsenico e al piombo contenuti negli alimenti. La maggior parte di questi alimenti era a base di riso. Una delle autrici dello studio , Charlotte Brody, ha dichiarato che “i metalli pesanti interferiscono con il modo in cui si sviluppa naturalmente il cervello”. Altri effetti dell’esposizione a metalli pesanti sono deficit di attenzione e un rallentamento del processo di apprendimento cognitivo e comportamentale.

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Cosa fare per evitare l’esposizione dei bambini ai metalli pesanti

Secondo la ricercatrice Brody un modo per ridurre i livelli di metalli pesanti negli alimenti, non solo in quelli per bambini, è che l’FDA stabilisca delle regole ben precise. Per il 90% degli alimenti per bambini analizzati, infatti, l’FDA non ha fissato delle regole e degli standard definiti sul limite massimo di metalli pesanti. “L’FDA dovrebbe fare di più” ha detto Brody “dal momento che il suo compito è quello di garantire la sicurezza dei cibi”.

In attesa di una regolamentazione più chiara e definita, possiamo informarci e scegliere gli alimenti, in particolare quelli per l’infanzia, in modo più consapevole e sicuro. Durante lo svezzamento, ad esempio, i genitori possono optare per snack che non contengano tracce di riso e cereali non di riso, come la farina d’avena e i cereali multigrano. Si possono incoraggiare i bambini a mangiare frutta e verdura, limitando il consumo di puree a base di carote e patate dolci. Infine, si possono sostituire i biscotti utilizzati per alleviare i dolori della dentizione con una bella banana ghiacciata, che sortirà lo stesso effetto. Secondo la HBBF, queste alternative riducono dell’80% l’esposizione a metalli pesanti da parte dei bambini, che possono quindi crescere in modo più sano e meno pericoloso.

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